giu 08

Il ’400 che non ti aspetti.

Posted by CHIcCHE Guests in DAL MONDO

CHI: Emanuela

città: Genova

CHE: Da Piazza Embriaci a Piazza Sarzano si snoda l’antico castrum, la parte in assoluto più antica di Genova, che porta, infatti, il nome di “Castello”. Per raggiungerla, dovete allontanarvi dal Porto Antico verso il Mercato del Pesce, e inerpicarvi per i vicoli alle spalle di Mura delle Grazie, un tempo vero confine della città, a strapiombo sul mare.

In quest’area sorsero i primi nuclei urbani della città, risalenti addirittura ad epoche precristiane. Non tutti sanno che proprio qui si trova uno dei più antichi templi cristiani della città: la chiesa di Santa Maria di Castello. Un vero e proprio complesso, costituito da chiesa, convento, oratorio, chiostri, biblioteca e  un museo di recente allestimento, delle cui proporzioni è difficile rendersi conto se osservato solo dall’esterno.

S. Maria del Castello (foto di Daniel Campagne)

S. Maria del Castello (foto di Daniel Campagne)

Non aspettatevi, però, code di visitatori, chioschi di souvenir o niente di simile: sul sagrato, delimitato dalle case circostanti, regna il silenzio assoluto e, a meno che non capitiate durante l’orario delle funzioni, incontrerete ben poche persone. Se ciò non vi scoraggia, ma al contrario vi incuriosisce, prendetevi un po’ di tempo ed entrate.

Questa chiesa fu edificata all’inizio del XII secolo sulla base di una precedente chiesa longobarda  del VII secolo. Conobbe la sua epoca di maggior splendore dalla metà del Quattrocento, quando fu affidata -com’è tuttora- ai Padri Domenicani, fino al Seicento. In questo periodo le grandi famiglie nobili genovesi la arricchirono di cappelle, pitture e sculture, lasciando un patrimonio artistico che, seppur misconosciuto, la rende unica a Genova soprattutto per quanto riguarda l’arte ligure di quel periodo.

Aguzzate la vista, ve ne accorgerete soprattutto dai particolari: il bellissimo portale in marmo della sacrestia, interamente decorato a bassorilievo; una piccola, coloratissima, cappella rivestita di azulejos, maioliche molto in voga nel Cinquecento ligure; oppure un vano delle ampolle in pietra nera, scolpito come una miniatura di un tipico portale genovese.

Ma la chiesa è solo l’inizio della visita. Al primo piano, nella loggia dell’Annunciazione è conservato splendidamente un grande affresco del 1451, opera di un artista nordeuropeo che ambientò la visita dell’angelo Gabriele in un interno genovese dell’epoca. La loggia superiore, invece, oltre ad ospitare marmi quattrocenteschi e una cappella nobiliare, è un luogo privilegiato per la vista che offre dal suo porticato: oggi purtroppo un po’ limitata dai palazzi costruiti successivamente, si apre sul porto estendendosi fino al ponente della città (compresa l’immancabile Lanterna!). Si può solo immaginare come fosse suggestiva originariamente, quando la chiesa dominava il mare aperto dall’alto delle mura della città. Non è un caso, infatti, che S. Maria di Castello fosse il baluardo dei naviganti, come testimonia la quantità di ex-voto, di cui una sala del museo è letteralmente tappezzata.

Una menzione speciale, tutta personale, va al chiostro maggiore. Racchiude un giardino dall’atmosfera sospesa, dove regna una pace che raramente ho trovato in altri luoghi della città. Il suo incanto raggiunge l’apice quando il roseto è in piena fioritura, intorno al mese di maggio. Difficilmente ne dimenticherete i colori e i profumi: vi “costringeranno a sognare”.


CHIESA DI S. MARIA DEL CASTELLO

www.santamariadicastello.it

Via di S. Maria di Castello, 15 – 16123 Genova (Guarda la mappa).

Autobus n. 12-13 o Metro fermata Sarzano/S.Agostino.

Da sapere che… percorrendo la navata centrale della chiesa, vi imbatterete in un antico crocifisso ligneo…un po’ atipico: noterete, infatti, che è senza barba e capelli! Non si tratta di una scelta non convenzionale dell’artista, ma di un segno dell’avvicendarsi delle mode artistiche che la chiesa ha subito nel corso dei secoli. In origine esclusivamente scolpito in legno, il “Cristo Moro” fu, in epoca barocca, arricchito da decorazioni e persino dall’applicazione di un posticcio sulla testa. Passata la moda, si decise di riportarlo all’originale, ma con il risultato irreparabile di rovinare i capelli scolpiti. Una copia del Cristo in “versione barocca” è comunque conservata sempre all’interno della chiesa.

A due passi… Torre degli Embriaci, Museo di Sant’Agostino, Porto Antico.

Il Quattrocento che non ti aspetti suona come Un blasfemo (dietro ogni blasfemo c’è un giardino incantato) – De Andrè nella versione di Morgan.


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