giu 23

Periferie in mutamento.

Posted by Giuliano in PARIGI

CHI: Giuliano

città: Parigi

CHE: Innanzitutto ben ritrovati. Dopo un lungo periodo di assenza fa piacere rincontrarsi sulle pagine di CHIcCHE, mentre si aspetta l’estate. Per chi di voi ha deciso di abbandonarsi alla pigrizia di un viaggio culturale (magari immergendosi tra i vialoni di qualche esausta capitale europea come la mia Paris), ecco qui un percorso rilassante da godere una volta esauriti festival, musei e tracciati storici.

Per introdurre la passeggiata di oggi devo però spendere qualche parola per presentarvi un personaggio che si incontra sempre più di rado tra le vie di Parigi e che il caso ha voluto ci omaggiasse proprio oggi con la sua presenza.

Eccolo qui il nostro signor “flaneur, con la sua camicia a quadri e i pantaloni a falde larghe che se la passeggia quietamente, la testa alta e l’aria noncurante, lungo le rive di una Senna afosa. Questo personaggio, coniato dalla fantasia baudelairiana, è un giovane senza età, con poche preoccupazioni per la testa, qualche soldo in tasca e molto tempo da spendere, il cui passatempo preferito consiste nel piacere solitario dell’esplorazione urbana. In realtà il flaneur si carica, forse inconsapevolmente, di un ruolo e di una responsabilità importanti. Egli è l’unico rappresentante della memoria storica e sociale di una città in costante mutamento.

Baudelaire, il suo creatore, lo descrive come un “botanico del marciapiede”, un cartografo che traccia le proprie mappe nelle suole delle scarpe e che si appropria del cemento pubblico come fosse il suo parco giochi gratuito e personale.

Non starò a parlarvi oltre di questa figura, su cui studiosi più allenati di me hanno speso pagine di trattati. Desidero solo invitarvi a seguire, con un po’ di discrezione, il nostro flaneur personale. Tenetevi a debita distanza e non fatevi troppe domande. In cambio vi prometto di restare accanto a voi e soddisfare dove posso la vostra curiosità.

Lasciamo il Pont des Arts per costeggiare il fiume sulla Rive Gauche, direzione Notre Dame. Superiamo la vecchia signora e fiancheggiamo i confini del quartiere latino fin dove il boulevard saint Germain non incrocia il quai des Tournelles per sfociare sul recinto alberato del Jardin des Plantes. Proseguiamo ancora un po’ lungo il fiume fino a lasciarci alle spalle la Parigi storica il cui ultimo baluardo, la Gare d’Austerlitz, affoga nel caos del traffico cittadino.

Mentre cerchiamo di districarci tra i semafori troppo precipitosi, quasi non ci accorgiamo che la nostra guida ha lasciato il tracciato del lungosenna per arrampicarsi, mani in tasca, lungo un viale luminoso circondato  da modesti grattacieli.

Avenue de France.

Avenue de France.

Abbiamo appena imboccato l’avenue de France che una ciurma di ragazzini biondi tra i dodici e i quindici anni quasi ci travolge a colpi di skateboard. Non possiamo fare a meno di lanciare un’imprecazione sottovoce mentre notiamo una scalinata di marmo che, spezzando il percorso del marciapiede, si inerpica costeggiando una grata che segna il confine nord della stazione Austerlitz.

Superato il pericolo adolescenziale, acceleriamo il passo per raggiungere il nostro cicerone che nel frattempo si è fermato, il lungo naso aguzzo ben proteso, per gettare lo sguardo al di là dell’inferriata. Cercando di indovinare la traiettoria dei suoi pensieri ci avviciniamo anche noi alla griglia che sembra gettarsi nel vuoto, per scoprire con stupore infantile di sovrastare uno degli ultimi depositi ferroviari abbandonati di Parigi. Ammassate in un angolo, vecchie locomotive stanche ciondolano in attesa di essere ricoperte dalla ruggine mentre l’erba cresce tra le assi dei binari e sulle banchine ricoperte di tags.

Nel tentativo di emulare la nostra guida, lanciamo lo sguardo oltre questo silenzioso canyon e notiamo in lontananza una serie di cantieri dai colori accesi, le cui gru gettano la loro ombra su un mucchietto di palazzine ocra. Voi non potete saperlo, ma qui dove ora vedete grattacieli scintillanti, ristoranti di lusso e marciapiedi alberati, un tempo si ergeva uno dei quartieri popolari più affollati della capitale.

Il trezième, come lo chiamano i francesi, fu insieme a Belleville uno dei quartieri industriali della Parigi novecentesca.  Quasi nulla è rimasto delle vecchie case in “pierre de taille” che si snodavano lungo i ciottoli umidi dell’antico arrondissement . Perfino le palazzine, che furono innalzate al loro posto durante la sanatoria operata dal comune alla fine degli anni trenta, oggi resistono con fatica all’incalzare dei nuovi quartieri giardino previsti per la futura classe dirigente.

È difficile immaginare come questi vialoni, dove oggi si ergono le sedi di alcune delle più importanti istituzioni amministrative di Parigi (tra cui la cassa di risparmio francese), un tempo fossero ricoperti da gruppi affastellati di casette decrepite e dallo schiamazzo maleodorante dei vecchi mercati rionali.

Immaginate le strade acciottolate intrise dall’odore degli orinatoi svuotati al mattino e il viavai dei volti stanchi ricoperti di fuliggine.  Cercate di figurarvi la fila degli operai che all’alba, impilati sulle banchine della Senna, attende di salire sui battelli adibiti al trasporto di carbone e i gruppi di bambini che giocano a campana in attesa del richiamo materno che annuncia il pranzo.

Guardate pure le puttane che lasciano i loro appartamenti al tardo pomeriggio per raggiungere in silenzio i bordelli di Montparnasse e brindate alla vita con i vecchi che attendono l’arrivo del tramonto tra un pastis e qualche chanson. Date libero sfogo alla fantasia e forse capirete perché il nostro flaneur, che nel frattempo ha avuto modo di dileguarsi in questo lago di cemento bollente, abbia scelto di accompagnarci proprio qui.


PERIFERIE IN MUTAMENTO

Avenue Pierre Mendès France (poi Avenue de France) (Guarda la mappa)

Metro: Gare d’Austerlitz (linea 5 arancione)

Da sapere che… le rotaie su cui ora vi trovate si congiungono con la vecchia rete di trasporti commerciali su treno, anch’essa ormai in disuso. Provate a seguire il corso dei binari e vedere dove vi porta. Se proprio avete paura di perdervi, provate a farvi aiutare da questo sito internet (http://les-frigos.com/).

A due passi… avanzate per bene lungo l’avenue de France e raggiungerete una delle più grandi biblioteche europee, la BNF (Bibliotheque Nationale de France). Oltre che per la sua ambiziosità architettonica che merita, dato che siete qui, almeno una rapida occhiata, la BNF è nota per contenere almeno una copia di ogni testo pubblicato in Francia negli ultimi 50 anni circa (non sono riuscito a verificare la data esatta).

Periferie in mutamento suona come  Last Goodbye - Jeff Buckley.


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