lug 23

Un mappamondo di sapori.

Posted by Giuliano in PARIGI

CHI: Giuliano

città: Parigi

CHE: C’è chi dice che una sola cucina al mondo possa rivaleggiare con la nostra, e che questa cucina sia francese.

Personalmente, dopo due anni passati in Francia tra dolci e succulente scoperte, sono costretto ad affermare – forse per nostalgia o per abitudinarietà – di essere ancora partigiano. Nonostante ciò devo ammettere che, per chi si reca in una capitale internazionale come Parigi, le sorprese culinarie, e non parlo solo di quelle locali, possono essere veramente infinite.

Per quelli che tra di voi si sentono temerari e alla ricerca di nuovi sapori, sappiate che grandi città come Parigi, Londra o New York, con la loro storia ricca di immigrazione e i loro mille sobborghi etnici possono offrire cucine introvabili nelle cittadine nostrane (e spesse volte anche a Roma capitale, a meno di non spendere cifre improponibili).

Siate coraggiosi, quindi e osate pure la dove i nostri connazionali storcono per lo più la bocca. Scoprirete sapori che la nostra tavola non ha mai conosciuto, e se proprio dovesse andar male sappiate che sono accanto a voi, kit di pronto soccorso alla mano (scherzo).

Ma bando ai preamboli ed iniziamo pure il nostro tour multietnico della cucina parigina, che in questa prima puntata ha deciso di strizzare l’occhio al lontano oriente, proprio li dove si leva il sole….

Parigi è piena di ristorantini di sushi con menu prodotti in serie che vanno dai 10 ai 15 euro. Molti di questi ristoranti, per lo più gestiti da famiglie cinesi, contano sull’incapacità visiva degli avventori di distinguere tra le varie etnie orientali e sulle pacchiane decorazioni di ceramica laccata (e non sottovalutiamo la capacità innata del maki di lasciarsi mangiare a quintali senza farti ingrassare!!).

Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)

Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)

Non fatevi ingannare! Se veramente volete provare della vera cucina nipponica, provate a recarvi nel 2° arrondissement tra l’Opera e il museo del Louvre, in una strada conosciuta col nome di rue Saint’Anne.

Se arrivate in orario di pranzo, non sarà difficile riconoscerla. Vedrete una schiera di colletti bianchi dagli occhi a mandorla in fila davanti a numerose porticine riempite di “Kanji”. Del resto ci troviamo accanto all’ambasciata del Sol Levante, nonché in uno dei quartieri d’affari più prolifici della capitale.

Attenti a tentare la vostra sorte se optate per una cena romantica. Non sono pochi i francesi che decidono di passare una serata mangereccia all’insegna di Sakè e Lamen, visti i prezzi abbordabili praticati da questi posti (16 euro massimo per un menu più bevanda) e l’atmosfera conviviale.

Per quanto riguarda il menu, la cosa si fa assai complessa. Alcuni di questi ristoranti servono zuppe calde e sformati di riso 365 giorni all’anno, altri si attengono sulla formula più occidentale che consiste in: tagliere di sushi + riso e zuppa di alghe (sconsiglio). I più raffinati propongono varianti assai costose ma prelibate di “tempura” (un grande piattone di sapori misti, per lo più a base di pesce).

Alla varietà di scelta si aggiunge il fatto che tra i vari frequentatori della rue Saint’Anne, ciascuno ha il suo “spot” preferito. Il mio si chiama “Higuma” e si trova proseguendo in direzione del Louvre. In ogni caso non lasciatevi intimidire dall’imbarazzo della scelta e osate pure, soprattutto se il ristorante che avevate prescelto vi sorprende con una fila chilometrica fuori dalla porta (impossibile prenotare nella Saint’Anne)

Io vi aspetto come sempre al rientro, per raccogliere i vostri commenti in attesa di sfornare la prossima puntata.


UN MAPPAMONDO DI SAPORI (GIAPPONE)

Rue Saint’Anne (Guarda la mappa)

Metro: 4 septembre (linea 3 verde) e/o palais royal (linea 1 gialla)

Da sapere che… gran parte del personale che lavora in questi ristoranti è composto da giovani stagisti universitari che, appena sbarcati in terra straniera, barattano un posto sottopagato come cameriere o lavapiatti per ottenere un permesso di soggiorno semestrale. Sono facili da riconoscere rispetto agli “anziani” a causa dei loro inchini servili e dei sorrisi a trentadue denti tipici del protocollo giapponese.

A due passi… salendo e mantenendo la sinistra si raggiunge l’opera Garnier con le sue volte affrescate e i suoi tetti placcati d’oro. In direzione sud invece raggiungiamo la senna e i cancelli dell’antico palais Royal, che costudiscono i corridoi sotterranei del Louvre con i loro infiniti archivi

Un mappamondo di sapori (Giappone) suona come Pizzicato Five- Tout va bien.

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