set 06

Sara Bernardini – Swaziland

Posted by CHIcCHE Team in LE INTERVISTE DI CHIcCHE

Sara Bernardini: un'immagine in cui si identifica.

L’ospite di CHIcCHE quest’oggi è la nostra amica Sara Bernardini, 30 anni, di Livorno. Biologa/Nutrizionista è partita 4 anni fa con destinazione Kenya per la sua prima esperienza, durata un anno e mezzo, con una Organizzazione Non Governativa (ONG) nei così definiti Paesi in Via Sviluppo per occuparsi di un programma finanziato dal Governo Italiano. È partita con tante domande paure e curiosità. Rincorreva un sogno di bambina e non aveva la minima idea se quello che aveva sognato era qualcosa di realizzabile. Un anno dopo l’esperienza in Kenya è partita  con una Agenzia delle Nazioni Unite per lo Swaziland, paese piccolo quanto il Lazio e di solo un milione di abitanti, tra il grande Sud Africa e il bizzarro e africano Mozambique, con la certezza di aver seguito il sogno giusto.


Ciao Sara. Su cosa sei impegnata in questo momento e quali sono i tuoi progetti futuri?

Da pochi giorni ho lasciato Mbabane, capitale e maggiore città dello Swaziland, e sono tornata a vivere a Roma dove sto lavorando sempre per la stessa agenzia delle UN (WFP) come consulente in HIV e Nutritizione.

Partendo dal nostro concetto di chicche, cos’è che secondo te rende un luogo autentico?

Le emozioni che riesce a trasmettermi, sicuramente. Non e’ la storicità di un monumento, la popolarità di un luogo, la grandiosita’ di una struttura o la sua unicità ma e’ quello che riesce a trasmettermi in quel momento, in quel preciso istante.

Pensando alla tua città qual è la chicca che consiglieresti o a cui sei più affezionato? Perchè? E a che tipo di viaggiatore/persona la consiglieresti?

Non posso parlare semplicemente di città in questo momento, perchè la città in sè non offre molto, ma posso parlare del contorno, di queste “mura montagnose” che la circondano e che la rendono in un certo senso protetta e nascosta dal resto del mondo. Non sono mura invalicabili, al contrario, uno zaino in spalla contenente acqua, cibo e un K-way sono tutto quello che vi serve per poterle esplorare. La mia montagna preferita beh direi Sibebe Rock: e’ un monolite che si erge a nord di Mbabane. Ci sono moltissimi modi per poterla scalare, a voi la scelta se seguire il sentiero segnato che porta in cima alla vetta piu’ alta oppure optare per l’avventura. In questo caso il raggiungimento della massima vetta non e’ assicurato…ma alla fine non e’ questo lo scopo! A chi la consiglio? A chiunque piaccia camminare.

Proviamo a costruire una sorta di giornata perfetta nella tua città o viste le dimensioni del paese in Swaziland. Con risposte flash, secche, regalaci una chicca per le seguenti categorie:

VISITA: Milwane Park: diciamo che la probabilità di avvistare animali non è molto alta ma se si e’ piu’ interessati al panorama sicuramente è un bel posto dove trascorrere una domenica (se poi uno si vuole portare un po’ di carne è possibile organizzare un “braai” con le griglie a disposizione). A Lobamba, invece, il Memorial Park Sobhuza.

SCOPRI: Incwala e Umhlanga sono sicuramente due delle cerimonie più suggestive nello Swaziland; la prima è legata all’autorizzazione da parte del Re di mangiare i primi raccolti dell’anno; la seconda è la danza che le ragazze Swazi non sposate ( e sembrerebbe vergini) fanno davanti al Re per essere prescelte come spose.

DIVERTITI: House on Fire: sicuramente per il weekend, diciamo unico in Swaziland.

SPENDI: “Nqwenya Glass: ceramiche, vetro, oggetti per la casa realizzati artigianalmente con il vetro; mentre in Malkerns valley, lo Swazi Candle: candele tipiche di questo paese fatte a mano e non solo.

GUSTA: “Guava Gallery” (Ezulwini valley) per pranzare con un ottimo chicken curry. Posto ideale dove poter trascorre una domenica pomeriggio; spesso ci sono mostre di opere di artisti locali di vario genere. Consiglio dopo la mostra di approfittare e assaggiare una eccezionale torta alle carote per merenda. Il caffe’ non e’ dei migliori ma “accettabile”!

ESPLORA: Mkhaya camp: non sono ancora riuscita a visitarlo ma mi sento di suggerirlo perchè a solo un mese dalla mia partenza molti mi ripetono che non posso andare via dallo Swaziland senza averlo visitato. Obbligatorio trascorrervi una notte, almeno. Shewula, una “Community Guest house” nel mezzo del niente dove gustarsi il tramonto magari sorseggiando una Hansa fresca (portata da casa) e dopo la cena preparata dalle Make della comunità godersi il cielo stellato in compagnia di amici prescelti.

E quello che vivamente suggerisco e’ di visitare “Ngwempisi Community“, dove si trova un fantastico lodge costruito in una roccia, il posto intorno e’ meraviglioso. Non vi fate spaventare dal termine lodge, non ci sono né reception, né stanze,  tanto meno guardiani. Basta rivolgersi alla comunità e chiedere di poter dormire li’. E’ veramente difficile da spiegare di cosa si tratta esattamente. Ma come ultima cosa da aggiungere il bagno è sicuramente da usare.

Del tuo paese ci saranno sicuramente cose che ami di più, altre meno. Pensando ad esse, ed in virtù dei viaggi fatti, qual è la chicca o la cosa che ruberesti ad un’altra città o paese per portarlo nella tuo?

Beh, difficile domanda, perche’ alla fine nel suo piccolo lo Swaziland ha tutti i controsensi e i contrasti che uno potrebbe desiderare. Sicuramente se ne avessi la possibilità porterei il CALDO.

Se potessi consigliare un libro o una canzone o un film che in qualche maniera descrive/interpreta valori o aspetti dello Swaziland?

C’è sicuramente una canzone che associo a questo posto, Neria di Oliver Mtududzi può sicuramente regalare emozioni.

Se non vivessi in questo paese, dove vivresti? E perchè?

Non vivrei mai in questo Paese, devo dire la verita’, c’è una cosa in particolare che mi manca, da buona livornese: il mare! Cercherei un posto in cui il mare sia un buon compagno di vita.

Il viaggio nel tempo è stato studiato e definito in tanti modi: per la sceneggiatura è il passaggio da un mondo ordinario a un mondo straordinario, per l’antropologia è una metafora di identità, per molti viaggiatori è un modo per ritrovare se stessi e per arrivare ad una meta; per altri, al contrario, è un modo per fuggire dalla meta e dai propri scopi… cosa significa per te viaggiare?

Sicuramente vedere o meglio curiosare, sbirciare attraverso il buco di una serratura . Quello che possiamo percepire e’ solo una piccola sfumatura della realtà e sono molte le variabili che possono influenzare la  percezione. Magari il buco e’ troppo piccolo per avere una visuale ampia , la porta e’ troppo spessa per percepire il calore e gli odori, o magari troppo lontana per vederne i colori. Uno degli aspetti che più mi piace del viaggio è la sensazione del “ritornare a casa”; riassaporare di nuovo i tuoi ricordi anche quelli più lontani, associare ad ogni angolo della tua città qualche immagine o sensazione, sentirsi a casa nel sapersi orientare nuovamente, e nel sentirsi sicuri e protetti nel girovagare tra le strade. Questo però solo per poco, per poi essere pronta e ripartire.

Qual è l’oggetto di cui non fai mai a meno quando viaggi?

Dei libri, sicuramente!

Prima di partire per un viaggio, utilizzi internet per prepararti? Che tipo di informazioni cerchi? E c’è qualche sito in particolare di cui fai abitualmente utilizzo e che vorresti consigliare?

No, devo dire che sono pessima in tutto cio’. Cerco di giustificarmi dicendo che amo improvvisare (ed un po’ e’ anche vero) ma in realtà leggere le cose su un paese non mi piace…mi annoia! Nel momento in cui arrivo a destinazione  in base alla esigenze quotidiane impugno la mia guida di fiducia e cerco di orientarmi nel Nuovo Mondo.

Se hai dato un’occhiata a CHIcCHE, qual è la chicca che ti ha più incuriosito? E che tipo di contenuti ti piacerebbe leggere/trovare sul nostro sito?

Sono andata su “Roma” per vedere se erano indicate le chicche che avrei voluto vedere in questa città che è stata “casa” per qualche mese.  Molte le ho trovate.

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