ott 09

It’s only Drum&Bass but i like it!

Posted by Giuliano in PARIGI

CHI: Giuliano

città: Parigi

CHE: Facendo una scorsa dei miei ultimi articoli mi rendo conto di aver spesso dipinto Parigi con accenti eterei e nostalgici e di aver infiocchettato quella che invece è una città pulsante, aggressiva e ribollente di vita.

Quando penso a questa metropoli vedo, nei suoi intrecci culturali, l’ultima grande città di confine prima delle capitali nord europee.

Sapevate ad esempio che da un paio d’anni Parigi è raggiungibile da Londra e Amsterdam con meno di quattro ore di treno? Per non parlare dei collegamenti aerei con Berlino. Il discorso vale anche in senso contrario naturalmente, ed è per questo che la capitale francese fa un po’ da filtro per quella cultura “Underground” che da sempre raggiunge in ritardo i paesi mediterranei.

E quindi per una volta parliamo pure del sottosuolo parigino. Seguitemi, popolo della notte (e curiosi) perché vi farò accedere ad uno dei miei pozzi preferiti.

Prima di ritrovarci, il mio consiglio è di non stressarsi tutta la giornata tra musei e marce chilometriche e soprattutto di prevedere la totale assenza di programmi per il mattino successivo. Altro imperativo è di infilare nel portafoglio una banconota da cinquanta fresca di distributore (perché l’Underground, a Parigi, costa come tutto il resto).

Come forse avrete capito da titolo e premessa, oggi si parla di musica (anche se i più schizzinosi potrebbero non essere d’accordo) e in particolar modo di musica danzereccia. Chi non è convinto è avvisato, gli altri vengano pure con me.

Appuntamento alle undici e trenta sulle scalinate dell’Opera Bastille, tra i gruppi di “banlieue” ubriachi e gli studenti fuori sede. Da lì s’imbocca nel primo drugstore aperto sulla piazza per le prime spese e s’infilano le bottiglie nelle borse delle signore o, se non ne avete, sotto la zip dei giubbotti.

Fatti i dovuti acquisti ci lasciamo alle spalle la Bastiglia con i suoi tafferugli notturni e la sua polizia arrabbiata e, gambe in spalla, ci avviciniamo al lungosenna. Una volta raggiunti gli argini del fiume tirate pure fuori le bottiglie con discrezione e preparatevi a una passeggiata alcolica di un paio di chilometri. Per la cronaca, saremmo potuti arrivare in metro ma, dato che siete qui anche in veste di turisti, ho deciso di regalarvi un po’ di scorci by night.

Se non siete stati troppo ingordi negli acquisti, dovreste svuotare le scorte  giusto in tempo per scorgere, sull’altro argine del fiume, una serie di barconi da pesca e battelli da crociera ancorati alla meno peggio, molti dei quali illuminati a festa. Via via che ci avviciniamo al prossimo ponte riusciamo anche ad afferrare qualche nota latinoamericana e a scorgere il via vai ridanciano degli avventori nascosti dal buio. Vi tranquillizzo subito, non è là che siamo diretti.

Attraversiamo il fiume e proseguiamo un po’ in direzione Bibliotheque Nationale, ma questa volta scendiamo sui “quais” tra le coppie di sangue misto e le note di salsa.

Avanziamo ancora un mezzo chilometro prestando attenzione al repentino cambiamento di fauna. Eccoci circondati da gruppi compatti di giacche  in pelle, berretti paillettati e felpe con cappuccio.  Qui i rapporti numerici uomo-donna si invertono e il volume delle conversazioni si alza di vari decibel tanto che ci sembra di essere ritornati per un attimo al punto di partenza.

Ora lasciate perdere per un momento la contemplazione del sottobosco e osservate bene la riva di fronte a voi. Ecco ergersi un battello rosso, la forma allungata e lo scafo metallico, che illumina la zona circostante da un faro curiosamente montato al centro del ponte.

Il Batofar (da listphobia.com)

Siamo finalmente arrivati al Batofar, meta ultima del nostro peccaminoso passeggiare.  Antico battello-faro della flotta atlantica in disuso, questo barcone metallico fu restaurato nel 1998 e trasformato nella più curiosa e aggiornata discoteca elettronica della capitale.

Qui la programmazione varia continuamente, dall’elettrojazz all’hardcore, passando per minimal techno, elettrorock, jungle e drum&bass. Doveroso dire che le abitudini del pubblico cambiano a seconda del tipo di serata e che il posto ha un vero e proprio riciclo sociale di cui ci si accorge alla seconda o terza visita.

Ma la nostra serata è di quelle dure, mettiamoci dunque in fila sulla passerella come i condannati e sopportiamo in silenzio le mani pesanti dei buttafuori armati di bomber e torce.

Una volta entrati abbiamo due scelte. La prima è restare sul ponte e profittare della saletta superiore con lo spazio fumatori (rigorosamente all’aperto per gli amanti del freddo continentale) e un dj-set arrabattato ma piacevole, che i più utilizzano per i momenti di pausa.

La seconda opzione è quella di pagare una decina d’euro e scendere fino alla stiva dove, invece che una discoteca, troveremo uno dei più allegri carnai della città. Qui fanno bella presenza mazzi di luci stroboscopiche, i migliori dj parigini e londinesi e una carta dei cocktail accettabile (dettaglio raro nei club parigini). Insomma tutte le carte per regalarsi una serata con i controfiocchi a condizione di sorpassare l’impatto con la vampata di calore e anidride carbonica che accoglie tutti i nuovi avventori.

Se abbiamo fatto bene i conti siamo arrivati giusto in tempo per afferrare un drink di benvenuto senza troppi problemi. Sappiate che il locale si riempie verso l’una e mezza di notte e una volta raggiunta la capienza massima non solo è quasi impossibile entrare, ma diventa una vera impresa raggiungere il banco degli alcolici. Tenete il dettaglio a mente per la vostra  prossima visita.

Nel frattempo vi lascio godere la serata, il fiume di bassi e l’alba che seguirà.

A domani per il bollettino di guerra!


IT’S ONLY BRUM&BASS BUT I LIKE IT!

batofar.org

Port de la Gare, Paris (Guarda la mappa)

Metro: 14 viola (Bibliotheque Nationale)

Da sapere che… il Batofar è anche centro culturale, sala d’esposizione, istituto per corsi d’arte e ristorante!  Per chi quindi non si sente danzereccio e vizioso, il posto vale comunque la pena di una puntata, vista l’originalità del luogo e l’offerta. Per gli altri invece un avviso! L’utilizzo di sostanze stupefacenti è severamente proibito e i controlli sono abbastanza stretti, quindi una volta saliti a bordo fate i bravi o vi ritroverete di corsa a piangere sul molo con l’impronta di una pedata nel sedere.

A due passi… la bibliotheque François Mitterand e il 13 arrondissement.

It’s only Drum&Bass but i Like it! suona come Prodigy – Voodoo People -Pendulum remix.

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