ott 15

AtoS il ritorno – Sensazioni ed emozioni dopo 44 giorni di pedalate.

Posted by CHIcCHE Team in FROM AUSTRIA to SIRIA

Alessandro e Bernadette: chicchers in bici.

Da agosto a settembre, dall’Austria alla Siria, i nostri chicchers in bici sono tornati più carichi della partenza. Con un bagaglio di avventure, emozioni, sensazioni, nuovi luoghi, nuove persone che non hanno disfatto al loro rientro. Ma che porteranno sempre con loro perchè di valore inestimabile.

Abbiamo atteso il loro rientro a Roma dopo la partecipazione a Ciclomundi, festival nazionale del viaggio in biciletta, tenutosi a Siena dal 24 al 26 settembre, per raccogliere il bilancio finale di AUSTRIA to SIRIA, Chicchers in bici. Aneddoti, consigli e curiosità di chi il viaggio ce l’ha nel sangue e nei piedi!

1. Se poteste tornare indietro al giorno della partenza, c’è qualcosa che cambiereste del vostro viaggio (es. preparazione, equipaggiamento, itinerario)?
Alessandro: No, del viaggio non cambierei nulla.

Bernadette: Mi porterei un cucchiaio più grande per mangiare (l’ho recuperato a Izmir!). A parte quello non molto. Più camere d’aria di riserva magari e più colla per ripararle. Forse anche per il fatto che pensavamo che ci volesse più tempo per raggiungere la nostra meta abbiamo saltato un paio di posti. Ora mi dispiace un pò che non siamo passati anche per Budapest.

2. Prima di partire, le città che più vi incuriosivano erano Troia e Pammukale. Ora, al rientro, queste 2 città hanno confermato le vostre aspettative?

Alessandro: Troia in effetti è il sito archeologico più povero di tutti. Ma non mi ha deluso, già lo sapevo. Giungerci in bici è stato emozionante. Pamukkale invece mi ha deluso parecchio, è una bolgia di turisti e non si capisce nulla!


Bernadette:  Troia ci interessava soprattutto per la sua storia ed importanza archeologica. Per gli stessi motivi alla fine abbiamo trovato molto più interessante per esempio Ephesos in Turchia ed Aleppo in Siria, ma anche altri posti più sconosciuti come ad esempio Apamea in Siria. Pamukkale ci interessava per la sua bellezza naturale ma purtroppo era diventata troppo turistica. C’erano posti molto più belli, posti sperduti, nel mezzo della montagna, oppure la zona lungo la costa all’ovest di Tekirdag in Turchia. E poi ovviamente la Siria in sè era tutta un’altra cosa. Strana, diversa. Anche parti della Bulgaria vicino al Danubio ci sono piaciute molto.

3. Avete passato insieme più di 2 mesi. Come è stata la convivenza?

Alessandro:  Per quanto mi riguarda la convivenza tra di noi è stata “inevitabilmente burrascosa”, ci sono stati molti momenti di scontro ma li ritengo collaterali ad un viaggio del genere. All’arrivo in Siria, infatti, eravamo più tranquilli perchè le difficoltà erano ormai tutte alle spalle.

Bernadette: All’inizio difficile. Prima di partire pensavo di conoscere Alessandro in tutto, dopo 2-3 giorni avevo compreso di non conoscerlo “per niente”. O meglio, di non conoscerlo “in viaggio”. Questa esperienza così diversa dalla vita quotidiana ci rendeva delle persone diverse. Avevamo ritmi differenti e forse anche obiettivi (lui voleva bianco io nero per dire). Ma dopo un pò abbiamo imparato a convivere e ad essere “più sopportabili” l’uno per l’altro. Alla fine del viaggio eravamo praticamente sempre d’accordo, sempre stanchi nello stesso momento, sempre pieni di energia nello stesso momento (…) e il viaggio diventava sempre più bello e sempre più facile.

4. C’è mai stato un inconveniente che vi ha messo in crisi e vi ha fatto pensare che “non ce l’avreste fatta ad arrivare in Siria”?

Alessandro: Non riuscivo a farmi spedire il passaporto all’ambasciata italiana di Istanbul! Se non fosse stato per Sonia e Fabrizio (due nostri amici) che per caso a ferragosto si trovavano ad Istanbul per le loro vacanze e sono stati così gentili da avermelo portato, avremmo dovuto abbandonare la Siria.

Bernadette: I problemi che riguardavano il passaporto di Sandro e il mio visto. Si pensava che fosse un problema arrivare in Siria senza il visto già fatto ed io non ce l’avevo perchè sarei dovuta passare da Vienna nei primi giorni di viaggio, ma avevamo deciso di non farlo per non perdere troppo tempo.
Ma per fortuna non c’è stato nessun problema. Alla dogana abbiamo trovato subito delle indicazioni “per coloro che hanno già il visto si rivolgano allo sportello x (…) per coloro che ancora non hanno il visto si rivolgano allo sportello y”. In totale abbiamo aspettato una mezz’ora al confine.
Sandro invece fino alla Turchia non aveva ancora il suo passaporto. Fortunatamente abbiamo dei grandissimi amici che, andando in vacanza in Turchia e Grecia, ce l’hanno portato dall’Italia.

5. Una frase per descrivere la vostra esperienza.

Alessandro: Per me è stato un viaggio di “rottura” con i precedenti. Se prima cercavo i “posti belli” e i paesaggi, adesso cerco le persone e gli incontri. “Un viaggio tra la gente”.


Bernadette: “Il mondo appartiene a coloro che amano il nuovo”, citazione di Marc Bloch, storico francese.

6. State già progettando un’altra avventura?

Alessandro: Si, a parte qualche pedalata a Capodanno e Pasqua, spero di laurearmi in estate 2011 e dal 2012 ho intenzione di fare un viaggio di 1-2 anni attraverso l’Asia Oceania e Sud America.

Bernadette: Io in bici niente di preciso. Sandro sicuramente avrà qualcosa in mente. Comunque vorrei fare un viaggio ancora più lungo nei prossimi anni, ma non so ancora in quale parte del mondo e se farlo da sola o no. Ci penserò quando troverò il tempo.

Allora a quanti è venuta voglia di montare in sella?!

VN:F [1.9.3_1094]
Dai un voto al post.
Rating: 5.0/5 (5 votes cast)
VN:F [1.9.3_1094]
Rating: +5 (from 5 votes)
AtoS il ritorno - Sensazioni ed emozioni dopo 44 giorni di pedalate., 5.0 out of 5 based on 5 ratings
Related Posts with Thumbnails
  • Facebook
  • FriendFeed
  • Twitter
  • Google Buzz
  • LinkedIn
  • Share/Bookmark

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.

2 Responses



Leave a Reply

CHIcCHE by  wordpress themes