ott 18

Nerone, la Papessa e San Giovanni – 2° parte

Posted by Alice in ROMA

CHI: Alice

città: Roma

CHE: Continua il nostro viaggio tra le misteriose storie di San Giovanni in Laterano. La prima è un’antica leggenda medievale che riguarda l’origine del nome “Laterano” coinvolgendo nientemeno che l’imperatore Nerone. Pare che non avesse simpatia per le donne e ancor meno per sua moglie Poppea. L’imperatore voleva però un erede, quindi consultò molti saggi e medici dicendo loro che se non avessero trovato il modo di farlo partorire da solo, li avrebbe uccisi tutti. Temendo per la loro vita, e prematuramente alle prese con un’inaspettata richiesta di fecondazione artificiale!, decisero di fargli bere un intruglio stordente che conteneva un girino vivo. Questo crebbe nella pancia di Nerone fino a che, sentendo forti dolori, l’imperatore non consultò nuovamente i medici. A quel punto gli fecero ingerire un potente emetico, la rana uscì fuori e i romani esclamarono: “Lata rana! Lata rana!” cioè rana che è stata portata, partorita. Il palazzo dell’imperatore si trovava in effetti dove ora si trova la basilica.

San Giovanni in Fonte (da wikipedia.it)

Ed è certamente quest’ultima l´edificio che domina piazza San Giovanni, ma proprio lì a fianco c’è il meno noto Battistero Lateranense (San Giovanni in Fonte) che, anche se non sembra, risale alla stessa epoca della basilica. A mettervi la prima pietra fu l´imperatore Costantino nel 320 sulle strutture di un ninfeo appartenente alla famiglia della moglie Fausta, i Laterani (forse parenti della rana di Nerone!). All’interno sono presenti 4 cappelle, quella dedicata a san Giovanni Battista ha “le porte che cantano”. Quest’ultime infatti sono dotate di battenti provenienti dalle Terme di Caracalla pesanti quasi 800 chili costituiti da una lega particolare che unisce il bronzo con l’argento e l’oro. Facendo girare lentamente i due cardini sui battenti si sente un suono melodioso simile a quello di un organo.

Tornando alla basilica, un evento drammaticamente paradossale avvenne nella sala del concilio, il cosidetto “Sinodo del cadavere”. Il folle papa Stefano VI (896-897) volle organizzare un processo al cadavere del suo predecessore, papa Formoso (avvelenato dopo 5 anni di papato, 891-896) ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all’appoggio del partito filogermanico. Il cadavere venne così esumato e messo a sedere su un trono con tanto di avvocato. Alla fine il cadavere fu ovviamente riconosciuto colpevole e condannato. Il verdetto stabilì che il deceduto era stato indegno del pontificato: tutti i suoi atti vennero annullati e gli ordini dichiarati non validi. Gli vennero strappate le vesti papali e recise le tre dita della mano destra, usate dai papi per le benedizioni, il cadavere fu poi trascinato per le vie di Roma e gettato nel Tevere. In quello stesso anno, un terremoto danneggiò la basilica facendo crollare il tetto sopra la navata centrale. L’evento fu ritenuto un castigo divino nei confronti di Stefano VI che fu a sua volta ucciso mentre, molto tempo dopo, il corpo di papa Formoso ritrovato intatto da alcuni pescatori, fu riportato nel sepolcro.

Infine, l’ultima storia sulla basilica di San Giovanni è un’altra leggenda e riguarda un altro papa, Silvestro II (999-1003) il leggendario papa–mago. La magia di Silvestro II fu confusa con la sua grande sapienza: primo papa francese, fu infatti colui che introdusse in Europa le prime conoscenze arabe di aritmetica e astronomia. Si raccontava che al termine della sua esistenza, decise di far trainare il carro che trasportava la sua bara da due buoi dando l’ordine di essere seppellito là dove gli animali avessero deciso di fermarsi. Con sorpresa di tutti, il carro fece esattamente il percorso del Corpus Domini, la processione che da S.Pietro arriva alla basilica di S. Giovanni in Laterano. I due buoi si fermarono proprio davanti alle porte della basilica, all’interno della quale Silvestro II fu sepolto. L’iscrizione sulla sua tomba recita Iste locus Silvestris membra sepulti venturo Domino conferet ad sonitum (“Questo luogo, all’arrivo del Signore, renderà al suono dell’ultima tromba i resti sepolti di Silvestro II”): la traduzione erronea di conferet ad sonitum con “emetterà un suono” diede adito a un’altra leggenda che diceva che poco prima della morte di un papa le sue ossa cominciano a tremare.


NERONE, LA PAPESSA E SAN GIOVANNI – 2° PARTE

Battistero Lateranense (San Giovanni in Fonte)

Piazza di San Giovanni in Laterano (Guarda la mappa)

Bus: 117, Tram: 3, Metro A: San Giovanni.

Da sapere che… la basilica di San Giovanni in Laterano si affaccia su due piazze che spesso si confondono perché hanno nomi simili. Su Piazza di Porta San Giovanni (nelle Mura Aureliane) si può vedere la facciata principale della basilica, su Piazza di San Giovanni in Laterano (quella con l’obelisco Lateranense saccheggiato dal tempio di Karnak e posto in continuità prospettica con quello di Santa Maria Maggiore) c’è invece la facciata laterale della Loggia delle Benedizioni. Sulla destra è visibile il Battistero con tipica pianta ottogonale.

A due passi… Ministero per i beni e le attività culturali dipartimento spettacolo e sport, Museo storico della lotta di liberazione di Roma, palazzo del Laterano, Istituto pontificio Giovanni Paolo II, Ospedale San Giovanni.

Nerone, la Papessa e San Giovanni continua a suonare come Bathory – The Woodwoman.

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