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Good vibes e antichi vibratori – SAN FRANCISCO

Posted by Alice in DAL MONDO

CHI: Alice

città: San Francisco

CHE: Dopo un giro (obbligato) alla Coit Tower dove la vista si perde tra i grattacieli del centro città e l’immenso Bay Bridge che corre per 15 km sopra l’oceano Pacifico, sembra quasi d’obbligo visto il nome, dirigersi verso Il Museo degli Antichi Vibratori! Ebbene sì, la “pratica” non è certo così recente come si potrebbe pensare e in un posto come San Francisco, “metropoli che muta sempre e dove i giovani hanno spazio per praticare le loro idee”, così come ce l’ha descritta l’antropologo Massimo Canevacci ne Le interviste di CHIcCHE, un’idea del genere non sorprende!

Il Museo si trova nel distretto di Mission, coloratissimo pezzo della città che vale la pena girovagare un po’, abitato per lo più da immigrati ispanici. Tra le strade incontrerete splendidi murales, tra cui quelli di Diego Rivera, marito di Frida Kahlo (il più famoso, dal titolo “The Making of a Fresco Showing the Building of a City”, si trova presso l’Istituto d’Arte), e il bellissimo Women’s Building, centro sociale per donne e ragazze, qui meglio conosciuto come Maestrapeace, dal nome del murales che lo ricopre interamente e che racconta 4 storie sulla “Saggezza femminile nel tempo”, citando importanti donne della storia, come Georgia O’Keefe e l’attivista africana Audre Lorde, su cui lavorarono per molti anni 7 artiste riunitesi qui nel 1971.

Un vibratore del secolo scorso... o di quello prima (da liveart.org)

Una volta assaporato un bel burrito accompagnato da una gelida margarita in una delle decine di Taquerias nelle vicinanze, siete pronti per una visita in uno dei musei più insoliti del mondo che raccoglie una serie di vibratori datati tra il 1869 e il 1970 raccontandovi un’altra storia ben collegata alla condizione della donna nel tempo.

Il primo vibratore fu brevettato infatti nel 1869 dal fisico americano George Taylor: una macchina massaggiatrice a vapore che i medici iniziarono a utilizzare per il trattamento della presunta “isteria femminile”. L’isteria era un termine medico usato per descrivere l’esposizione delle donne a una forte agitazione mentale ed emotiva che veniva considerata, appunto, una malattia che necessitava un trattamento. Dai tempi di Ippocrate fino a buona parte del XX secolo si riteneva l’isteria l’espressione della rivolta femminile nei confronti della deprivazione sessuale. Per cui il massaggio genitale era diventato il trattamento standard che aveva come obiettivo l’induzione “calmante” del “parossismo isterico” (ovvero l’orgasmo) nella paziente. La classificazione dell’isteria come malattia era il chiaro rifiuto di riconoscere una sessualità femminile come tratto umano del tutto analogo alle funzioni sessuali maschili, ma anche il rifiuto di riconoscere l’orgasmo come una normale funzione della sessualità femminile.

Successivamente, i medici abbandonarono i trattamenti fisici in favore di quelli psicoterapeutici, mentre i vibratori vennero pubblicizzati nelle riviste femminili tra il catalogo degli elettrodomestici da ordinare per posta. La pubblicità continuava a promuovere il vibratore come un servizio sanitario, utilizzando parole come “salute e bellezza” o descrivendolo addirittura come il rimedio per una “giovinezza perpetua”, fino a curare mali sempre più disparati, dal mal di testa, all’asma, fino addirittura alla tubercolosi!, ma sempre senza alcun riferimento sessuale che facesse pensare alla masturbazione femminile. Tuttavia dal 1920 i vibratori iniziarono ad apparire nei film pornografici, a quel punto fu difficile ignorare la loro funzione sessuale. Di conseguenza le pubblicità iniziarono a sparire e oggi addirittura acquistare un vibratore è illegale in 8 stati americani: Texas, Georgia, Alabama, Mississippi, Indiana, Virginia, Louisiana e Massachusetts.


GOOD VIBES E ANTICHI VIBRATORI

Antique vibrator museum

603 Valencia Street, Mission District, San Francisco, California, Stati Uniti (Guarda la mappa)

Da sapere che… annesso al Museo c’è, appunto, Good Vibrations, uno dei più famosi sex toy shop d’America insieme al The Pleasure Chest su Melrose Place a Los Angeles. Il museo fino a poco tempo fa aveva un sito proprio, da poco è annesso al sito dello shop www.goodvibes.com sotto la voce “How to”. Altri indirizzi: www.womensbuilding.org

A due passi… se volete attardarvi giusto 800 km a Sud, beh… arrivate in Messico! E precisamente a Tijuana, la città al confine, uno strano mix di americano e messicano che vale la pena vedere, dove i muli girano per le strade tutti imbardati di coperture colorate, dopo essere stati dipinti a strisce come zebre per renderli più esotici per un po’ di spicci in cambio di una foto.

Good vibes e antichi vibratori suona come The feel good vibe dei Feel Good Productions .

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Good vibes e antichi vibratori – SAN FRANCISCO

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