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Matteo Bertolino – Cochabamba.

Posted by CHIcCHE Team in LE INTERVISTE DI CHIcCHE

Matteo Bertolino

Oggi è con noi Matteo Bertolino, fotografo free-lance, di 33 anni, torinese di nascita che da quasi un anno vive in Bolivia, Sud America. Parallelamente, e in modo complementare, si occupa di “cooperazione e sviluppo”, settore che lo ha portato in questi ultimi dieci anni a viaggiare molto e a conoscere frammenti di questo mondo. Matteo ha accettato il nostro invito e di questo lo ringraziamo molto (!!!) e, tra poche righe, ci condurrà tra le strade di Cochabamba, terza città del paese per ordine di importanza.

Ciao Matteo, su cosa sei impegnato in questo momento e quali sono i tuoi progetti futuri?

Ciao! Attualmente vivo in Bolivia (Cochabamba, capitale dell’omonimo Dipartimento, terza città più importante del paese, circa 1M di abitanti) da un anno circa, con la mia compagna; insieme ci occupiamo di cooperazione allo sviluppo da diversi anni e parallelamente sono fotografo free-lance. Pensiamo di restare qui anche tutto il 2011. Io sono occupato nella realizzazione di progetti fotografici personali, e collaboro con il mondo della cooperazione (sopratutto ong) per ciò che riguarda la documentazione di progetti di sviluppo e la produzione di materiale di comunicazione. Viaggio molto per questo paese così affascinante, che non finisce davvero mai di stupire.

Partendo dal nostro concetto di chicche, cos’è che secondo te rende un luogo autentico?

Autentico è quel luogo che suscita emozioni, vitalità e sentimento, non importa per chi e non importa dove o quale sia quel luogo. Può essere tanto una megalopoli come il più piccolo dei villaggi sperduti. Autentico è un luogo che ha saputo armoniosamente conciliare storia e tradizione con l’ormai inevitabile impatto della modernità. Forse ogni angolo del mondo risulta autentico per qualcuno di noi.

Pensando alla tua città, qual è la chicca che consiglieresti o a cui sei più affezionato? Perché? E a che tipo di viaggiatore/persona la consiglieresti?

Certamente la piazza centrale di Cochabamba, che si chiama 24 di Settembre, è un luogo particolare; sempre in movimento, c’è sempre qualcosa che succede. Con i suoi caratteristici portici e i suoi edifici in stile coloniale, i suoi alberi e i suoi fiori, splendidi tutto l’anno, la piazza centrale regala di tutto: pittori improvvisati e non, musicisti, oratori, ciarlatani e sciamani, informazioni e chioschi politici, mendicanti, spremitrici d’arance, venditori d’articoli vari, lustrascarpe, ubriachi perennemente riversi nel verde e visite oculistiche gratuite. La consiglierei ad una persona curiosa, così come al turista di passaggio, è certamente un luogo da osservare e annusare di questa città. Sin dalle prime luci dell’alba si anima di vita, che continua, quasi ininterrotta, fino all’alba successiva.

Proviamo  a costruire una sorta di giornata perfetta nella tua città. In risposte flash, secche, regalaci una chicca per le seguenti categorie:

VISITA: Il Cristo de la Concordia, la cattedrale, la zona del Prado, piazza Colon, l’ orto botanico, il cimitero.

DIVERTITI: Sicuramente la zona centrale offre un’ampia varietà di servizi; bar, ristoranti, caffè e localini non mancano, in particolare nella Calle Espana, che la sera rappresenta forse l’epicentro della diversione, locale ed internazionale. In linea generale, il livello dei servizi è soddisfacente (sempre che non si abbiano grandi pretese), ed è in linea con quello delle grandi città dei paesi poveri, ormai sempre più simili.

SPENDI: Lo shopping (costoso, frivolo, capriccioso, come lo intendiamo noi) non è certamente la dimensione da ricercare a Cochabamba (e forse in assoluto!!), così come da nessun’altra parte in Bolivia direi. L’artigianato locale, invece, è ricco e incredibilmente vario, colorato e davvero merita. Le 36 etnie della Bolivia producono artigianato tradizionale, dando vita ad un arcobaleno di colori e forme. A Cochabamba è possibile trovare prodotti tipici dell’altipiano e della zona andina (così come letteralmente ogni altra cosa che passi per la testa) presso il mercato principale “La Cancha”.

GUSTA: In Calle Espana e dintorni e nella zona del Prado è possibile bere e mangiare in abbondanza; Cochabamba – capitale gastronomica del paese – è infatti ricca di piatti e di ricette locali, e i cochabambini sono famosi per dedicarsi anima e corpo all’alimentazione (5 i pasti in media giornalieri). Anche la zona della “Recoleta” offre una discreta offerta di ristoranti di medio livello. Il bere è un’abitudine assai diffusa in Bolivia, e spesso dai risvolti anche drammatici (l’alcolismo è infatti un problema serio); le birre locali sono ottime e praticamente diffuse ovunque.

ESPLORA: Da Cochabamba si ha facile accesso a molti villaggi dell’altipiano, come Tarata, Tiataco, Tiquipaya, Totora, Anzaldo, ed altri, che improvvisamente proiettano il turista da una dimensione urbano-cittadina ad una più rurale e contadina; scoprire la vita e le tradizioni delle comunità Quechua dell’altipiano andino è certamente un’opportunità da non perdere.

Della tua città ci saranno sicuramente cose che ami più, altre meno. Pensando ad esse, ed in virtù dei viaggi fatti, qual’é la chicca o la cosa che ruberesti ad un’altra città per portarla nella tua?

In generale, pur avendoci mio malgrado spesso vissuto, non sono esattamente il tipo da “grande città”. Sicuramente ruberei l’aria pulita da non so quale città moderna immaginaria! Diciamo che sarebbero di più le chicche che, se potessi, porterei dalla campagna alla città.

Se non vivessi in questa città, dove vivresti? E perché?

Forse la domanda più difficile; di anno in anno sono stato abituato, anche per via della scelta professionale, a non sapere in quale parte del mondo mi sarei trovato l’anno successivo. Dunque se non vivessi qui oggi vivrei dove un contratto di lavoro mi potrebbe portare. Oppure a Santiago de Compostela, città d’origine della mia compagna, dove un giorno probabilmente metterò qualche radice. L’Italia, per il momento, non rientra oggi tra le prime opzioni, per ragioni abbastanza ovvie a mio modo di vedere.

Il viaggio, nel tempo è stato studiato e definito in tanti modi: per la sceneggiatura è il passaggio da un mondo ordinario a un mondo straordinario, per l’antropologia è una metafora di identità, per molti viaggiatori è un modo per ritrovare se stessi e per arrivare ad una meta, per altri, al contrario, è un modo per fuggire dalla meta e  dai propri scopi… cosa significa per te viaggiare?

Per me rappresenta soprattutto una passione, un modo per scoprire “l’altro” ma anche e sopratutto per scoprire se stessi, proprio attraverso il mondo, attraverso le sue infinite sfaccettature e contraddizioni. Il viaggio è una sfida e una scoperta continua, una lezione infinita, unica e speciale, per chi la sa cogliere. Per chi sa viaggiare. Per me non è una fuga, piuttosto una scelta precisa, direi quasi di vita, qualcosa da cui difficilmente mi potrò mai del tutto separare. Viaggiare è sognare, sognare gli infiniti mondi che costruiamo, dentro e fuori di noi.

Qual’é l’oggetto di cui non fai mai a meno quando viaggi?

La macchina fotografica.

Prima di partire per un viaggio, utilizzi internet per prepararlo? Che tipo di informazioni cerchi? E c’è qualche sito in particolare di cui fai abitualmente utilizzo e che vorresti consigliare?

Forse “preparare” non è la parola esatta; non preparo mai un viaggio, ma ci sbircio dentro, da lontano, lo immagino, lo sogno; certo, qualche informazione la raccolgo, così come trovo utile (talvolta fondamentale) documentarsi e leggere rispetto alla meta prescelta. Certamente, come tutti, utilizzo internet per le ricerche, ma non ho particolati siti da suggerire, sono piuttosto sempre in balia di Google… e da oggi anche di CHIcCHE.

Se hai dato un’occhiata a CHIcCHE, qual’é la chicca che ti ha più incuriosito? E che tipo di contenuti ti piacerebbe leggere/trovare su di esso?

Trovo ottima l’idea di proporre aspetti e dimensioni inusuali per chi si mette in viaggio verso uno o più destini. Un modo per trovare informazioni diverse, originali, simpatiche, curiose. Un modo per condividere, per incuriosire, scoprire e stimolare; per esempio, quanto vorrei ora provare un “trapizzino”! Forse cercherei di coinvolgere più italiani (e non) residenti all’estero per farmi raccontare anche di chicche lontane…

Per conoscere meglio Matteo potete visitare il suo sito www.matteobertolino.com

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