mar 03

Dove il cielo è sempre più blu.

Posted by CHIcCHE Guests in ROMA

CHI:  Lucilla

città: Roma

CHE: Dicono che i cimiteri inglesi siano bellissimi. Dicono che le statue, le lapidi elaborate e i corvi neri sotto al cielo plumbeo svelino una strana, incredibile magia.

Anche Roma ha il suo cimitero così. Il cielo è quasi sempre azzurro e invece dei corvi a volte si vedono i gabbiani, ma non mancano le statue degli angeli, le lapidi grandi, i fiori.

Visitare il cimitero del Verano, con il suo patrimonio di opere d’arte, è come passeggiare in una specie di museo all’aria aperta, per le opere d’inestimabile valore storico e artistico che raccoglie, testimonianza della cultura capitolina dalla metà dell’Ottocento sino a tutto il Novecento.

Il cimitero monumentale di Roma ospita moltissime tombe illustri, dal Belli a Gassman, da Togliatti a De Sica: tanti, tantissimi riposano qui, dentro sepolcri grandi come la vita che hanno vissuto.

In mezzo a tutte queste tombe però, ce n’è una più piccola, una tomba qualsiasi, come tante altre. È quella di Rino Gaetano, che qui è stato seppellito dietro un blocco di marmo su cui è inciso il nome che s’era scelto: breve come la vita che ha vissuto.

Rino Gaetano

Rino Gaetano

Autore di testi dall’ironia graffiante e dal lucido realismo, Rino muore in un incidente stradale da molti considerato sospetto, e viene seppellito nel cimitero della Capitale, al riquadro 119, in un loculo uguale a tanti altri.

Per trovarlo, nel colombario, basta seguire le scritte e le fotografie. E poi i fiori, sempre freschi.

Perché c’è qualcosa che lega Rino al quartiere in cui sono conservate le sue spoglie.
Qui Rino è uno di casa, un amico, un fratello.

Il Tiburtino, con San Lorenzo, canta forse ogni giorno le sue canzoni.

Sarà perché è morto a due passi da qui, il 2 Giugno del 1981.

Sarà perché veniva dalla Calabria, come tanti studenti fuorisede della vicina Università.

O forse sarà perché le sue canzoni sono così belle, attuali e sempre nuove anche a trent’anni dalla sua morte.

Qualunque sia la ragione, la tomba di Rino Gaetano è come la tomba di un amico che ci ha lasciato comunque troppo presto. Per questo, su un piccolo tavolino accanto ad altri fiori, fotografie e sigarette che non verranno fumate, c’è un quaderno sul quale in tanti scrivono un breve saluto, o magari il verso di una canzone.

È facile immaginare che anche su questo avrebbe scritto un pezzo ironico, tagliente, dissacratorio. Forse profetico, come La Ballata di Renzo, la storia di un ragazzo che muore perché non c’è un posto letto per curarlo.

Proprio come tanti, proprio come Rino.


DOVE IL CIELO è SEMPRE PIù BLU

Cimitero Comunale Monumentale Campo del Verano

Piazzale del Verano 1, Roma (Guarda la mappa)

Orari: dal 1/10 al 31/03 dalle 7:30 alle 18, dal 1/04 al 30/09 dalle 7:30 alle 19.

Da sapere cheLuogo di sepolture fin dall’antichità, il moderno cimitero del Verano fu costruito durante il regno napoleonico tra il 1805 e il 1807 e il 1812, in seguito all’editto di Saint Cloud che imponeva le sepolture al di fuori delle mura della città. A progettare il Verano fu l’architetto Giuseppe Valadier, autore inoltre dell’omonima Casina Valadier, delizioso  caffè in stile neoclassico costruito all’interno del Pincio.

A due passi…San Lorenzo, il quartiere universitario, con locali, pizzerie, negozi vintage, e piccole botteghe artigiane.

Dove il cielo è sempre più bello suona come Rino Gaetano – E cantava le canzoni.

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3 Responses

  • Francesco says:

    ci passo spesso, da Rino. La prima volta devo dire che è stato un pochino da brivido. Questi lunghi corridoi bui, illuminati a malapena dai ceri sulle lapidi. Stringi i denti ed entri. Segui le scritte e ti siedi davanti all’altarino. Accendi due sigarette, una per te, una per lui. E quando esci, quando ritorni nel caos della città e alzi gli occhi al cielo, davvero ti sembra più blu :)
    Ottima segnalazione!!!

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