Un angolo di oriente nel regno delle frites.
Posted by in BRUXELLESCHI: Alessandra
città: Bruxelles
CHE: Lo scorso fine settimana, nonostante il materasso cercasse di trattenermi a sé in maniera invitante, mi sono alzata dal letto e ho deciso di sfidare il freddo di questa città così particolare. Con altri due amici abbiamo deciso di avventurarci verso una zona un po’ lontana dal centro, sulla base di alcune foto che aveva scattato una nostra conoscente, senza sapere cosa realmente ci avrebbe aspettato al nostro arrivo.
Le foto in questione ritraevano delle pagode orientali, insomma sì delle costruzioni tipicamente giapponesi/cinesi…ci siamo detti “che ci fanno edifici del genere a Bruxelles? Andiamo a scoprirlo!”. Dopo una serie di peripezie e “passeggiate” a vuoto ho notato in lontananza una luce rossa in mezzo agli alberi. Avvicinandoci sempre più lo spettacolo si è rivelato sorprendente: un’alta torre giapponese svettava verso un cielo stranamente limpido, illuminata di rosso ed attorniata da una serie di edifici più bassi in stile cinese e un giardino all’orientale stupendo.
La sensazione è stata quella di essere catapultati per un attimo a migliaia di km dal cuore d’Europa, in un’altra realtà. Tra le realizzazioni architettoniche più prestigiose di Leopoldo II del Belgio, re per ben 44 anni fino alla sua morte avvenuta nel 1909, vi sono appunto il Padiglione cinese e la Torre giapponese, risalenti agli inizi del XX secolo. Aperto tutto l’anno, il Padiglione cinese racchiude una grande collezione di porcellana cinese del XVIII e XIX secolo e la Torre giapponese offre un ambiente eccezionale per le mostre temporanee sul Giappone, la sua realizzazione fu ispirata da una costruzione che Leopoldo II vide all’Esposizione di Parigi del 1900. Entrambe le collezioni e gli edifici illustrano la storia del misterioso incontro tra Oriente e Occidente.
Situati nel quartiere di Laeken, gli edifici si trovano nelle vicinanze del Museo di Arte Giapponese, del Castello Reale, dimora ufficiale della casa reale belga, costruito tra il 1782-1784, della magnifica Serra Reale, accessibile al pubblico solo pochi giorni all’anno, disegnata anche con la cooperazione di un giovane Victor Horta, della Chiesa di Notre-Dame, nelle cui cripta sono seppelliti i membri della Famiglia Reale e, last but not least, il cimitero di Laeken, che dà riposo a diverse personaggi famosi e ricchi, tra cui Fernand Khnopff e Maria Malibran, e tra le sculture funerarie ne annovera una di Auguste Rodin.
Ovviamente, dato il successo della spedizione, tornando verso il centro, ci siamo sentiti in dovere di premiarci con delle meravigliose frites e una fresca bière! Un luogo interessante e suggestivo per chi volesse staccare dalla routine della vita di Bruxelles, o anche per quei turisti che non si accontentano di visitare le solite attrazioni, ma vogliono scoprire luoghi più particolari…e più particolare di una torre giapponese in Belgio…non c’è nulla!
UN ANGOLO DI ORIENTE NEL REGNO DELLE FRITES.
Museo dell’Estremo Oriente
Avenue Van Praet 44, 1020 Bruxelles, Belgio. (Guarda la mappa)
Tel.: + 32 (0)2 741 72 14
Bus 53, fermata De Wand oppure Tram: 3 e 23, fermata Araucaria.
Chiuso il lunedì, visite guidate su richiesta. La biglietteria chiude alle 16:30.
Durata della visita: 1 ora. Ingresso gratuito ogni primo Mercoledì del mese a partire dalle 13:00.
Da sapere che…Oltre ai possedimenti in Congo e nelle ex colonie tedesche del Ruanda-Urundi (attuali Ruanda e Burundi), il Belgio agli inizi del 1900 ottenne anche una piccola concessione in Cina, a Tientsin. Da qui l’interesse del re Leopoldo II nei confronti dell’Estremo Oriente. Le colonie ottennero l’indipendenza a partire dal 1960.
A due passi…L’Atomium, padiglione di punta dell’Expo tenutasi a Bruxelles nel 1958. Rappresenta la volontà di mantenere la pace tra tutti i popoli e la fede nel progresso tecnico e scientifico. Alto 102 metri, è costituito da nove sfere collegate, e rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte. È stato pensato e ideato dall’ingegnere Waterkeyn André (1917-2005). Le sfere sono state allestite dagli architetti André e Jean Polak.
Un angolo di oriente nel regno delle frites. suona come Jacques Brel, Les Bourgeois.
You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 You can leave a response, or trackback.





