Gogol Bordello, cittadinanza mondiale.
Posted by in CHICCHE'N'ROLLNon propriamente “world music”, i Gogol Bordello preferiscono la categoria, affermata anche grazie a loro, di “gypsy punk” per definire il loro stile.
Le influenze ricadono sulle rispettive origini dei componenti. In testa quelle del cantante, Eugene Hütz,arrivato negli Stati Uniti nel 1991 dopo un lungo esodo in campi per rifugiati, in seguito alla tragedia di Chernobyl. Ha vissuto un po’ ovunque e con la band ha girato il mondo. “Le politiche di immigrazione ci hanno colpiti molto, come gruppo. Sappiamo quanto possano essere imperfette e quanto possano diventare brutali sulle persone […] Quei problemi non ci abbandonano mai e necessitano una soluzione più profonda, un approccio più umanitario che politico”.
Immigraniada (We Comin’ Rougher), uno dei singoli estratti dall’ultimo “Trans-Continental Hustle” (prodotto da Rick Rubin) è un brano in cui si parla molto dei problemi legati all’immigrazione. Hütz spiega che il video è una sorta di autobiografia del gruppo. Otto persone, tutte immigrati, che arrivano a New York in cerca di fortuna. Con alla base, la convinzione che possa esistere il concetto di ‘Worldwide citizenship’: la cittadinanza mondiale. Una vicinanza legata dall’appartenenza a comunità piuttosto che a razze e confini. Come antidoto alle politiche di divisione e separazione.
I Gogol Bordello saranno tra pochi giorni in Italia per alcune date del loro tour “Gogol Acoustic Bordello”.
07 Dicembre Grugliasco (Torino) Teatro delle Serre
08 Dicembre Firenze – Auditorium Flog
09 Dicembre Padova – Gran Teatro Geox
10 Dicembre Roma (Ciampino) – Orion
Gogol Bordello “Immigraniada” from Isaiah Seret on Vimeo.
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