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	<title>CHIcCHE &#187; DAL MONDO</title>
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	<description>L&#039;altro volto delle città.</description>
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		<title>Quando mangiare diventa anche assaporare i gusti della storia, nella fattispecie, quella medioevale. &#8211; VITERBO
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 17:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Guests</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sforzo immaginativo: piove da due giorni ininterrottamente, brezza fredda che congela naso e punta delle dita, jeans zuppi e raffreddore che non promette niente bene [...] - VITERBO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/05/12/quando-mangiare-diventa-anche-assaporare-i-gusti-della-storia-nella-fattispecie-quella-medioevale-viterbo/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Valentina</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Viterbo</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Sforzo immaginativo: piove da due giorni ininterrottamente, brezza fredda che congela naso e punta delle dita, jeans zuppi e raffreddore che non promette niente bene…cosa c’è di meglio che potersi togliere i soprabiti bagnati e trovare caldo riparo in un rifugio delizioso in pietra e cotto nel pieno centro storico di Viterbo, quartiere San Pellegrino?</p>
<div id="attachment_5879" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/il-richiastro.jpg"><img class="size-medium wp-image-5879" title="&lt;p&gt;il richiastro&lt;/p&gt; " src="http://chicche.org/wp-content/uploads/il-richiastro-300x225.jpg" alt="Trattoria Il Richiastro (foto da squisitalia.com)" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Trattoria Il Richiastro (foto da squisitalia.com)</p></div>
<p>Cosa preferire ad un camino scoppiettante che si alimenta di continuo con le parole in libertà e le chiacchiere fitte fitte della coppia proprietaria del locale, due architetti eccentrici ed originali che si possono permettere di tenere aperto il loro bel ristorantino solo nel fine settimana, perché così a loro più aggrada?</p>
<p>Cosa vuoi di più che scaldarti pancia, ma anche cuore ed anima, con le zuppe fumanti e saporite della tradizione campagnola dei prodotti della terra, dalla verza ai fagioli, dalla cicoria alla zucca, dai funghi ai pomodorini? E cosa chiedere ancora dopo quegli intingoli e quelle salse che hanno così poco di terreno ed avvicinano al mistero del divino, e dopo quelle torte che sanno di pranzo della domenica in famiglia, ma senza tutte le rotture e le implicazioni del medesimo in casa????</p>
<p>…Nulla, infatti…</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;"> IL RICHIASTRO</span></p>
<p>Via della Marrocca, 18 - Viterbo (<a href="http://maps.google.it/maps?q=il+richiastro+viterbo&amp;hl=it&amp;ll=42.41815,12.107556&amp;spn=0.008237,0.018883&amp;client=safari&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=il+richiastro&amp;hnear=0x1328d3499d9b8f73:0x4094f9ab239b260,Viterbo+VT&amp;view=map&amp;cid=17758287818732809960&amp;t=m&amp;z=16&amp;iwloc=A" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>T. 0761 228009</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Da sapere che</em></strong><strong>…</strong></span>Viterbo è considerata la “Città dei Papi”, dal momento che fu una importante sede papale durante il XIII secolo.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi…</span></em></strong>Nel caratteristico quartiere medioevale di San Pellegrino c’è anche la Chiesa di Santa Rosa, la cui tradizionale processione è ormai fenomeno religioso di rilevanza non solo nazionale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Quando mangiare diventa anche assaporare i gusti della storia, nella fattispecie, quella medioevale</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OHqMORnWyUI" target="_blank">Eat Me Drink Me &#8211; Marilyn Manson</a>.</p>
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		<title>Farm Cultural Park, Sicilia teatro di cultura e arte. - FAVARA (AG)
</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 12:50:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[agrigento]]></category>
		<category><![CDATA[andrea bartoli]]></category>
		<category><![CDATA[farm cultural park]]></category>
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		<description><![CDATA[Esistono luoghi che per motivi personali, perché evocano ricordi o magari perché semplicemente esercitano una magia sulle nostre sensazioni, hanno una valenza speciale per ognuno di noi. Nel mio caso, un flusso di “good vibrations” si fa strada nella mente nel ricordare una terra che ho visitato tempo fa - fin troppo tempo fa – e che è riuscita a conquistarmi in brevissimo con i suoi colori, sapori [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/03/08/farm-cultural-park-sicilia-teatro-di-cultura-e-arte-%c2%a0-favara-ag/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Alessandra</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Favara (AG)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>:<strong> </strong>Esistono luoghi che per motivi personali, perché evocano ricordi o magari perché semplicemente esercitano una magia sulle nostre sensazioni, hanno una valenza speciale per ognuno di noi. Nel mio caso, un flusso di “good vibrations” si fa strada nella mente nel ricordare una terra che ho visitato tempo fa &#8211; fin troppo tempo fa – e che è riuscita a conquistarmi in brevissimo con i suoi colori, sapori, odori e con il suo calore, la Sicilia. Una terra straordinaria, capace di stupire e affascinare, che però purtroppo convive con grosse problematiche, come accade ai territori di gran parte del Paese.</p>
<p>Ma, appunto, quest’isola ha l’intrinseca capacità di spiazzarti e donarti bellezza pura, aiutata dalla sua meravigliosa natura e dalla sua lunga storia. Ma non può essere sempre e solo il passato a regalarci tali perle; è necessario un costante rinnovamento, una sperimentazione continua e la tensione verso un futuro creativo e produttivo. Questi in definitiva sono gli ingredienti dell’essenza di un luogo in cui sperimentazione artistica ed entroterra siculo si incontrano, fondendo diversi livelli e angolazioni di “bellezza”.</p>
<div id="attachment_5711" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Farm-Cultural-Park.jpg"><img class="size-medium wp-image-5711 " title="&lt;p&gt;Farm Cultural Park&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Farm-Cultural-Park-300x86.jpg" alt="" width="300" height="86" /></a><p class="wp-caption-text">Farm Cultural Park (foto da artribune.com)</p></div>
<p>Teatro della nostra nuova chicca è Favara, comune in provincia di Agrigento distante pochi chilometri dalla Valle dei Templi, ospite del<strong> </strong>protagonista<strong> </strong>delle nostre attenzioni, il progetto &#8220;Farm Cultural Park&#8221;.  Ideato con l’intento di riqualificare il bel centro storico della cittadina, incastonato in un territorio dalla storia millenaria, il parco culturale è nato con l’intento di divenire un importante attrazione turistica sia a livello locale che regionale, con la finalità di dare un apporto positivo alla condizione economica, sociale e turistica dell’area.</p>
<p>Il progetto – che non riceve sovvenzioni pubbliche &#8211; ha visto la luce poco meno di due anni fa, grazie al volere di Andrea Bartoli, notaio devoto all’arte contemporanea e alla ricerca costante di artisti baciati dal cosiddetto fattore X, innamoratosi della cittadina del territorio agrigentino. È nato così un vero e proprio distretto artistico e più in generale culturale. Il Farm Cultural Park accoglie spazi espositivi, residenze per artisti, il Farm Cultural Camp – 4 tende militari installate per ospitare opere che vengono trasportate in giro per il mondo e nelle quali potete ricevere informazioni sul progetto &#8211; e tanto altro ancora.</p>
<p>Dal 25 giugno 2010, data di nascita del Park, sono decine e decine le esposizioni degli artisti che si sono susseguite nei bellissimi spazi messi a disposizione per il progetto, 7 cortili traboccanti di creatività, arte, design, innovazione, voglia di trasmettere emozioni e concetti. L’idea del Farm Cultural Park risiede nella fusione di tre concept che stanno alla base di altrettanti importanti luoghi della culltura mondiale: il Palais de Tokyo di Parigi, Place Jemee El Fna di Marrakech e il mercato londinese di Camden Town, insomma un mix esplosivo degli aspetti che contraddistingono questi magnifici quanto diversi posti.</p>
<p>Ma non è finita qui! C’è anche la possibilità di sorseggiare un drink nella White Cube, una sala vicina nelle fattezze ad un loft british, o fare acquisti nel Farm Design Concept Store dove trovare “complementi d’arredo, oggetti di design, libri d’arte, architettura, design, grafica, web e advertising, moda e fotografia d’autore”. E se vi venisse l’idea di pernottare in questo posto magico…il Park propone due alternative: il FARM Camp Butera, una vera e propria masseria settecentesca costellata di opere di artisti nazionali ed internazionali, o il FARM Pink Garden Apartment, un delizioso appartamento situato nel centro storico di Favara.</p>
<p><strong>Tanti gli eventi, promossi dal progetto sia in loco che altrove; ad esempio, nel futuro prossimo Farm Cultural Park sarà ospite di</strong><strong> </strong>Art Factory 2 &#8211; che si terrà a Catania presso Le Ciminiere &#8211; dal 23 al 25 marzo 2012, e presenzierà all’appuntamento del 29 Marzo &#8211; Partire_Tornare_Restare – nella cornice di Selinunte Castelvetrano, ospitato da Luigi Prestinenza Puglisi, Orazio La Monaca e l&#8217;associazione di architetti Aiac, senza scordare i festeggiamenti per la seconda candelina del Park, che si terranno il 30 Giugno 2012.</p>
<p>Inoltre, chi volesse entrare a far parte del progetto può iniviare la propria candidatura per poter accedere ai tirocini proposti: vitto, alloggio e rimborso spese , ma soprattutto la possibilità di entrare a far parte di questa grande avventura! Mille idee, mille mondi si aprono visitando questo luogo così speciale, e si va via con l’esaltazione in corpo, provare per credere!Una Sicilia bella, viva e creativa, tutta da scoprire.</p>
<hr size="2" /><span style="color: #0000ff;">FARM CULTURAL PARK, SICILIA TEATRO DI CULTURA E ARTE.</span></p>
<p>FARM Cultural Park &#8211; Cortile Bentivegna, 92026 Favara (AG)</p>
<p>Telefono +39.0922.34534 &#8211; +39.320.1793171</p>
<p>Sito web <a href="http://www.farm-culturalpark.com/" target="_blank">http://www.farm-culturalpark.com</a></p>
<p>E-mail <a href="mailto:info@farm-culturalpark.com">info@farm-culturalpark.com</a></p>
<p>Profilo Facebook Farm Cultural Park <a href="https://www.facebook.com/farmculturalpark" target="_blank">https://www.facebook.com/farmculturalpark</a></p>
<p>Orario:</p>
<p>Da Martedì a Venerdì 10:00-13:00/16:00-20:00<br />
Sabato e Domenica 11:00-13:00/16:00-22:00</p>
<p>Come arrivare:</p>
<p>Da Palermo: SS 189 Palermo Agrigento direzione Favara</p>
<p>Da Catania: A19 Catania Caltanissetta, SS 640 Caltanissetta Agrigento direzione Favara</p>
<p>Arrivati a Favara proseguite per Piazza Cavour, parcheggiate, e a 5 minuti a piedi siete arrivati ai Sette Cortili.</p>
<p>L’ingresso è gratuito in tutti gli spazi.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">D</span><span style="color: #0000ff;">a sapere che</span></em></strong><span style="color: #0000ff;">…</span>le tende del Farm Cultural Camp vengono utilizzate per divulgare i valori e gli obiettivi del progetto al di fuori dell’isola: vengono infatti selezionati progetti di residenza itineranti, provenienti da differenti ambiti artistici e creativi (per capirci, anche la cucina è intesa come arte!) che possono essere sviluppati in qualsivoglia parte del globo, realizzati grazie alla partecipazione attiva delle persone comuni, in modo da veicolare la conoscenza del progetto Farm Cultural Park.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi…</span></em></strong> la Valle dei Templi, con il Giardino della Kolymbetra, e per farsi un tuffo nel mare blu…Scala dei Turchi, sulla costa di Realmonte, vicino a Porto Empedocle. E per mangiare…che ve lo dico a fare! Se avete la possibilità fatevi consigliare da qualche gentile autoctono, sono certa che non rimarrete delusi!</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Farm Cultural Park, Sicilia teatro di arte e cultura</span></em> suona come <a href="http://youtu.be/TCeD_6Y3GQc" target="_blank">The Beach Boys &#8211; Good vibrations</a>.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Malak al Tawouk. &#8211; LIBANO
</title>
		<link>http://chicche.org/2012/01/17/malak-al-tawouk-libano/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[kebab]]></category>
		<category><![CDATA[libano]]></category>
		<category><![CDATA[Malak al Tawouk]]></category>
		<category><![CDATA[shish tawouk]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete in Libano e stavolta vi siete ripromessi di non finire, come ogni volta quando fate viaggi per il mondo, a piè pari in un MacDonald, ma al tempo stesso non avete il coraggio di farvi avanti in un locale tipico ed ordinare un kebab appena tagliato o un man2oucheh al formaggio o coparso di spezie di cui ignorate la provenienza? - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/01/17/malak-al-tawouk-libano/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Leyla</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Jounieh/Kleyaat/Jbeil (in Libano)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Siete in Libano e stavolta vi siete ripromessi di non finire, come ogni volta quando fate viaggi per il mondo, a piè pari in un MacDonald, ma al tempo stesso non avete il coraggio di farvi avanti in un locale tipico ed ordinare un kebab appena tagliato o un man2oucheh al formaggio o coparso di spezie di cui ignorate la provenienza? Benissimo.</p>
<p>Prima cosa: vi sbagliate di grosso, perché la cucina libanese è fra le migliori al mondo, equilibrata, ricca di verdure e molto vicina alla nostra cucina mediterranea.</p>
<p>Seconda cosa: <em>degustibus non disputandum est</em>, quindi c&#8217;è sempre modo di rimediare alla falla senza cedere al fast food americano. Vi state chiedendo quale sia la soluzione? Facile!</p>
<div id="attachment_5596" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/sufrati4dc110a66cbb1710030791_small.jpg"><img class="size-medium wp-image-5596" title="&lt;p&gt;sufrati4dc110a66cbb1710030791_small&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/sufrati4dc110a66cbb1710030791_small-300x227.jpg" alt="malakaltawouk.com" width="300" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">malakaltawouk.com</p></div>
<p>Il fast food made in Lebanon <strong>“<a href="http://www.malakaltawouk.com/welcome.html" target="_blank">Malak al Tawouk</a>”</strong> fa al caso vostro. Il nome già parla: significa il re del Tawouk.</p>
<p>Il <strong>shish tawouk</strong> è un panino con pollo, patatine fritte, salsa d&#8217;aglio, sottaceti ed insalata tipico del Libano. Il pollo è insaporito a dovere, gustoso ma non piccante, la salsa d&#8217;aglio non dà fastidio – guai a chi diffidente ne chiede uno senza! –.</p>
<p>Con l&#8217;equivalente di due euro avrete un panino small, che potrà forse bastarvi la prima volta, mentre con poco di più potrete gustare la versione extralarge e leccarvi i baffi a volontà.</p>
<p>Da Malak al Tawouk ci sono anche normalissimi hamburgers, cheeseburgers, hot dog e sandwich con salsicce libanesi di vario tipo, ma il pollo è la specialità indiscussa.</p>
<p>Per i golosi, la versione speciale aggiunge anche prosciutto e formaggio, ma – opinione personale – il sapore tipicamente orientale del pollo sfuma facilmente.</p>
<p>Un unica raccomandazione: generalmente, il Tawouk genera una vera e propria dipendenza gustativa e sarete tentati di ripetere l&#8217;esperienza più e più volte!</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;">MALAK AL TAWOUK.</span></p>
<p><a href="http://www.malakaltawouk.com/welcome.html">http://www.malakaltawouk.com/welcome.html</a></p>
<p><em><strong><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span></strong></em>Nato nel 1996, “Malak al Tawouk” ha suscitato critiche di vario tipo, come ci spiegano vari amici libanesi:si dice che il cibo utilizzato sia industriale e non raffinato, che non è un posto di alta qualità. Ma, si sa, sono le critiche a cui vanno incontro tutti i fast food. E allora, se ci si trova in Libano, tanto vale fare i libanesi per una sera e concedersi quella cena appagante e saporitamente prelibata e lasciar stare per una volta il salutismo. In fondo, sempre meglio un Tawouk in un fast food locale che una cena dagli americani Pizza Hut o MacDonald!</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong>Malak Al Tawouk ha più sedi in Libano. Segnaliamo quelle di Jounieh, vicino ai colorati giardini pubblici, e di Jbeil, vicino al porto di Byblos e al rispettivo souk, costantemente visitati da turisti di tutto il mondo, fra cui tantissimi italiani.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Malak al Tawouk</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5vvr7KXAfck&amp;feature=related" target="_blank">Raksit Leila &#8211; Mashrou&#8217; Leila</a>.</p>
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		<title>Carte? Indovini? No, Giardino dei Tarocchi! &#8211; CAPALBIO
</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
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		<category><![CDATA[botta]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete presenti i Tarocchi? Quelle carte, dette anche lame, che si dividono in Arcani maggiori e Arcani minori? Quelle carte che, specialmente in Italia, sono spesso utilizzate con scopi divinatori? In centro nelle grosse città non è difficile trovare chi ti “legge la mano” o ti fa, appunto, “i tarocchi”. Noi stavolta andiamo a vederli riprodotti in un giardino incantato: il Giardino dei Tarocchi. [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/01/13/carte-indovini-no-giardino-dei-tarocchi-capalbio/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHI</strong></span>: Alessandra</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>c</em></strong></span>ittà: Capalbio</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Avete presente i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarocchi" target="_blank">Tarocchi</a>? Quelle carte, dette anche lame, che si dividono in Arcani maggiori e Arcani minori? Quelle carte che, specialmente in Italia, sono spesso utilizzate con scopi divinatori? In centro nelle grosse città non è difficile trovare chi ti “legge la mano” o ti fa, appunto, “i tarocchi”. Noi stavolta andiamo a vederli riprodotti in un giardino incantato: il <a href="http://www.nikidesaintphalle.com/" target="_blank">Giardino dei Tarocchi</a>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.nikidesaintphalle.com/images/mainview2.jpg" alt="foto da www.nikidesaintphalle.com" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">foto da www.nikidesaintphalle.com</p></div>
<p>Tali carte nascono in Europa centinaia di anni fa, essenzialmente come carte da gioco, e sono 78: 22 rappresentano figure simboliche (dette anticamente “Trionfi” e poi Arcani maggiori), mentre le restanti 56 sono contraddistinte dalle figure di fante, cavallo, regina, re, e 10 carte numerali.</p>
<p>In località Garavicchio, a Capalbio, in provincia di Grosseto nel bel mezzo della Maremma Grossetana, si erge maestoso un luogo fiabesco, i cui lavori iniziarono nel 1979 dietro il volere della famosa scultrice francese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Niki_de_Saint_Phalle" target="_blank">Niki de Saint Phalle</a> (a cui a Roma è stata dedicata una mostra a cavallo tra 2009 e 2010, a cura del Museo Fondazione Roma).</p>
<p>Da dove prese l’ispirazione quest’artista così estrosa, purtroppo deceduta nel 2002? Non è difficile intuirlo, basti osservare qualche foto del Giardino: dalla sua scoperta del meraviglioso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_G%C3%BCell" target="_blank">parco Guell</a> dell’architetto Gaudì a Barcellona. Proprio “a causa” di questo incontro, volle necessariamente riprodurre quelle forme sinuose e affascinanti, quasi psichedeliche, e lo fece a proprie spese con l’aiuto del marito Jean Tinguely, che si occupò delle sculture insieme ad artisti operai della zona, con cui Niki strinse una grande amicizia.</p>
<p>La base delle opere è stata realizzata internamente in ferro sagomato ed esternamente in cemento, il chè le ha rese anche antisismiche. Ma la parte più interessante del lavoro s’è presentata quando Niki ha pensato al loro abbellimento: serviva qualcosa di magico e misterioso, per cui la scultrice decise di rivestire le statue di mosaici, ceramiche, specchi, lastre di vetri pregiati multicolore come quelli fatti provenire dall’isola di Murano. Altri artisti hanno contribuito alla realizzazione di questa chicca: Pierre Marie Lejeune, Alan Davie, Marina Karella e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Botta" target="_blank">Mario Botta</a> (che si è occupato della realizzazione della biglietteria).</p>
<p>Il Giardino dei Tarocchi è uno spazio in cui il concetto di tempo pare dissolversi nell’aria, in cui l’atmosfera magica riesce a scacciare ogni brutto pensiero. Si è immersi tra 22 riproduzioni degli Arcani maggiori, sculture enormi, alte tra i 12 e i 15 metri. Abbiamo “Il Mago”, “La Sacerdotessa”, “Il Sole”, “La Morte,” “Il Folle” e “Il Mondo”, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Ma non vorremmo svelarvi troppi particolari, togliendovi il piacere della scoperta e della sensazione magnifica di entrare in questo mondo fantastico. Ad oggi il Giardino dei Tarocchi è una fondazione privata i cui introiti vengono devoluti soprattutto alla manutenzione dello spazio, per far sì che il lavoro di Niki de Saint Phalle e di coloro che l’hanno aiutata in questo viaggio si preservi nel tempo, e – perché no – per permettere a noi di continuare a godere a lungo di una chicca del genere.</p>
<p>______________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><span style="color: #0000ff;">CARTE? INDOVINI? NO, GIARDINO DEI TAROCCHI!</span></p>
<p>Fondazione “IL GIARDINO DEI TAROCCHI” Località Garavicchio-Capalbio (GR) &#8211; <a href="http://www.nikidesaintphalle.com/ItalianFrameset.html" target="_blank">http://www.nikidesaintphalle.com/ItalianFrameset.html</a></p>
<p>Tel: 0564 895122 Fax: 0564 895700 Mail: tarotg@tin.it</p>
<p>Data di apertura: 1 aprile/ Data di chiusura 15 ottobre &#8211; Orari di apertura: 14:30-19:30</p>
<p>Biglietto        intero  € 12,00 &#8211; Ridotti € 7,00 &#8211; Entrata libera per disabili e bambini al di sotto dei 7 anni.</p>
<p>Sconti per gruppi di almeno 25 persone, previa prenotazione.</p>
<p>Nei mesi di: Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre, Dicembre, il primo sabato di ciascun mese dalle ore 9,00 alle ore 13,00, per volontà della fondatrice, Niki de Saint Phalle, è stato concesso ai visitatori l’ingresso gratuito. Se suddetto sabato capita in un giorno festivo il Giardino aprirà il Sabato successivo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da sapere che&#8230;</strong></em></span>la definizione &#8220;tarocco&#8221; entrò nell&#8217;uso comune solo un secolo dopo l&#8217;invenzione delle carte, ma non si hanno notizie certe della sua origine. Fino a quasi sei secoli fa le carte prendevano il nome di <em>Ludus triumphorum</em>, con un&#8217;allusione ai Trionfi un pò oscura: o ci si riferiva ad un&#8217;opera omonima del Petrarca, i Triumphi, in cui le allegorie appaiono spesso simili alle icone trionfali dei tarocchi, o probabilmente sottintende una relazione con i &#8220;carri trionfali&#8221; che nel Medioevo la facevano da padroni durante le processioni del periodo del carnevale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>A due passi&#8230;</strong></em><span style="color: #000000;">la splendida Maremma Toscana, il Lago di Bolsena e l&#8217;Isola del Giglio, insomma un tripudio di meraviglie!</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Carte? Indovini? No, Giardino dei Tarocchi!</span><span style="color: #0000ff;">&#8230;<span style="color: #000000;">suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hPmH4HfGAdw&amp;feature=fvst" target="_blank">A kind of magic &#8211; Queen</a>.<br />
</span></span></p>
<div style="width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>HORARIO DI APERTURA</strong><br />
</span></span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="500">
<tbody>
<tr>
<td width="194"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data d’ apertura</span></td>
<td width="91"></td>
<td width="210">
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">1 Aprile </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data di chiusura</span></td>
<td></td>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">15 Ottobre </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td height="18"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Orario</span></td>
<td></td>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">dalle ore             14,30 alle ore 19,30</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>PREZZI DI INGRESSO</strong></span><br />
</strong></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="467">
<tbody>
<tr>
<td width="253"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Biglietto intero</span></td>
<td width="9"></td>
<td width="186"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 10,50</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Ragazzi da 7 a 16 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Studenti</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Con età superiore a 65 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Bambini con età inferiore a 7 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">ingresso gratuito</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Persone disabili </span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">ingresso gratuito</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="587">
<tbody>
<tr>
<td height="46"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Gli studenti per usufruire della riduzione del prezzo, devono esibire all’ingresso una</span></span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"> <span style="text-decoration: underline;">attestazione comprovante la loro qualifica di studente</span><br />
</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><br />
<strong>_________________________________________________________________</strong></span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="582">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><strong><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">GRUPPI</span></span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;">I gruppi di almeno 25 persone possono usufruire del prezzo ridotto (€ 6,00) a condizione che la visita venga prenotata almeno <strong>10 giorni prima</strong>, a mezzo <strong>E-mail<a href="mailto:tarotg@tin.it"><span style="text-decoration: underline;">:</span>tarotg@tin.it</a> Fax 0564-895700</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nella prenotazione devono essere indicati</strong><br />
</span></strong>&#8211; data e ora di arrivo;<br />
&#8211; numero dei visitatori;<br />
&#8211; il Vs. recapito telefonico, fax ed e-mail.<strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le prenotazioni si accettano nelle seguenti date</strong><br />
</span></strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Da Novembre </span></strong> <span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong>a Marzo   dalle ore 8,00 alle 16,00</strong> (escluso sabato e domenica festivi ed il periodo dal 22 Dicembre al 07 gennaio)</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong>Dal 1 Aprile        al  14 Ottobre            dalle 14,30 alle 19,30</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">________________________________________________________________</span></span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Nei mesi di: <strong>Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre, Dicembre</strong>, , <span style="text-decoration: underline;">il primo sabato di ciascun mese</span> dalle ore 9,00 alle ore 13,00, per volontà della fondatrice, Niki de  Saint Phalle, è stato concesso ai visitatori l’ingresso gratuito.<br />
Se suddetto sabato capita in un giorno festivo il Giardino aprirà il Sabato successivo</span></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		<item>
		<title>Cadaqués, il villaggio amato dagli artisti. &#8211; DAL MONDO
</title>
		<link>http://chicche.org/2011/12/23/cadaques-il-villaggio-amato-dagli-artisti-dal-mondo/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[cadaqués]]></category>
		<category><![CDATA[cap de creus]]></category>
		<category><![CDATA[costa brava]]></category>
		<category><![CDATA[salvador dalì]]></category>

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		<description><![CDATA[Cadaqués è un solitario villaggio di pescatori fatto di case bianche coi tetti rossi sparse fra gli uliveti alla fine di una strada che si arrampica per 35 km sui rilievi del Cap de Creus (il capo più a est della Spagna), dove non ci sono strade litoranee transitabili. Siamo nella parte più orientale della Costa Brava nella provincia di Girona [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/12/23/cadaques-il-villaggio-amato-dagli-artisti-dal-mondo/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Alice</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>c</strong></em></span>ittà Cadaqués</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Cadaqués è un solitario villaggio di pescatori fatto di case bianche coi tetti rossi sparse fra gli uliveti alla fine di una strada che si arrampica per 35 km sui rilievi del Cap de Creus (il capo più a est della Spagna), dove non ci sono strade litoranee transitabili. Siamo nella parte più orientale della Costa Brava nella provincia di Girona, in Catalogna.</p>
<p>Oggi si arriva a Cadaqués da terra, ma fino agli anni &#8217;50 tutto arrivava via mare: tipo di comunicazione che si riflette infatti nel dialetto, dai suoni più simili al maiorchino (dialetto catalano dell’isola di Maiorca) che al catalano vero e proprio. Scegliendo di visitarla nei mesi in cui scompare la folla si potranno godere veramente le acque cristalline e le piccolissime spiagge e baie.</p>
<div id="attachment_5512" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-5512" title="&lt;p&gt;9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n&lt;/p&gt; " src="http://chicche.org/wp-content/uploads/9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n-300x225.jpg" alt="Cadaqués" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Cadaqués</p></div>
<p>Il nome deriva da Cap de Roques, antico castello dei Franchi, che fu distrutto nel 1543 dal pirata Barbarossa. Secondo una leggenda marinara Barbarossa si era posto l&#8217;obiettivo di uccidere 1000 persone di cui teneva una regolare contabilità. Un giorno capitò in una chiesa catalana dove un prete stava celebrando messa: Barbarossa lo uccise, gettando in mare il calice e l&#8217;ostia. Una volta imbarcatosi, fu colpito dalla maledizione di San Pietro: la sua nave non obbedì più ai suoi comandi diventando uno dei vascelli fantasma che vagano nel mare senza meta.</p>
<p><a href="http://www.salvadordali.it/" target="_blank">Salvador Dalì</a> disse che “Cadaqués è il più bel villaggio del mondo”. Nato nella vicina Figueras, frequentava questa zona fin da bambino: le strane rocce antropomorfe che si possono ammirare in molti suoi quadri sono proprio quelle di Cap de Creus. Si racconta che Dalì passeggiasse sul lungomare tenendo a guinzaglio un elefantino, dono di un marajà che amava la sua pittura visionaria. Inoltre per le strade di Cadaqués era possibile incontrare Marcel Duchamp che giocava a scacchi o Gabriel Garcia Marquez impegnato a scrivere le pagine di Cent&#8217;anni di solitudine.</p>
<p>Dagli anni &#8217;20 fino ai ’60 del &#8217;900 molti artisti seguirono infatti il consiglio di Dalì: hanno dimorato a Cadaqués i pittori spagnoli Mirò e Ramon e Antoni Pitxot, i pittori francesi André Derain e Maurice Boitel, i poeti francesi Jean Aubert e Paul Eluard. E ancora, il pittore tedesco Max Ernst, il pittore statunitense Man Ray, lo scrittore francese André Breton. Via via sono arrivati anche Picasso e Garcia Lorca, Walt Disney che con Dalí collaborò alla progettazione del corto di animazione Destino, i registi Luis Buñuel, Aristotele Onassis e Alfred Hitchcock. Negli anni ’70 arrivarono poi gli hippies, preceduti dai grandi della Pop Art inglese, come Richard Hamilton e David Hockney.</p>
<p>Proprio a Cadaqués Dalì si innamorò di Gala, l’artista russa e mercante d’arte che diverrà la sua musa e modella ispiratrice. Il primo incontro avvenne nell&#8217;estate del 1929: Gala era ancora sposata con Eluard. Per sedurla Dalì si presentò travestito da efebo, tenendo in equilibrio sulla testa un grande geranio rosso. Gala lasciò Eluard che scrisse: &#8220;Non ho mai trovato una donna, a parte Gala, che mi dia un po&#8217; di gioia di vivere e tanta voglia di uccidermi&#8221;. Da quel momento, Dalì e Gala, di undici anni più anziana di lui, si sposarono, andando a vivere nella vicina baia di Port Lligat, in un fortino-labirinto progettato dallo stesso Dalì, trasformando alcune case di pescatori nel suo eremo.</p>
<p>A Cadaqués non c’è niente da vedere se non un posto che è stato amato dall’arte: il mare, il cielo, la gente; la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria che domina il paese e fu dipinta, fra gli altri, da Picasso, Dalì, Magritte, Derain; e ovviamente la Casa di Dalì, oggi aperta al pubblico &#8211; ci si arriva solo a piedi con una passeggiata di 1 km -, estrema espressione della sua arte: con l&#8217;orso imbalsamato e ingioiellato, il divano a forma di labbra di Mae West, la piscina e le grandi uova bianche che spuntano dal tetto.</p>
<p>Se mai vi capiterà di andare a Cadaques avrete l&#8217;impressione di essere tornati da un piacevole sogno.</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;"><strong>CADAQUES, IL VILLAGGIO AMATO DAGLI ARTISTI.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cadaques.cat/" target="_blank">cadaques.cat</a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> </span> Statale N-II, Autostrada AP-7 e la C-25 (<a href="http://maps.google.it/maps?saddr=17488+Cadaqu%C3%A9s,+Spagna&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;sll=42.304991,3.278389&amp;sspn=0.140413,0.338173&amp;geocode=CaQzBulaN4nIFT1HhQIdNQYyACnh4qTIFm-6EjEQZ6Qh4PoABA&amp;vpsrc=0&amp;mra=mift&amp;t=m&amp;z=12&amp;iwloc=ddw0" target="_blank">Guarda la mappa</a>).</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;"> Da sapere che… </span></em></strong>ogni anno a Cadaqués si svolge una grande festa d’inverno: la tradizionale Festa Major d’Hivern inizia i primi di dicembre e si conclude a febbraio. L’inverno è una stagione importante per il villaggio, visto che il 18 dicembre cade la festa della Vergine della Speranza, patrona di Cadaqués. Durante la festa si svolgono una serie di attività: dal mercatino di beneficenza per aiutare una famiglia del villaggio al Raduno del sole che sorge con una “cioccolatata popolare”, dall’Escabussada popular, il primo dell’anno, in cui si invita a fare una nuotata tutti insieme e un brindisi con una coppa di champagne fino al tradizionale Carnevale del 19, 20 e 21 febbraio 2012.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em> A due passi… </em></strong></span>di fronte alla baia e alla Casa museo di Dalì, si trova l’”isola hippie” di Port Lligat.</p>
<div>
<p><span style="color: #0000ff;">Cadaqués, il villaggio amato dagli artisti</span> suona come la colonna sonora di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9eu-aKQ2dzA" target="_blank"><em>Destino</em> di Armando Dominguez con la voce di Dora Luz</a>.</p>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Alba fucens: la storia bella anche al tramonto. &#8211; MASSE D&#8217;ALBE (AQ)
</title>
		<link>http://chicche.org/2011/11/30/alba-fucens-la-storia-bella-anche-al-tramonto-masse-dalbe-aq/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 22:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Guests</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[alba fucens]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[sito archeologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Abituati alla grandezza delle cattedrali e dei grandi teatri che popolano le città d’Italia, abituati al turismo da strada principale e da messaggi a reti unificate, spesso dimentichiamo di esplorare [...] - MASSE D'ALBE (AQ)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/30/alba-fucens-la-storia-bella-anche-al-tramonto-masse-dalbe-aq/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fchicche.org%2F2011%2F11%2F30%2Falba-fucens-la-storia-bella-anche-al-tramonto-masse-dalbe-aq%2F&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span>:</strong> Lucilla</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong><em>ittà</em><strong>:</strong> Masse d’Albe (L’Aquila)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span>:</strong> Abituati alla grandezza delle cattedrali e dei grandi teatri che popolano le città d’Italia, abituati al turismo da strada principale e da messaggi a reti unificate, spesso dimentichiamo di esplorare i dintorni, percorrere le provinciali e attraversare comuni e frazioni per scoprire quei gioielli un po’ nascosti che rendono unico il nostro territorio.</p>
<p>Alba Fucens è uno di questi: un piccolo sito archeologico, distante solo un’ora dalla Capitale, che si stende ai piedi del Monte Velino tra i 300 e 1000 metri d’altezza.</p>
<div id="attachment_5436" class="wp-caption alignright" style="width: 217px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Alba_riccardo_spila.jpg"><img class="size-medium wp-image-5436" title="&lt;p&gt;Italy, Abruzzo, Abruzzi, The Roman ruins of Alba Fucens, the most important ancient city in the Abruzzi, dominated in the background by the imposing Mount Velino, the third highest of the Appennini range&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Alba_riccardo_spila-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alba Fucens (foto di Riccardo Spila)</p></div>
<p>Fondata da una colonia di 6.000 romani nel 303 a.c, la città aveva una cinta muraria di circa 3 km, un foro, numerosi templi, <em>domus</em> e terme. I resti di questa grandezza sono ancora ben visibili: le mura poligonali, il <em>macellum</em>, il santuario di Ercole e uno splendido anfiteatro. L’evidente ricchezza era legata alla posizione strategica e al forte legame con Roma: Alba Fucens infatti è stata per molti secoli baluardo della romanità in terra d’Abruzzo, e confino di illustri prigionieri di Stato come i re Siface di Numidia e Perseo di Macedonia. Alla sua posizione favorevole è probabilmente legato anche il nome, che richiama i colori di un’alba da ammirare sull’ormai prosciugato Lago del Fucino.</p>
<p>Per apprezzare Alba Fucens però non è necessario essere appassionati di storia antica: insieme alle sue eloquenti rovine il luogo riesce a rapire già solo con la bellezza della natura che lo circonda. Dalla collina su cui sorge la città si ammirano infatti i Piani Palentini, il fiume Imele-Salto, l&#8217;imbocco della Valle Roveto, il passo di Fonte Capo La Maina e il passo di Forca Caruso.</p>
<p>La magia del posto è amplificata dalla solitudine che normalmente lo caratterizza: nonostante la bellezza del panorama e il valore storico della sua testimonianza, Alba Fucens infatti è sconosciuta ai più. Anche per questo vale la pena andare alla scoperta di un parco archeologico “recente”, venuto alla luce solo nel 1949 con gli scavi di una missione belga guidata da Franz De Ruyt. E se tentare un ingresso all’alba è difficile, vale la pena salire sulla collina, mettersi comodi e ascoltare il silenzio alla luce del tramonto.</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;"><strong>ALBA FUCENS: LA STORIA BELLA ANCHE AL TRAMONTO</strong></span><br />
<strong><em><br />
</em></strong> Il sito è aperto tutti i giorni fino al tramonto e l’ingresso è gratuito.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Da sapere che</em></strong>… <span style="color: #000000;">p</span><span style="color: #000000;">er raggiungere Alba Fucens da Roma e da L&#8217;Aquila prendere l’autostrada A25 direzione in Pescara e uscire a Magliano dei Marsi o ad Avezzano per chi viene da Pescara. Seguire poi le indicazioni per Masse d’Albe. È possibile avere informazioni e organizzare una visita guidata chiamando il numero 0863 449642. In alternativa arrivando direttamente al paese potete chiedere del custode della chiesa di San Pietro: un anziano signore prodigo di aneddoti e curiosità che vi accompagnerà volentieri per le antiche strade romane.</span></span></p>
<p><strong><em><strong><span style="color: #0000ff;"><strong>A due passi&#8230; </strong><span style="color: #333333;">d</span></span></strong></em></strong><span style="color: #333333;">i</span> fronte la collina di Alba Fucens sorge un borgo medievale, raccolto intorno al Castello Orsini, che oggi ospita un hotel e un ristorante dove assaggiare la cucina tipica abruzzese. Mentre a pochi minuti di cammino, sul colle subito sopra Alba Fucens, sorge la chiesa romanica di San Pietro.  Costruita nel XII secolo sui resti del tempio romano di Apollo, andò quasi interamente distrutta nel terremoto della Marsica del 1915 ma fu ricostruita mantenendo molti elementi della costruzione originale, in particolare il prezioso ambone in stile cosmatesco.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Alba fucens: la storia bella anche al tramonto.</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cIqf2hXk7TA&amp;feature=related" target="_blank">Norah Jones &#8211; Sunrise</a>.</p>
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		<title>Ciccio e l&#8217;Osteria. &#8211; SALERNO
</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[CHIcCHE]]></category>
		<category><![CDATA[ciccio e l'osteria]]></category>
		<category><![CDATA[Osterie]]></category>
		<category><![CDATA[piazza flavio gioia]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginate una piazza circolare, immaginate la movida salernitana che il sabato sera si ritrova in questa piazza, immaginate un locale dove poter mangiare dei piatti favolosi in un'atmosfera che trasuda storia. Ora aprite gli occhi! Siete seduti da "Ciccio e l'Osteria" in Piazza Flavio Gioia, nel cuore del centro storico di Salerno. - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/11/ciccio-e-losteria-salerno/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Riccardo</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>c</strong></em></span>ittà: Salerno</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Immaginate una piazza circolare, immaginate la movida salernitana che il sabato sera si ritrova in questa piazza, immaginate un locale dove poter mangiare dei piatti favolosi in un&#8217;atmosfera che trasuda storia. Ora aprite gli occhi! Siete seduti da &#8220;Ciccio e l&#8217;Osteria&#8221; in Piazza Flavio Gioia, nel cuore del centro storico di Salerno.</p>
<div id="attachment_5320" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Ciccio_e_Osteria.jpg"><img class="size-medium wp-image-5320" title="&lt;p&gt;Ciccio-e-Osteria&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Ciccio_e_Osteria.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stemma del locale</p></div>
<p>Una struttura con archi a mattoni, roccia vivida e luci evanescenti che trasmette in maniera formidabile il senso della storia di questi luoghi. Un&#8217;atmosfera fascinosa ed evanescente. Un sogno antico che si spalanca a chi passa e decide di entrare in questa osteria, termine riduttivo per classificare questo locale.<br />
Tutta la Campania, e Salerno in particolare, è una terra ricca di tradizioni culinarie che difficilmente potrà lasciare a bocca asciutta anche il più esigente diei palati. Se a questo ci aggiungete il tocco &#8220;magico&#8221; di un ristoratore che di nome fa Pasquale D&#8217;Antonio, ecco che prende vita uno dei ristoranti più conosciuti e amati di questo splendido lembo di terra campana.</p>
<p>Ciccio e l&#8217;Osteria è infatti uno dei locali più richiesti di Salerno, grazie alla simpatia (provare per credere!) del suo titolare, Pasquale D&#8217;Antonio (meglio conosciuto come Lino e in arte Ciccio Formaggio), alla gentilezza di suo figlio Simone, che aiuta il papà ai tavoli, e alla favolosa bravura dei suoi cuochi, sempre pronti a stupirvi anche quando meno ve lo aspettate.   <strong> </strong></p>
<p>I piatti che potrete gustare in questo favoloso ristorante sono i piatti tipici della cucina campana, dal più classico al più ricercato, sempre preparati con estrema cura e raffinatezza. Ricette antiche, ma rivisitate, con abilità nella trasformazione dei prodotti. Non si può non assaggiare il  &#8220;pennone alla genovese&#8221; o lo spettacolare &#8220;tubettone con le patate&#8221;, vero e proprio cavallo di battaglia.  E non parliamo della carne, con filetto di primo taglio italiano, e del pesce, dalle fritture al pesce preparato alla &#8220;crazy water&#8221;, per dirla alla Lino (all&#8217;acqua pazza con olive e capperi).</p>
<div id="attachment_5321" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Piazza_Flavio_Gioia.jpg"><img class="size-medium wp-image-5321" title="&lt;p&gt;Piazza-Flavio-Gioia&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Piazza_Flavio_Gioia.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">La fontata di Piazza Flavio Gioia</p></div>
<p>Tutti i piatti, come i ristoranti di un certo livello che si rispettino, sono rigorosamente cucinati secondo la disponibilità delle materie prime.</p>
<p>Completano il tutto degli stuzzicanti antipasti, un&#8217;ampia scelta di primo e i dolci davvero &#8220;fatti in casa&#8221; tra i quali vi consiglio di assaggiare il “babà”, il “tronchetto al cioccolato” (vi assicuro che non saprete resistere alla sua bontà) e la &#8220;mousse&#8221;.</p>
<p>Ad accompagnare il pranzo o la cena, una cantina con oltre 100 etichette di vini nazionali.</p>
<p>Se quindi vi trovate a Salerno e avete in programma di trascorrere una splendida serata mangiando dell&#8217;ottimo cibo e con un&#8217;ottima compagnia, non potete certo non fare un salto da Lino e Simone.</p>
<p>Un consiglio, soprattutto d&#8217;inverno: prenotate prima di andare, potreste avere una brutta sorpresa.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">CICCIO E L&#8217;OSTERIA</span></strong></p>
<p>Piazza Flavio Gioia 18, Salerno (<a href="http://maps.google.com/maps?q=Piazza+Flavio+Gioia,+18,+Salerno,+Italia&amp;hl=it&amp;ll=40.67919,14.767588&amp;spn=0.003865,0.009592&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=33.077336,78.574219&amp;vpsrc=6&amp;hnear=Piazza+Flavio+Gioia,+18,+84122+Salerno,+Campania,+Italia&amp;t=m&amp;z=17" target="_blank">Guarda la mappa</a>)<br />
Tel.: 089/237242</p>
<p><span style="color: #000000;"><em><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span> </span></strong></em><span style="color: #333333;">anticamente Piazza Flavio Gioia e l&#8217;adiacente Piazza Portanova costituivano un unico luogo. </span></span>Quando Piazza Portanova fu costruita, nel 1754, fu fatta in una posizione appena più rialzata          rispetto alla cosiddetta “Rotonda”, che quindi si è trovaga ad occupare uno spazio          pianeggiante più a valle.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong> il favoloso lungomare di Salerno dove potreste smaltire tutto quello che non sarete riusciti a non mangiare da Ciccio e l&#8217;Osteria, magari con un occhio alla splendida costiera amalfitana proprio di fronte a voi.</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">Ciccio e l&#8217;Osteria</span></span><em><span style="color: #000000;"> </span></em><span style="color: #333333;"> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BHkThol7U5o" target="_blank">Ciccio Fomaggio di Nino Taranto</a><br />
</span></span></p>
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		<title>Guida per riconoscere i tuoi cassonetti. &#8211; DAL MONDO
</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Sep 2011 16:09:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Building Day]]></category>
		<category><![CDATA[dumpster diving]]></category>
		<category><![CDATA[Floating City]]></category>
		<category><![CDATA[freecycle]]></category>
		<category><![CDATA[Freegan Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Trashwiki]]></category>

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		<description><![CDATA[ Tempo fa un amico mi ha raccontato che a Berlino fanno diving. Alché mi sono chiesta, ma dove si potrebbero mai fare escursioni subacquee a Berlino? - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/09/21/guida-per-riconoscere-i-tuoi-cassonetti-dal-mondo/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fchicche.org%2F2011%2F09%2F21%2Fguida-per-riconoscere-i-tuoi-cassonetti-dal-mondo%2F&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Alice</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Berlino e in giro per il mondo</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Tempo fa un amico mi ha raccontato che a Berlino fanno diving. Alché mi sono chiesta, ma dove si potrebbero mai fare escursioni subacquee a Berlino?</p>
<div id="attachment_5231" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/dumpster.jpg"><img class="size-medium wp-image-5231" title="Dumpster diving nella Grande Mela (da nytimes.com)" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/dumpster-300x175.jpg" alt="Dumpster diving nella Grande Mela (da nytimes.com)" width="300" height="175" /></a><p class="wp-caption-text">Dumpster diving nella Grande Mela (da nytimes.com)</p></div>
<p>Poi ho visto la foto. Il diving che mi raccontava era un’altra cosa che si chiama, col nome completo, “<em>dumpster diving</em>”, letteralmente “immersione nei rifiuti”. Secondo la filosofia dei dumpster divers e freegans &#8211; il nome si compone dal termine “<em>free</em>” , gratuito, e “<em>gan</em>”, un suffisso che sta ad indicare il regime alimentare vegan adottato &#8211; si attua un boicottaggio totale del sistema economico che sostiene al contrario il recupero delle eccedenze che con capitalismo e consumismo negli anni sono aumentate a vista d’occhio: ogni anno solo in Italia si perdono 6 milioni di tonnellate di generi alimentari, mentre un altro pezzo di mondo muore di fame. Persone che vivono a costo zero con la spazzatura degli altri: “<em>one person’s trash is another’s treasure</em>”.</p>
<p>Cercando di saperne di più sono imbattuta in <a href="http://trashwiki.org/en/Main_Page" target="_blank">Trashwiki</a>, una guida mondiale su dove trovare cibo gratis in giro per il mondo e su come creare valore dalla spazzatura con oltre 600 articoli che spiegano stili di vita sostenibili, il recupero e riciclo di tutto ciò che viene buttato, come condividerlo tramite internet e mercati, come creare dal vecchio cose nuove. Più tante curiosità. Cliccando su Roma ho scoperto che a San Lorenzo, in via degli Umbri, ci sono tre cassonetti sulla destra, all’interno dei quali tra mezzogiorno e l’una si possono trovare panini in grandi buste di plastica nere. Trashwiki conclude così: “se te ne avanzano un po’, sarebbe carino portarne qualcuno agli homeless di Piazza dell’Immacolata” perché “è una vecchia tradizione”.</p>
<p>Navigando nel sito si scoprono cose incredibili: per esempio a Copenhagen è stata creata <em><a href="http://flydendeby.wikispaces.com/Forside" target="_blank">Floating City</a></em>, un progetto in continua evoluzione basato interamente sul concetto del<em> freecycle</em> (che sta per <em>Free Recycling</em>, l’atto di offrire ad altri, spesso gratuitamente e via internet, oggetti usati e usabili ma non voluti, piuttosto che consegnarli all’inquinamento delle discariche) – praticamente ogni cosa dentro <em>Floating City</em> deriva dagli sprechi, dai rifiuti, dagli scarti. L’idea generale è costruire un’area in cui vivere libera e indipendente (la maggior parte di essa sull’acqua) fatta delle cose che gli altri buttano via. Il progetto dà il benvenuto in Danimarca a chiunque in giro per il mondo voglia far parte di esso: ogni mercoledì c’è il Building meeting in cui si discute cosa costruire e il giovedì Building Day, quello che si è deciso si mette in pratica: si costruisce!</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;">GUIDA PER RICONOSCERE I TUOI CASSONETTI&#8230;<span style="color: #000000;">i</span></span><span style="color: #000000;">n </span>giro per ogni città del mondo.</p>
<p>Pagina Facebook: Freegan Italia</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>A due passi…</strong></em></span> un altro cassonetto!</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da sapere che…</strong></em></span> “<em>dumpster diving</em>” è anche un neologismo informatico che indica l’azione hacker di cercare nei cestini sui desktop, negli scarti di un’organizzazione per trovare informazioni utili (ad esempio, elenchi telefonici, nomi utente/password, diagrammi di rete, informazioni personali sugli impiegati, ecc.).</p>
<p><span style="color: #0000ff;">G</span><span style="color: #0000ff;">uida per riconoscere i tuoi cassonetti</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-PdKGDMhau4" target="_blank">Trash dei Suede</a>.</p>
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		<title>Il lago Bajkal, così trasparente da dare le vertigini. &#8211; SIBERIA
</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Jul 2011 11:22:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[bajkal]]></category>
		<category><![CDATA[roccia dello sciamano]]></category>
		<category><![CDATA[sciamanesimo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il lago Bajkal, in mongolo “Mare sacro”, è un lago della Siberia meridionale, patrimonio dell'umanità dal 1996. È uno dei maggiori laghi al mondo per superficie (2000 km di costa), il lago d'acqua dolce più profondo del mondo e quello con il volume maggiore, costituendo da solo il 20% delle riserve d'acqua del pianeta: basti pensare che [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/07/18/il-lago-bajkal-cosi-trasparente-da-dare-le-vertigini-siberia/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Alice</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Bajkal</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Il <a href="http://whc.unesco.org/pg.cfm?cid=31&amp;id_site=754" target="_blank">lago Bajkal</a>, in mongolo “Mare sacro”, è un lago della Siberia meridionale, patrimonio dell&#8217;umanità dal 1996. È uno dei maggiori laghi al mondo per superficie (2000 km di costa), il lago d&#8217;acqua dolce più profondo del mondo e quello con il volume maggiore, costituendo da solo il 20% delle riserve d&#8217;acqua del pianeta: basti pensare che tutti i fiumi del mondo ci metterebbero un anno per riempirlo! </span></p>
<div id="attachment_5147" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/lago.jpg"><img class="size-medium wp-image-5147" title="Lago Bajkal" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/lago-300x196.jpg" alt="Lago Bajkal" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Lago Bajkal</p></div>
<p><span style="color: #000000;">Sulle sponde del lago si sono insediate comunità di credo differente. Le religioni principali sono tre: lo sciamanesimo tibetano, il buddismo e il cristianesimo ortodosso che fu portato dai russi una volta scoperto il lago nel 1643. I Burjati, discendenti diretti del popolo nomade dei mongoli, ancora oggi vivono lungo le sponde del lago; una leggenda locale asserisce che la madre di Gengis Khan fosse nata nel villaggio di Barguzin, sulla riva orientale.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’origine dello <a href="http://www.sciamanesimo.com/" target="_blank">sciamanesimo</a> in Siberia risale a circa 3000 anni prima di Cristo. Il termine <em>shaman</em> nasce tra le popolazioni tunguse e manciù e ha il significato di “soffio” e “ispirazione dagli spiriti”. In quelle zone si svilupparono società matriarcali governate ancora oggi dalle Sciamane. La sciamana Nadia Stepanova, nata in Burjatija, regione che costeggia il lago, ha la capacità di mettersi in contatto con gli spiriti e oggi rappresenta una delle donne più importanti dello sciamanismo burjata. Essere sciamani significa arrivare ad avere una conoscenza profonda prima del sé e poi del mondo: la sua cura per le persone è il <em>perdono</em>, un percorso interiore che porta alla leggerezza, all’allontanamento del dolore e della sofferenza legata a sentimenti pesanti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">C’è un masso enorme che spunta appena dalle acque dove l&#8217;Angara lascia il Bajkal, è la Roccia dello Sciamano. Secondo una leggenda il Grande Uomo Bajkal giunse in questa regione con le sue 337 figlie e decise di fermarsi per la notte; mentre dormiva una di loro &#8211; a cui i gabbiani avevano raccontato le prodezze di Jenisej, l’Uomo-Fiume &#8211; decise di fuggire da lui; svegliatosi, Bajkal le scagliò una pietra, la Roccia dello Sciamano appunto. Chi era sospettato di un crimine veniva posto su di essa: se al mattino la corrente non l&#8217;aveva portato via, costui era innocente e veniva liberato. Pare che ciò accadesse di rado, in quanto il fiume Angara possiede delle acque tanto rapide che è l&#8217;unico fiume della regione a non gelare d&#8217;inverno.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il periodo migliore per un viaggio sul lago Bajkal è la seconda metà dell’estate, quando c’è un tempo caldo soleggiato e dal lago soffia un vento fresco denominato <em>Barguzin</em> che agita le onde che si riversano sulle rive sabbiose. Tra le 22 isole che sorgono nel lago, quella di Yarki in estate è particolarmente bella. Si tratta di un’isola alluvionale, confine naturale tra le acque dell’Angara e quelle del Bajkal. La superficie dell’isola è di circa 4 km quadrati, la lunghezza è di 15 km, la larghezza massima 100 m: in alcuni punti l’isola si fonde con la superficie dell’acqua, che per il fondo basso arriva a riscaldarsi fino a 20°. In questa zona come in nessun altro luogo della Siberia si trova una grande quantità di fonti termali con temperatura dai 36° agli 80°.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La zona settentrionale invece, nonostante sia più fredda, è forse la più bella per la natura quasi primordiale e per la trasparenza dell’acqua. Non ci sono grandi centri abitati, né strade e industrie, e la popolazione si aggira sulle 40mila unità. Un viaggio che non richiede grandi sforzi fisici, ma c’è da superare l’ostacolo psicologico delle grandi distanze, degli immensi territori disabitati, dell’assenza di qualsiasi segno di civiltà. La guida russa Vladimir Almashi descrive così l’esperienza di avere “solo la superficie dell’acqua pura del Bajkal settentrionale che fluttua a pochi centimetri da te: ecco qui inizi ad accorgerti, nei tuoi pensieri, della tua presenza su questa terra, della venuta al mondo, del fatto che tu sia legato al cordone ombelicale del tempo per l’eternità”.</span></p>
<hr /><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">IL LAGO BAJKAL</span> </span></p>
<p><a href="http://maps.google.it/maps?q=Russian+Federation,+Irkutskaya+oblast,+Lake+Baikal,+Siberia&amp;hl=it&amp;sll=38.548165,110.390625&amp;sspn=48.721571,79.013672&amp;z=6" target="_blank">Guarda la mappa</a></p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">Da sapere che…</span></em></strong> per chi ama i viaggi in treno, il Grand Trans Siberian Express collega Mosca e Pechino in un percorso che attraversa i 2 continenti con soste a Ulan Ulde, Vladivostok, Ulaan Baatar, capitale della Mongolia e, ovviamente, il lago Bajkal. Arredi fastosi, servizi privati, ristorante con le varie specialità locali.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi…</span></em></strong> per soggiornare, verso nord si trova l&#8217;isola di Olhon, lunga 71 km e larga fino a 12 km, la maggiore delle isole del Bajkal e la quarta più grande isola lacustre al mondo. Rocce a picco sull&#8217;acqua, foreste e acque pulitissime. Ci si può arrivare in traghetto, soggiornando in guesthouse in legno o presso famiglie del posto. Nelle guesthouse ci sono le <em>banya</em> (la sauna russa). Non lontano dall&#8217;isola si trova l&#8217;area più profonda del lago che raggiunge i 1637 m.</p>
<p>Il lago Bajkal, così trasparente da dare le vertigini suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BZT9t6oMBhI" target="_blank">Run degli Air</a>.</p>
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		<title>Una bufera di neve&#8230; a Salerno!
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		<pubDate>Mon, 11 Jul 2011 08:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[mangiare]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa ci fa le neve a Salerno? Possibile che in una città di mare in Campania possa esserci la neve? Ebbene sì, a Salerno c'è o meglio, c'è stata, parecchia neve negli scorsi secoli. Curiosi? [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/07/11/una-bufera-di-neve-a-salerno/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
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<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span>:</strong> Riccardo</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong><em>ittà</em><strong>:</strong> Salerno</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span>:</strong></span> Sì, avete letto bene il titolo. In questo post si parlerà di neve e di Salerno, un connubio apparentemente strano che però ha una ragion d’essere, proprio a Salerno.</p>
<div id="attachment_5104" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Vicolo_Neve1.jpg"><img class="size-medium wp-image-5104" title="La sala centrale del Vicolo della Neve" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Vicolo_Neve1.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">La sala centrale del Vicolo della Neve</p></div>
<p>Il locale di cui vi parlerò prende il nome dall’omonimo <strong>Vicolo della Neve</strong>, nella Salerno vecchia, che era il vicolo in cui si vendeva il ghiaccio a blocchi (la “neve”, appunto) che anticamente le famiglie acquistavano per rinfrescare le cantine prima dell&#8217;invenzione del frigofero. Ecco svelato il mistero.<br />
Ormai il ghiaccio non si vende più e questo locale, che prende il nome dal Vicolo della Neve, è uno dei più noti e storici locali “mangerecci” di Salerno.<br />
Immergersi nel suo ambiente rustico ma accogliente, vuol dire tuffarsi in una serata gustando tutti piatti tipici della cucina campana che hanno fatto innamorare personaggi del calibro di Enrico Caruso, Titta Ruffo, Vittorio Emanuela Orlando e Giovanni Amendola, solo per ricordani alcuni.<br />
La cucina che troverete è la tipica cucina campana: calzone con la scarola (imperdibile!), parmigiana di melanzane (o melenzane), peperoni imbottiti, pasta e fagioli, ciambotta e baccalà sono solo alcune delle pietanze che dovete necessariamente assaggiare in questo locale. Per non parlare poi della pizza, ma qui andiamo sul sicuro. Se però posso darvi un consiglio: provate la carne alla pizzaiola, un piatto antico nato dal bisogno di non buttare la carne comprata da qualche giorno prima e non utilizzata.</p>
<div id="attachment_5105" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Vicolo_Neve2.jpg"><img class="size-medium wp-image-5105" title="Un dipinto di Clemente Tafuri" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Vicolo_Neve2.jpg" alt="" width="300" height="190" /></a><p class="wp-caption-text">Un dipinto di Clemente Tafuri</p></div>
<p>Il perfetto sughetto con pomodoro e origano e la cottura al forno a legna rendono questo piatto indimenticabile.<br />
E per finire potrete gustare i fantastici dolci di Mario Pantaleone, forse il miglior pasticcere di Salerno, che si sposano alla perfezione con la filosofia del locale di Matteo Bonavita, patron del Vicolo della Neve.<br />
E chicca nella chicca sono le pareti di questo locale, dipinte da un celebre artista campano, Clemente Tafuri.<br />
Unico neo: non si può prenotare. Il consiglio che vi do è di recarvi abbastanza presto, se non volete fare la fila, altrimenti vi toccherà aspettare un pochino. Però non scoraggiatevi, potrete  socializzare con gli altri avventori del locale immergendovi in quell&#8217;atmosfera tipica di aggregazione che è proprio la sintesi del Vicolo della Neve.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">Il Vicolo della Neve</span></strong></p>
<p><a href="http://www.vicolodellaneve.it" target="_blank">www.vicolodellaneve.it</a></p>
<p>Vicolo della Neve 24, Salerno (<a href="http://maps.google.com/maps?q=Vicolo+della+Neve,+Salerno,+Italia&amp;hl=it&amp;ll=40.679076,14.757793&amp;spn=0.00882,0.01929&amp;sll=40.679089,14.757794&amp;sspn=0.00882,0.01929&amp;z=16" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Da sapere che</em></strong>…</span> finito di gustarvi la splendida cena, non c&#8217;è niente di meglio che una salutare passeggiata nella vicinissima Via dei Mercanti per perdervi tra gli innumerevoli negozi e negozietti.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong> il suggestivo lungomare di Salerno con la sua vista sulla Costiera Amalfitana in tutta la sua bellezza.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Una bufera di neve&#8230; a Salerno!</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lF849TCcNDA" target="_blank">Il mare d&#8217;inverno &#8211; Loredana Bertè</a>.</p>
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