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	<title>CHIcCHE &#187; CITTÀ</title>
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	<description>L&#039;altro volto delle città.</description>
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		<title>Los Territorios.
</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 20:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca</dc:creator>
				<category><![CDATA[CHICCHE'N'ROLL]]></category>
		<category><![CDATA[SIVIGLIA]]></category>
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		<category><![CDATA[festival musicale]]></category>
		<category><![CDATA[los territorios]]></category>
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		<description><![CDATA[Ami la musica dal vivo e ti piace scoprire artisti da tutte le parti del mondo? L’evento che non puoi perdere è il Festival Internacional de Musica de los Pueblos che si svolge tutti gli anni a Sevilla e che quest’anno celebra la sua 14° edizione.
Questo evento per lo più sconosciuto agli outsiders, è il momento dell’anno  [...] - SIVIGLIA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/02/05/los-territorios/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI:</span></strong> Francesca</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">c</span></strong><em>ittà</em>: Siviglia</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE:</span></strong> Ami la musica dal vivo e ti piace scoprire artisti da tutte le parti del mondo? L’evento che non puoi perdere è il Festival Internacional de Musica de los Pueblos che si svolge tutti gli anni a Sevilla e che quest’anno celebra la sua 14° edizione.</p>
<div id="attachment_5649" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/nota1_2011.jpg"><img class="size-medium wp-image-5649" title="&lt;p&gt;nota1_2011&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/nota1_2011-300x142.jpg" alt="" width="300" height="142" /></a><p class="wp-caption-text">La locandina di Los Territorios 2012.</p></div>
<p>Questo evento per lo più sconosciuto agli outsiders, è il momento dell’anno più atteso dai giovani sivigliani che per quasi una settimana si appropriano della città e ne diventano protagonisti assoluti. Il Festival infatti invade le strade ed i luoghi simbolo di Siviglia con artisti e sonorità provenienti da tutto il mondo.</p>
<p>Nato nel 1998, “Los Territorios” dedicò le sue prime edizioni alla musica celtica, poi a quella mediterranea e all’area atlantica facendo incontrare artisti spagnoli con africani, americani e nord europei su palchi sparsi nel centro cittadino, nella <a href="http://nothemingway.wordpress.com/2009/06/05/plaza-del-salvador-sevilla-spain/">Plaza del Salvador</a>, nella Plaza San Francisco o nel Prado. <img src="file:///C:/DOCUME%7E1/FPALAD%7E1/LOCALS%7E1/Temp/moz-screenshot-100.png" alt="" /></p>
<p>Nel 2006 ci fu la svolta e l’organizzazione de Los Territorios diede il meglio di sé per trasformarlo in un evento ultracittadino. La location si spostò al Monastero della Cartuja e nel Centro Andaluz d’Arte Contemporanea, dove i tre palchi furono dislocati tra i forni che i monaci un tempo usavano per fare la ceramica e i Djs si esibirono nella chiesa sconsacrata, in uno scenario veramente surreale.</p>
<p>Negli anni successivi entrarono a far parte del Festival anche stili musicali più contemporanei quali il pop-rock, l’elettronica e l’hip-hop; il festival fu suddiviso in serate a tema estendendo l’occupazione della città al Parco del Alamillo e al Muelle del Sal.</p>
<p>Numerosissimi sono gli artisti che si sono alternati sui palchi de Los Territorios, alcuni di questi presenti alle tre edizioni a cui anche io ho assistito e che posso ricordare. Sono Amadou et Mariam, Ojos de Brujos, The Skatalities, i “nostri” Roy Paci e Aretuska e i Mau Mau, Lee Scratch Perry, Mogway, Ismael Lo, Kinky Beat e <a href="http://chicche.org/2010/12/12/terrakota-in-vista/" target="_blank">Terrakota</a>, Gilberto Gil, Sean Kuti, Emir Kusturica e tanti altri.</p>
<p>L’edizione del 2012 che si terrà il 18 e il 19 Maggio è ancora in fase di organizzazione e gli artisti per lo più sono ancora da confermare, ma ciò che è assicurato è che sarà una grande festa perché ciò che rende Los Territorios differente dagli altri Festival è che rappresenta l&#8217;unione dei popoli attraverso la musica.</p>
<p>Ogni anno Siviglia celebra il suo cosmopolitismo e torna ad assumere il ruolo di capitale culturale del mondo che le appartenne 500 anni fa. In quei giorni la città rende omaggio alla sua straordinaria funzione di nodo di scambio tra i due Mondi, l’Europa e le Americhe, di ponte naturale con l’Africa, da cui dista appena qualche centinaia di chilometri, e porta del Mediterraneo attraverso cui tutti devono passare per accedere al Mare Nostrum.</p>
<p>Se capitate a Siviglia in quel bel fine settimana di primavera (bello perché a Maggio il sole ed il caldo a Siviglia sono una certezza) e volete cogliere la vera essenza di questa città non perdetevi un concerto a Los Territorios accompagnato ovviamente da una, due, o perché no, tre birre ghiacciate.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">LOS TERRITORIOS 2012</span></strong></p>
<p><a href="http://www.territoriossevilla.com/" target="_blank">territoriossevilla.com</a></p>
<p><span style="color: #000000;">Monasterio de la Cartuja, Avda Americo Vespucio 2 Sevilla (<a href="http://maps.google.it/maps?q=Calle+Am%C3%A9rico+Vespucio,+41092+Sevilla,+Andaluc%C3%ADa,+Spagna&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=37.396636,-6.017504&amp;spn=0.008302,0.021136&amp;sll=41.442726,12.392578&amp;sspn=16.026849,43.286133&amp;geocode=FbDFOgIdhlOk_w&amp;hnear=Calle+Am%C3%A9rico+Vespucio,+41092+Sevilla,+Andaluc%C3%ADa,+Spagna&amp;t=m&amp;z=16&amp;iwloc=A" target="_blank">Guarda la mappa</a>)<br />
</span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da sapere che…</strong> </em></span>la Primavera sivigliana è ricchissima di feste ed eventi ed è sicuramente la stagione più bella per andare. Il tutto inizia con la famosa Semana Santa, la festa religiosa che si tiene a Pasqua con le impressionanti sfilate delle Hermandades; dopo esattamente due settimane dalla Pasqua si tiene la <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Seville_Fair">Feria de Abril</a>, festa che celebra l’antico mercato del bestiame tra flamenco, sfilate dei cavalli e abiti tradizionali; successivamente i primi di maggio si celebrano appunto las Cruces de Mayo con la particolare decorazione delle vetrine dei negozi del centro ed infine il 30 Maggio si celebra il giorno di San Fernando, patrono della città.</p>
<p><strong><span style="color: #000080;"><span style="color: #0000ff;"><em>A due passi…</em></span> </span></strong><span style="color: #000000;">il Festival</span><strong><span style="color: #000080;"> </span></strong><span style="color: #000000;">ha luogo</span><strong><span style="color: #000080;"> </span></strong><span style="color: #000000;">proprio nel bellissimo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/File:Monasterio_de_la_Cartuja,_Sevilla.jpg">Monastero della Cartuja </a>e nel <a href="http://www.juntadeandalucia.es/cultura/caac/">Centro Andaluz de Arte Contemporaneo</a> </span><span style="color: #000000;">che meritano una visita anche di giorno.</span><strong><span style="color: #000080;"><br />
</span></strong></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Los Territorios</span> suona come <a href="http://youtu.be/7lTHiObYX1o" target="_blank">Ismael Lo &#8211; Tajabone</a>.</p>
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		<title>Malak al Tawouk. &#8211; LIBANO
</title>
		<link>http://chicche.org/2012/01/17/malak-al-tawouk-libano/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[kebab]]></category>
		<category><![CDATA[libano]]></category>
		<category><![CDATA[Malak al Tawouk]]></category>
		<category><![CDATA[shish tawouk]]></category>

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		<description><![CDATA[Siete in Libano e stavolta vi siete ripromessi di non finire, come ogni volta quando fate viaggi per il mondo, a piè pari in un MacDonald, ma al tempo stesso non avete il coraggio di farvi avanti in un locale tipico ed ordinare un kebab appena tagliato o un man2oucheh al formaggio o coparso di spezie di cui ignorate la provenienza? - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/01/17/malak-al-tawouk-libano/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Leyla</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Jounieh/Kleyaat/Jbeil (in Libano)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Siete in Libano e stavolta vi siete ripromessi di non finire, come ogni volta quando fate viaggi per il mondo, a piè pari in un MacDonald, ma al tempo stesso non avete il coraggio di farvi avanti in un locale tipico ed ordinare un kebab appena tagliato o un man2oucheh al formaggio o coparso di spezie di cui ignorate la provenienza? Benissimo.</p>
<p>Prima cosa: vi sbagliate di grosso, perché la cucina libanese è fra le migliori al mondo, equilibrata, ricca di verdure e molto vicina alla nostra cucina mediterranea.</p>
<p>Seconda cosa: <em>degustibus non disputandum est</em>, quindi c&#8217;è sempre modo di rimediare alla falla senza cedere al fast food americano. Vi state chiedendo quale sia la soluzione? Facile!</p>
<div id="attachment_5596" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/sufrati4dc110a66cbb1710030791_small.jpg"><img class="size-medium wp-image-5596" title="&lt;p&gt;sufrati4dc110a66cbb1710030791_small&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/sufrati4dc110a66cbb1710030791_small-300x227.jpg" alt="malakaltawouk.com" width="300" height="227" /></a><p class="wp-caption-text">malakaltawouk.com</p></div>
<p>Il fast food made in Lebanon <strong>“<a href="http://www.malakaltawouk.com/welcome.html" target="_blank">Malak al Tawouk</a>”</strong> fa al caso vostro. Il nome già parla: significa il re del Tawouk.</p>
<p>Il <strong>shish tawouk</strong> è un panino con pollo, patatine fritte, salsa d&#8217;aglio, sottaceti ed insalata tipico del Libano. Il pollo è insaporito a dovere, gustoso ma non piccante, la salsa d&#8217;aglio non dà fastidio – guai a chi diffidente ne chiede uno senza! –.</p>
<p>Con l&#8217;equivalente di due euro avrete un panino small, che potrà forse bastarvi la prima volta, mentre con poco di più potrete gustare la versione extralarge e leccarvi i baffi a volontà.</p>
<p>Da Malak al Tawouk ci sono anche normalissimi hamburgers, cheeseburgers, hot dog e sandwich con salsicce libanesi di vario tipo, ma il pollo è la specialità indiscussa.</p>
<p>Per i golosi, la versione speciale aggiunge anche prosciutto e formaggio, ma – opinione personale – il sapore tipicamente orientale del pollo sfuma facilmente.</p>
<p>Un unica raccomandazione: generalmente, il Tawouk genera una vera e propria dipendenza gustativa e sarete tentati di ripetere l&#8217;esperienza più e più volte!</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;">MALAK AL TAWOUK.</span></p>
<p><a href="http://www.malakaltawouk.com/welcome.html">http://www.malakaltawouk.com/welcome.html</a></p>
<p><em><strong><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span></strong></em>Nato nel 1996, “Malak al Tawouk” ha suscitato critiche di vario tipo, come ci spiegano vari amici libanesi:si dice che il cibo utilizzato sia industriale e non raffinato, che non è un posto di alta qualità. Ma, si sa, sono le critiche a cui vanno incontro tutti i fast food. E allora, se ci si trova in Libano, tanto vale fare i libanesi per una sera e concedersi quella cena appagante e saporitamente prelibata e lasciar stare per una volta il salutismo. In fondo, sempre meglio un Tawouk in un fast food locale che una cena dagli americani Pizza Hut o MacDonald!</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong>Malak Al Tawouk ha più sedi in Libano. Segnaliamo quelle di Jounieh, vicino ai colorati giardini pubblici, e di Jbeil, vicino al porto di Byblos e al rispettivo souk, costantemente visitati da turisti di tutto il mondo, fra cui tantissimi italiani.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Malak al Tawouk</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5vvr7KXAfck&amp;feature=related" target="_blank">Raksit Leila &#8211; Mashrou&#8217; Leila</a>.</p>
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		<title>Carte? Indovini? No, Giardino dei Tarocchi! &#8211; CAPALBIO
</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 08:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[BARCELLONA]]></category>
		<category><![CDATA[botta]]></category>
		<category><![CDATA[capalbio]]></category>
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		<category><![CDATA[niki de siant phalle]]></category>
		<category><![CDATA[parc guell]]></category>
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		<description><![CDATA[Avete presenti i Tarocchi? Quelle carte, dette anche lame, che si dividono in Arcani maggiori e Arcani minori? Quelle carte che, specialmente in Italia, sono spesso utilizzate con scopi divinatori? In centro nelle grosse città non è difficile trovare chi ti “legge la mano” o ti fa, appunto, “i tarocchi”. Noi stavolta andiamo a vederli riprodotti in un giardino incantato: il Giardino dei Tarocchi. [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/01/13/carte-indovini-no-giardino-dei-tarocchi-capalbio/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHI</strong></span>: Alessandra</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>c</em></strong></span>ittà: Capalbio</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Avete presente i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tarocchi" target="_blank">Tarocchi</a>? Quelle carte, dette anche lame, che si dividono in Arcani maggiori e Arcani minori? Quelle carte che, specialmente in Italia, sono spesso utilizzate con scopi divinatori? In centro nelle grosse città non è difficile trovare chi ti “legge la mano” o ti fa, appunto, “i tarocchi”. Noi stavolta andiamo a vederli riprodotti in un giardino incantato: il <a href="http://www.nikidesaintphalle.com/" target="_blank">Giardino dei Tarocchi</a>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img src="http://www.nikidesaintphalle.com/images/mainview2.jpg" alt="foto da www.nikidesaintphalle.com" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">foto da www.nikidesaintphalle.com</p></div>
<p>Tali carte nascono in Europa centinaia di anni fa, essenzialmente come carte da gioco, e sono 78: 22 rappresentano figure simboliche (dette anticamente “Trionfi” e poi Arcani maggiori), mentre le restanti 56 sono contraddistinte dalle figure di fante, cavallo, regina, re, e 10 carte numerali.</p>
<p>In località Garavicchio, a Capalbio, in provincia di Grosseto nel bel mezzo della Maremma Grossetana, si erge maestoso un luogo fiabesco, i cui lavori iniziarono nel 1979 dietro il volere della famosa scultrice francese <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Niki_de_Saint_Phalle" target="_blank">Niki de Saint Phalle</a> (a cui a Roma è stata dedicata una mostra a cavallo tra 2009 e 2010, a cura del Museo Fondazione Roma).</p>
<p>Da dove prese l’ispirazione quest’artista così estrosa, purtroppo deceduta nel 2002? Non è difficile intuirlo, basti osservare qualche foto del Giardino: dalla sua scoperta del meraviglioso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parco_G%C3%BCell" target="_blank">parco Guell</a> dell’architetto Gaudì a Barcellona. Proprio “a causa” di questo incontro, volle necessariamente riprodurre quelle forme sinuose e affascinanti, quasi psichedeliche, e lo fece a proprie spese con l’aiuto del marito Jean Tinguely, che si occupò delle sculture insieme ad artisti operai della zona, con cui Niki strinse una grande amicizia.</p>
<p>La base delle opere è stata realizzata internamente in ferro sagomato ed esternamente in cemento, il chè le ha rese anche antisismiche. Ma la parte più interessante del lavoro s’è presentata quando Niki ha pensato al loro abbellimento: serviva qualcosa di magico e misterioso, per cui la scultrice decise di rivestire le statue di mosaici, ceramiche, specchi, lastre di vetri pregiati multicolore come quelli fatti provenire dall’isola di Murano. Altri artisti hanno contribuito alla realizzazione di questa chicca: Pierre Marie Lejeune, Alan Davie, Marina Karella e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Botta" target="_blank">Mario Botta</a> (che si è occupato della realizzazione della biglietteria).</p>
<p>Il Giardino dei Tarocchi è uno spazio in cui il concetto di tempo pare dissolversi nell’aria, in cui l’atmosfera magica riesce a scacciare ogni brutto pensiero. Si è immersi tra 22 riproduzioni degli Arcani maggiori, sculture enormi, alte tra i 12 e i 15 metri. Abbiamo “Il Mago”, “La Sacerdotessa”, “Il Sole”, “La Morte,” “Il Folle” e “Il Mondo”, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Ma non vorremmo svelarvi troppi particolari, togliendovi il piacere della scoperta e della sensazione magnifica di entrare in questo mondo fantastico. Ad oggi il Giardino dei Tarocchi è una fondazione privata i cui introiti vengono devoluti soprattutto alla manutenzione dello spazio, per far sì che il lavoro di Niki de Saint Phalle e di coloro che l’hanno aiutata in questo viaggio si preservi nel tempo, e – perché no – per permettere a noi di continuare a godere a lungo di una chicca del genere.</p>
<p>______________________________________________________________________________________________________________________</p>
<p><span style="color: #0000ff;">CARTE? INDOVINI? NO, GIARDINO DEI TAROCCHI!</span></p>
<p>Fondazione “IL GIARDINO DEI TAROCCHI” Località Garavicchio-Capalbio (GR) &#8211; <a href="http://www.nikidesaintphalle.com/ItalianFrameset.html" target="_blank">http://www.nikidesaintphalle.com/ItalianFrameset.html</a></p>
<p>Tel: 0564 895122 Fax: 0564 895700 Mail: tarotg@tin.it</p>
<p>Data di apertura: 1 aprile/ Data di chiusura 15 ottobre &#8211; Orari di apertura: 14:30-19:30</p>
<p>Biglietto        intero  € 12,00 &#8211; Ridotti € 7,00 &#8211; Entrata libera per disabili e bambini al di sotto dei 7 anni.</p>
<p>Sconti per gruppi di almeno 25 persone, previa prenotazione.</p>
<p>Nei mesi di: Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre, Dicembre, il primo sabato di ciascun mese dalle ore 9,00 alle ore 13,00, per volontà della fondatrice, Niki de Saint Phalle, è stato concesso ai visitatori l’ingresso gratuito. Se suddetto sabato capita in un giorno festivo il Giardino aprirà il Sabato successivo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da sapere che&#8230;</strong></em></span>la definizione &#8220;tarocco&#8221; entrò nell&#8217;uso comune solo un secolo dopo l&#8217;invenzione delle carte, ma non si hanno notizie certe della sua origine. Fino a quasi sei secoli fa le carte prendevano il nome di <em>Ludus triumphorum</em>, con un&#8217;allusione ai Trionfi un pò oscura: o ci si riferiva ad un&#8217;opera omonima del Petrarca, i Triumphi, in cui le allegorie appaiono spesso simili alle icone trionfali dei tarocchi, o probabilmente sottintende una relazione con i &#8220;carri trionfali&#8221; che nel Medioevo la facevano da padroni durante le processioni del periodo del carnevale.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>A due passi&#8230;</strong></em><span style="color: #000000;">la splendida Maremma Toscana, il Lago di Bolsena e l&#8217;Isola del Giglio, insomma un tripudio di meraviglie!</span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;">Carte? Indovini? No, Giardino dei Tarocchi!</span><span style="color: #0000ff;">&#8230;<span style="color: #000000;">suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hPmH4HfGAdw&amp;feature=fvst" target="_blank">A kind of magic &#8211; Queen</a>.<br />
</span></span></p>
<div style="width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>HORARIO DI APERTURA</strong><br />
</span></span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="500">
<tbody>
<tr>
<td width="194"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data d’ apertura</span></td>
<td width="91"></td>
<td width="210">
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">1 Aprile </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Data di chiusura</span></td>
<td></td>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">15 Ottobre </span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td height="18"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Orario</span></td>
<td></td>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">dalle ore             14,30 alle ore 19,30</span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>PREZZI DI INGRESSO</strong></span><br />
</strong></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="467">
<tbody>
<tr>
<td width="253"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Biglietto intero</span></td>
<td width="9"></td>
<td width="186"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 10,50</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Ragazzi da 7 a 16 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Studenti</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Con età superiore a 65 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">€ 6,00</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Bambini con età inferiore a 7 anni</span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">ingresso gratuito</span></td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Persone disabili </span></td>
<td></td>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">ingresso gratuito</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"> </span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="587">
<tbody>
<tr>
<td height="46"><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;">Gli studenti per usufruire della riduzione del prezzo, devono esibire all’ingresso una</span></span><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: x-small;"> <span style="text-decoration: underline;">attestazione comprovante la loro qualifica di studente</span><br />
</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><br />
<strong>_________________________________________________________________</strong></span></p>
<table border="0" cellspacing="2" cellpadding="0" width="582">
<tbody>
<tr>
<td>
<div><strong><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: underline;">GRUPPI</span></span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;">I gruppi di almeno 25 persone possono usufruire del prezzo ridotto (€ 6,00) a condizione che la visita venga prenotata almeno <strong>10 giorni prima</strong>, a mezzo <strong>E-mail<a href="mailto:tarotg@tin.it"><span style="text-decoration: underline;">:</span>tarotg@tin.it</a> Fax 0564-895700</strong> </span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Nella prenotazione devono essere indicati</strong><br />
</span></strong>&#8211; data e ora di arrivo;<br />
&#8211; numero dei visitatori;<br />
&#8211; il Vs. recapito telefonico, fax ed e-mail.<strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span></strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Le prenotazioni si accettano nelle seguenti date</strong><br />
</span></strong></span></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><strong><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Da Novembre </span></strong> <span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong>a Marzo   dalle ore 8,00 alle 16,00</strong> (escluso sabato e domenica festivi ed il periodo dal 22 Dicembre al 07 gennaio)</span></p>
<p><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;"><strong>Dal 1 Aprile        al  14 Ottobre            dalle 14,30 alle 19,30</strong></span></td>
</tr>
<tr>
<td>
<div><strong><span style="text-decoration: underline;"><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">________________________________________________________________</span></span></strong></div>
</td>
</tr>
<tr>
<td><span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif;">Nei mesi di: <strong>Gennaio, Febbraio, Marzo, Novembre, Dicembre</strong>, , <span style="text-decoration: underline;">il primo sabato di ciascun mese</span> dalle ore 9,00 alle ore 13,00, per volontà della fondatrice, Niki de  Saint Phalle, è stato concesso ai visitatori l’ingresso gratuito.<br />
Se suddetto sabato capita in un giorno festivo il Giardino aprirà il Sabato successivo</span></td>
</tr>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Gli Orti Urbani di Roma.
</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 11:53:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra</dc:creator>
				<category><![CDATA[ROMA]]></category>
		<category><![CDATA[cosa fare a roma]]></category>
		<category><![CDATA[garbatella]]></category>
		<category><![CDATA[gardening]]></category>
		<category><![CDATA[orti urbani]]></category>

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		<description><![CDATA[Crisi finanziaria, inquinamento, disoccupazione, degrado, delinquenza. Queste sono ormai le parole che sento ripetere più spesso nei discorsi della gente, sulle pagine dei giornali, sulla rete. Ma possibile che questa nostra epoca non ci dia alcuno spunto per parlare positivamente, possibile che la società non riesca più a farci sorridere e sperare? Lasciate perdere ogni pessimismo cosmico, i catastrofismi e la negatività, perché esiste qualcosa di cui gioire e per cui darsi da fare: gli orti urbani. [...] - ROMA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2012/01/05/gli-orti-urbani-di-roma/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHI</strong><span style="color: #000000;">:</span></span> Alessandra</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong><em>c</em></strong></span>ittà: Roma</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Crisi finanziaria, inquinamento, disoccupazione, degrado, delinquenza. Queste sono ormai le parole che sento ripetere più spesso nei discorsi della gente, sulle pagine dei giornali, sulla rete. Ma possibile che questa nostra epoca non ci dia alcuno spunto per parlare positivamente, possibile che la società non riesca più a farci sorridere e sperare? Lasciate perdere ogni pessimismo cosmico, i catastrofismi e la negatività, perché esiste qualcosa di cui gioire e per cui darsi da fare: gli orti urbani.</p>
<p>Quello degli orti urbani è un mondo quasi surreale &#8211; nato recentemente e cresciuto in breve tempo &#8211; che sta permettendo di rivalutare le nostre periferie e non solo, di affrontare il degrado urbano e il disagio sociale. Roma segue l&#8217;esempio di altre grandi città come Parigi, New York, San Francisco, Londra o – restando a casa nostra – Torino e Parma, per non parlare poi del fantomatico orto “coltivato” da Michelle Obama alla Casa Bianca.</p>
<p>Ma facciamo qualche esempio. A Roma esiste un lembo di terra, un tempo degradato e incolto, vicino a via Crisotoforo Colombo (nei pressi della Regione Lazio, via Rosa Raimondi Garibaldi), strada notoriamente conosciuta per il massiccio flusso di veicoli che la percorre costantemente e per gli elevati tassi di inquinamento – sia atmosferico che acustico – registrati ogni giorno.</p>
<div id="attachment_5429" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/presentazione-orti-urbani-03-0006.jpg"><img class="size-medium wp-image-5429" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/presentazione-orti-urbani-03-0006-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Orti urbani - foto di casadelcibo.org</p></div>
<p>Tale terreno compare quasi magicamente tra l’asfalto e il cemento. Si tratta di un’“oasi” di zucchine, melanzane e patate,  pomodori e cetrioli, quasi a formare una barriera verde contro il grigio della Colombo.</p>
<p>Il recupero dell’area è stato possibile grazie all’impegno di varie associazioni attive nel coordinamento di <a href="https://sites.google.com/site/ortigarbati/" target="_blank">Orti Urbani Garbatella</a>, della Provincia di Roma e del XI Municipio che si sono occupati della progettazione e del finanziamento della rivalutazione dell’area. Tuttavia, l’ingrediente fondamentale è stato senza dubbio l’entusiasmo dei cittadini del quartiere.</p>
<p>Da una lembo degli oltre 4 ettari dell’area è stato ricavato un Parco e sono stati bonificati 800 metri quadri circa di suolo, che sono stati appunto adibiti alla realizzazione degli Orti Urbani: 15 orti di 40 metri quadri, ciascuno affiancato da un piccolo frutteto.</p>
<p>Il progetto è partito alla fine del 2009: i coltivatori pagano una quota annuale di 50 euro e si impegnano a gestire l’orto per non più di quattro anni. Pare esista già una lista di attesa lunghissima per accaparrarsi la prossima riassegnazione degli orti, segno di quanto stia dilagando questa attività.</p>
<p>Ma Garbatella non è l’unica zona ospite dei nostri orti: ne esistono a San Lorenzo, a Centocelle, sull&#8217;Ardeatina, vicino al Forte Prenestino, a Fosso Bravetta, a Castel di Leva, solo per citarne alcuni. Il Comune di Roma tempo fa aveva individuato 65 realtà di questo genere, ma sono ben 50 gli ulteriori orti urbani recensiti nel progetto della società di architettura e urbanistica Studiouap, <a href="http://www.zappataromana.net/" target="_blank"> <em>“Zappata romana”</em></a>, una mappa su cui vengono individuate e classificate le attività presenti sul suolo romano.</p>
<p>Questo ritorno di fiamma per il gardening urbano unisce diversi target di persone, al di là di ogni etichetta. Non sembra poi tanto strano che cesoie e zappe siano diventate strumenti di ogni giorno per i cittadini della capitale. Ritmi frenetici di vita e la mancanza di contatto con la natura portano in genere l’uomo a perdere il contatto con la realtà; invece, tramite quest’esperienza, i cittadini possono tornare a scoprire il gusto di creare letteralmente qualcosa con le proprie mani, staccare la spina per un tot di tempo, lasciare che il mondo continui a girare freneticamente al di fuori della propria oasi.</p>
<p>I moderni ortolani ormai si riuniscono come una grande famiglia e capita che organizzino pranzi e cene sociali per condividere il ricavato dei loro sforzi o per raccogliere dei finanziamenti, appuntamenti che ricorrono spesso e a cui non si può mancare vista la fantastica esperienza che permettono di vivere. Solo prodotti biologici, coltivati con cura e passione, sia ben chiaro. E allora, perché non curiosare per il web, cercare un appuntamento di questo genere e farci un salto? Noi lo faremo sicuramente!</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;">GLI ORTI URBANI DI ROMA</span></p>
<p>Come arrivare: Metro B, fermata Garbatella</p>
<p>Indirizzo Orti: Via Rosa Raimondi Garibaldi (<a href="http://maps.google.it/maps?q=via+rosa+raimondi+garibaldi+mappa&amp;client=safari&amp;oe=UTF-8&amp;hnear=Via+Rosa+Raimondi+Garibaldi,+00145+Roma&amp;gl=it&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p><a href="https://www.facebook.com/profile.php?id=100001620871662" target="_blank">Profilo Facebook Orti Urbani Garbatella</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em><strong>Da sapere ch<span style="color: #0000ff;">e</span></strong></em></span><span style="color: #0000ff;">…</span>20 ex lavoratori dell&#8217;Eutelia, un&#8217;azienda italiana di telecomunicazioni i cui vertici sono stati arrestati per bancarotta fraudolenta, dopo alcuni mesi di cassa integrazione hanno fondato la cooperativa agricola Eut-Orto (l’orto dell’Eutelia) e coltivano un orto comunitario condiviso con 700 alunni dell&#8217;Istituto Agrario Garibaldi di Roma.</p>
<p><em><strong><span style="color: #0000ff;">A due passi…</span></strong></em>punto di riferimento della Garbatella è il Teatro Palladium, vecchio cinema-teatro, in piazza Bartolomeo Romano, ora gestito dall’Università di Roma Tre e dalla fondazione Romaeuropa, in cui potete assistere ad una ottima programmazione di concerti, festival, spettacoli teatrali.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Gli Orti Urbani di Roma</span></em> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=phEnpdDusss" target="_blank">Lemon Tree dei Fool’s Garden</a></p>
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		<title>Cadaqués, il villaggio amato dagli artisti. &#8211; DAL MONDO
</title>
		<link>http://chicche.org/2011/12/23/cadaques-il-villaggio-amato-dagli-artisti-dal-mondo/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 22:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alice</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[cadaqués]]></category>
		<category><![CDATA[cap de creus]]></category>
		<category><![CDATA[costa brava]]></category>
		<category><![CDATA[salvador dalì]]></category>

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		<description><![CDATA[Cadaqués è un solitario villaggio di pescatori fatto di case bianche coi tetti rossi sparse fra gli uliveti alla fine di una strada che si arrampica per 35 km sui rilievi del Cap de Creus (il capo più a est della Spagna), dove non ci sono strade litoranee transitabili. Siamo nella parte più orientale della Costa Brava nella provincia di Girona [...] - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/12/23/cadaques-il-villaggio-amato-dagli-artisti-dal-mondo/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Alice</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>c</strong></em></span>ittà Cadaqués</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Cadaqués è un solitario villaggio di pescatori fatto di case bianche coi tetti rossi sparse fra gli uliveti alla fine di una strada che si arrampica per 35 km sui rilievi del Cap de Creus (il capo più a est della Spagna), dove non ci sono strade litoranee transitabili. Siamo nella parte più orientale della Costa Brava nella provincia di Girona, in Catalogna.</p>
<p>Oggi si arriva a Cadaqués da terra, ma fino agli anni &#8217;50 tutto arrivava via mare: tipo di comunicazione che si riflette infatti nel dialetto, dai suoni più simili al maiorchino (dialetto catalano dell’isola di Maiorca) che al catalano vero e proprio. Scegliendo di visitarla nei mesi in cui scompare la folla si potranno godere veramente le acque cristalline e le piccolissime spiagge e baie.</p>
<div id="attachment_5512" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-5512" title="&lt;p&gt;9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n&lt;/p&gt; " src="http://chicche.org/wp-content/uploads/9721_135402133595_731193595_2623871_7560527_n-300x225.jpg" alt="Cadaqués" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Cadaqués</p></div>
<p>Il nome deriva da Cap de Roques, antico castello dei Franchi, che fu distrutto nel 1543 dal pirata Barbarossa. Secondo una leggenda marinara Barbarossa si era posto l&#8217;obiettivo di uccidere 1000 persone di cui teneva una regolare contabilità. Un giorno capitò in una chiesa catalana dove un prete stava celebrando messa: Barbarossa lo uccise, gettando in mare il calice e l&#8217;ostia. Una volta imbarcatosi, fu colpito dalla maledizione di San Pietro: la sua nave non obbedì più ai suoi comandi diventando uno dei vascelli fantasma che vagano nel mare senza meta.</p>
<p><a href="http://www.salvadordali.it/" target="_blank">Salvador Dalì</a> disse che “Cadaqués è il più bel villaggio del mondo”. Nato nella vicina Figueras, frequentava questa zona fin da bambino: le strane rocce antropomorfe che si possono ammirare in molti suoi quadri sono proprio quelle di Cap de Creus. Si racconta che Dalì passeggiasse sul lungomare tenendo a guinzaglio un elefantino, dono di un marajà che amava la sua pittura visionaria. Inoltre per le strade di Cadaqués era possibile incontrare Marcel Duchamp che giocava a scacchi o Gabriel Garcia Marquez impegnato a scrivere le pagine di Cent&#8217;anni di solitudine.</p>
<p>Dagli anni &#8217;20 fino ai ’60 del &#8217;900 molti artisti seguirono infatti il consiglio di Dalì: hanno dimorato a Cadaqués i pittori spagnoli Mirò e Ramon e Antoni Pitxot, i pittori francesi André Derain e Maurice Boitel, i poeti francesi Jean Aubert e Paul Eluard. E ancora, il pittore tedesco Max Ernst, il pittore statunitense Man Ray, lo scrittore francese André Breton. Via via sono arrivati anche Picasso e Garcia Lorca, Walt Disney che con Dalí collaborò alla progettazione del corto di animazione Destino, i registi Luis Buñuel, Aristotele Onassis e Alfred Hitchcock. Negli anni ’70 arrivarono poi gli hippies, preceduti dai grandi della Pop Art inglese, come Richard Hamilton e David Hockney.</p>
<p>Proprio a Cadaqués Dalì si innamorò di Gala, l’artista russa e mercante d’arte che diverrà la sua musa e modella ispiratrice. Il primo incontro avvenne nell&#8217;estate del 1929: Gala era ancora sposata con Eluard. Per sedurla Dalì si presentò travestito da efebo, tenendo in equilibrio sulla testa un grande geranio rosso. Gala lasciò Eluard che scrisse: &#8220;Non ho mai trovato una donna, a parte Gala, che mi dia un po&#8217; di gioia di vivere e tanta voglia di uccidermi&#8221;. Da quel momento, Dalì e Gala, di undici anni più anziana di lui, si sposarono, andando a vivere nella vicina baia di Port Lligat, in un fortino-labirinto progettato dallo stesso Dalì, trasformando alcune case di pescatori nel suo eremo.</p>
<p>A Cadaqués non c’è niente da vedere se non un posto che è stato amato dall’arte: il mare, il cielo, la gente; la Chiesa Parrocchiale di Santa Maria che domina il paese e fu dipinta, fra gli altri, da Picasso, Dalì, Magritte, Derain; e ovviamente la Casa di Dalì, oggi aperta al pubblico &#8211; ci si arriva solo a piedi con una passeggiata di 1 km -, estrema espressione della sua arte: con l&#8217;orso imbalsamato e ingioiellato, il divano a forma di labbra di Mae West, la piscina e le grandi uova bianche che spuntano dal tetto.</p>
<p>Se mai vi capiterà di andare a Cadaques avrete l&#8217;impressione di essere tornati da un piacevole sogno.</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;"><strong>CADAQUES, IL VILLAGGIO AMATO DAGLI ARTISTI.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.cadaques.cat/" target="_blank">cadaques.cat</a></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"> </span> Statale N-II, Autostrada AP-7 e la C-25 (<a href="http://maps.google.it/maps?saddr=17488+Cadaqu%C3%A9s,+Spagna&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;sll=42.304991,3.278389&amp;sspn=0.140413,0.338173&amp;geocode=CaQzBulaN4nIFT1HhQIdNQYyACnh4qTIFm-6EjEQZ6Qh4PoABA&amp;vpsrc=0&amp;mra=mift&amp;t=m&amp;z=12&amp;iwloc=ddw0" target="_blank">Guarda la mappa</a>).</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;"> Da sapere che… </span></em></strong>ogni anno a Cadaqués si svolge una grande festa d’inverno: la tradizionale Festa Major d’Hivern inizia i primi di dicembre e si conclude a febbraio. L’inverno è una stagione importante per il villaggio, visto che il 18 dicembre cade la festa della Vergine della Speranza, patrona di Cadaqués. Durante la festa si svolgono una serie di attività: dal mercatino di beneficenza per aiutare una famiglia del villaggio al Raduno del sole che sorge con una “cioccolatata popolare”, dall’Escabussada popular, il primo dell’anno, in cui si invita a fare una nuotata tutti insieme e un brindisi con una coppa di champagne fino al tradizionale Carnevale del 19, 20 e 21 febbraio 2012.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em> A due passi… </em></strong></span>di fronte alla baia e alla Casa museo di Dalì, si trova l’”isola hippie” di Port Lligat.</p>
<div>
<p><span style="color: #0000ff;">Cadaqués, il villaggio amato dagli artisti</span> suona come la colonna sonora di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=9eu-aKQ2dzA" target="_blank"><em>Destino</em> di Armando Dominguez con la voce di Dora Luz</a>.</p>
</div>
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		<title>Nei meandri della Terra.
</title>
		<link>http://chicche.org/2011/12/12/nei-meandri-della-terra/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 18:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angelo</dc:creator>
				<category><![CDATA[LONDRA]]></category>
		<category><![CDATA[foot tunnel]]></category>
		<category><![CDATA[greenwich]]></category>

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		<description><![CDATA[Greenwich è un luogo imperdibile per chiunque visiti Londra. Nota a tutti per essere la località dove l'est incontra l'ovest, il fazzoletto di terra dove passa esattamente il meridiano avente longitudine 0, quel meridiano detto anche 'Fondamentale' o, facile da indovinare, di 'Greenwich'. Questa linea posta sul pavimento dell'Osservatorio Reale, oltre ad essere di internazionale importanza, attira numerosi visitatori. Detto quanto dovuto, non è questa la Greenwich che vogliamo raccontarvi. Come al nostro solito, spostiamo l'attenzione su qualcosa di [...] - LONDRA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/12/12/nei-meandri-della-terra/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Angelo</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">c</span></strong>ittà: Londra</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Greenwich è un luogo imperdibile per chiunque visiti Londra. Nota a tutti per essere la località dove l&#8217;est incontra l&#8217;ovest, il fazzoletto di terra dove passa esattamente il meridiano avente longitudine 0, quel meridiano detto anche &#8216;Fondamentale&#8217; o, facile da indovinare, di &#8216;Greenwich&#8217;. Questa linea posta sul pavimento dell&#8217;<a href="http://www.nmm.ac.uk/places/royal-observatory/" target="_blank">Osservatorio Reale</a>, oltre ad essere di internazionale importanza, attira numerosi visitatori.</p>
<div id="attachment_5484" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Greenwich-Foot-Tunnel.jpg"><img class="size-medium wp-image-5484" title="&lt;p&gt;Greenwich Foot Tunnel&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Greenwich-Foot-Tunnel-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">The Greenwich Foot Tunnel.</p></div>
<p>Ma le attrazioni di Greenwich non finiscono di certo qui. Come non citare la splendida Queen&#8217;s House, o la Old Royal Naval College progettata da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Wren" target="_blank">Sir Christopher Wren</a>, di cui è parte anche la Painted Hall che oltre ad accogliere il corpo del generale Nelson è considerata anche una delle più belle sale da pranzo d&#8217;Europa; o come dimenticare il Greenwich University&#8217;s Maritime Studies Institute, il Trinity College of Music, la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cutty_Sark" target="_blank">Cutty Sark</a> o il famoso mercatino locale fondato tramite una lettera reale nel 1949; ed infine il Greenwich Park (certamente uno dei più belli di Londra) che, come tutto il villaggio, regala incatenvoli panorami che sono una gioia per gli occhi.</p>
<p>Detto quanto dovuto, non è questa la Greenwich che vogliamo raccontarvi. Come al nostro solito, spostiamo l&#8217;attenzione su qualcosa di meno conosciuto, e che spesso passa inosservato ai più. Ma non per questo meno capace di raccontarvi l&#8217;anima di questo incantevole borgo. Anzi, siamo convintissimi del contrario.</p>
<p>Se oggi è evidente il carattere &#8216;Royal Greenwich&#8217;, ricco e prosperoso, la storia di questo villaggio è fatta di sudore, di operai, ed è fortemente legata al grande fiume su cui si affaccia. Avvicinandovi al Tamigi dopo aver visitato la Cutty Sark, vedrete una cupola di vetro: bingo! Quella è l&#8217;entrata alla nostra gemma nascosta; quella è l&#8217;entrata per immergervi nei meandri della Terra!</p>
<p>Il Greenwich Foot Tunnel, opera dell&#8217;ingegnere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Binnie" target="_blank">Sir Alexander Binnie</a>, è un tunnel pedonale &#8216;sotto&#8217; il Tamigi (si, sotto!) che collega l&#8217;omonima zona di Londra da sud alla Isle of Dogs, a nord del fiume. Fu costruito per permettere agli operai di raggiungere più facilmente i loro posti di lavoro nei Docks. Infatti, nel 19° secolo, Londra era diventata il principale porto d&#8217;Europa ed il traffico via fiume era a dir poco affollato; il tunnel sotterraneo dava inoltre la possibilità ai lavoratori di vivere nel vicino villaggio di Greenwich e di raggiungere a piedi le fabbriche.</p>
<p>Il contesto di oggi è notevolmente cambiato, ma il fascino di questo passaggio pedonale è probabilmente aumentato nel tempo. Lungo 370 metri e con un diametro di circa 3 metri, il tunnel è rivestito da oltre 200,000 piastrelle smaltate bianche che creano a primo impatto un effetto &#8216;bagno pubblico&#8217;, ma che contribuiscono invece in maniera decisiva alla creazione di un eco unico ed inquietante. Il consiglio per i più forti di cuore è quello di attraversarlo di notte: l&#8217;atmosfera sarà estremamente suggestiva, ed i passi, le urla e le risate di una ragazza che ha alzato il gomito (fidatevi, non è così difficile incontrarne una) renderanno l&#8217;atmosfera angosciante proprio come nel più classico dei thriller.</p>
<p>Ma non fatevi spaventare dal mio racconto; una passeggiata da queste parti vale davvero la pena.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">GREENWICH FOOT TUNNEL</span></strong></p>
<p>Cutty Sark Gardens Greenwich, Londra SE10 9HT (<a href="http://maps.google.com/maps?q=Cutty+Sark+Gardens,+Londra,+Greenwich+SE10+9HT,+United+Kingdom&amp;hl=en&amp;hnear=Cutty+Sark+Gardens,+London+SE10+9HT,+United+Kingdom&amp;t=m&amp;vpsrc=0&amp;z=16" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>Il tunnel è considerato una strada pubblica per cui è aperto 24h al giorno. Gli ascensori sono invece funzionanti dalle 7:00 alle 19:00 dal lunedì al sabato, e dalle 10:00 alle 17:30 la domenica; negli altri orari dovrete &#8216;affrontare&#8217; le scale a chiocciola!</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span></em></strong> A Londra esistono altri tunnel sotterranei, meno noti ma comunque interessanti. Uno si trova a poche miglia dal Greenwich Foot Tunnel ed è il Woolwich Foot Tunnel.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong> il quartiere di Greenwich, come già detto, offre numerose cose da vedere e da fare, anche per gli amanti dello shopping con i suoi eleganti negozi. Date un&#8217;occhiata anche se c&#8217;è qualche concerto o evento interessante all&#8217;O2 Arena.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Nei meandri della Terra</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=vzU3jnNWKbI" target="_blank">Suspiria &#8211; Goblin</a>.</p>
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		<title>Alba fucens: la storia bella anche al tramonto. &#8211; MASSE D&#8217;ALBE (AQ)
</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 22:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Guests</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
		<category><![CDATA[alba fucens]]></category>
		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>
		<category><![CDATA[sito archeologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Abituati alla grandezza delle cattedrali e dei grandi teatri che popolano le città d’Italia, abituati al turismo da strada principale e da messaggi a reti unificate, spesso dimentichiamo di esplorare [...] - MASSE D'ALBE (AQ)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/30/alba-fucens-la-storia-bella-anche-al-tramonto-masse-dalbe-aq/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fchicche.org%2F2011%2F11%2F30%2Falba-fucens-la-storia-bella-anche-al-tramonto-masse-dalbe-aq%2F&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span>:</strong> Lucilla</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong><em>ittà</em><strong>:</strong> Masse d’Albe (L’Aquila)</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span>:</strong> Abituati alla grandezza delle cattedrali e dei grandi teatri che popolano le città d’Italia, abituati al turismo da strada principale e da messaggi a reti unificate, spesso dimentichiamo di esplorare i dintorni, percorrere le provinciali e attraversare comuni e frazioni per scoprire quei gioielli un po’ nascosti che rendono unico il nostro territorio.</p>
<p>Alba Fucens è uno di questi: un piccolo sito archeologico, distante solo un’ora dalla Capitale, che si stende ai piedi del Monte Velino tra i 300 e 1000 metri d’altezza.</p>
<div id="attachment_5436" class="wp-caption alignright" style="width: 217px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Alba_riccardo_spila.jpg"><img class="size-medium wp-image-5436" title="&lt;p&gt;Italy, Abruzzo, Abruzzi, The Roman ruins of Alba Fucens, the most important ancient city in the Abruzzi, dominated in the background by the imposing Mount Velino, the third highest of the Appennini range&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Alba_riccardo_spila-207x300.jpg" alt="" width="207" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alba Fucens (foto di Riccardo Spila)</p></div>
<p>Fondata da una colonia di 6.000 romani nel 303 a.c, la città aveva una cinta muraria di circa 3 km, un foro, numerosi templi, <em>domus</em> e terme. I resti di questa grandezza sono ancora ben visibili: le mura poligonali, il <em>macellum</em>, il santuario di Ercole e uno splendido anfiteatro. L’evidente ricchezza era legata alla posizione strategica e al forte legame con Roma: Alba Fucens infatti è stata per molti secoli baluardo della romanità in terra d’Abruzzo, e confino di illustri prigionieri di Stato come i re Siface di Numidia e Perseo di Macedonia. Alla sua posizione favorevole è probabilmente legato anche il nome, che richiama i colori di un’alba da ammirare sull’ormai prosciugato Lago del Fucino.</p>
<p>Per apprezzare Alba Fucens però non è necessario essere appassionati di storia antica: insieme alle sue eloquenti rovine il luogo riesce a rapire già solo con la bellezza della natura che lo circonda. Dalla collina su cui sorge la città si ammirano infatti i Piani Palentini, il fiume Imele-Salto, l&#8217;imbocco della Valle Roveto, il passo di Fonte Capo La Maina e il passo di Forca Caruso.</p>
<p>La magia del posto è amplificata dalla solitudine che normalmente lo caratterizza: nonostante la bellezza del panorama e il valore storico della sua testimonianza, Alba Fucens infatti è sconosciuta ai più. Anche per questo vale la pena andare alla scoperta di un parco archeologico “recente”, venuto alla luce solo nel 1949 con gli scavi di una missione belga guidata da Franz De Ruyt. E se tentare un ingresso all’alba è difficile, vale la pena salire sulla collina, mettersi comodi e ascoltare il silenzio alla luce del tramonto.</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;"><strong>ALBA FUCENS: LA STORIA BELLA ANCHE AL TRAMONTO</strong></span><br />
<strong><em><br />
</em></strong> Il sito è aperto tutti i giorni fino al tramonto e l’ingresso è gratuito.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong><em>Da sapere che</em></strong>… <span style="color: #000000;">p</span><span style="color: #000000;">er raggiungere Alba Fucens da Roma e da L&#8217;Aquila prendere l’autostrada A25 direzione in Pescara e uscire a Magliano dei Marsi o ad Avezzano per chi viene da Pescara. Seguire poi le indicazioni per Masse d’Albe. È possibile avere informazioni e organizzare una visita guidata chiamando il numero 0863 449642. In alternativa arrivando direttamente al paese potete chiedere del custode della chiesa di San Pietro: un anziano signore prodigo di aneddoti e curiosità che vi accompagnerà volentieri per le antiche strade romane.</span></span></p>
<p><strong><em><strong><span style="color: #0000ff;"><strong>A due passi&#8230; </strong><span style="color: #333333;">d</span></span></strong></em></strong><span style="color: #333333;">i</span> fronte la collina di Alba Fucens sorge un borgo medievale, raccolto intorno al Castello Orsini, che oggi ospita un hotel e un ristorante dove assaggiare la cucina tipica abruzzese. Mentre a pochi minuti di cammino, sul colle subito sopra Alba Fucens, sorge la chiesa romanica di San Pietro.  Costruita nel XII secolo sui resti del tempio romano di Apollo, andò quasi interamente distrutta nel terremoto della Marsica del 1915 ma fu ricostruita mantenendo molti elementi della costruzione originale, in particolare il prezioso ambone in stile cosmatesco.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Alba fucens: la storia bella anche al tramonto.</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cIqf2hXk7TA&amp;feature=related" target="_blank">Norah Jones &#8211; Sunrise</a>.</p>
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		<title>N&#8217;Importe Quoi.
</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 08:59:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Guests</dc:creator>
				<category><![CDATA[CITTÀ]]></category>
		<category><![CDATA[ROMA]]></category>
		<category><![CDATA[libreria cafè]]></category>
		<category><![CDATA[live]]></category>
		<category><![CDATA[n'importe quoi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il N'Importe Quoi -per gli amici NPQ- è una vera e propria officina di spunti gradevoli per ogni gusto. L'atmosfera è quella calda e familiare di un rifugio fra amici, sbarazzina ma che non scivola mai addosso, il nome scelto e la parlata francese di Hélène – la proprietaria – illudono chi si trovi al NPQ di aver fatto un salto in Francia, i libri proposti sono perlopiù di case editrici piccole e medie,ma mai di scarsa qualità.
Ogni settimana c'è la conversazione in lingua, le presentazioni di libri, il live [...] - ROMA]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/24/nimporte-quoi/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Leyla</p>
<p><strong><em><span style="color: #ff0000;">c</span></em></strong>ittà: Roma</p>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Il N&#8217;Importe Quoi -per gli amici NPQ- è una vera e propria officina di spunti gradevoli per ogni gusto. L&#8217;atmosfera è quella calda e familiare di un rifugio fra amici, sbarazzina ma che non scivola mai addosso, il nome scelto e la parlata francese di Hélène – la proprietaria – illudono chi si trovi al NPQ di aver fatto un salto in Francia, i libri proposti sono perlopiù di case editrici piccole e medie,ma mai di scarsa qualità.</div>
<div id="attachment_5418" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/292011_2400912375139_1020931590_2852533_102522755_n.jpg"><img class="size-medium wp-image-5418" title="&lt;p&gt;292011_2400912375139_1020931590_2852533_102522755_n&lt;/p&gt; " src="http://chicche.org/wp-content/uploads/292011_2400912375139_1020931590_2852533_102522755_n-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">NPQ Live ©luigiorru fotografia</p></div>
<p>Ogni settimana c&#8217;è la conversazione in lingua, le presentazioni di libri, il live – perlopiù acustico , a volte anche incontri eno-gastronomici e piccoli spettacoli teatrali. Arrivando una sera, per caso, ci si possono anche trovare quiz sulla Francia o esposizioni di bijoux artigianali. Il tutto in 58mq di spazio, fra pareti colorate e scaffali ricoperti di libri.</p>
<p>Ogni proposta è ben accetta alle ragazze che gestiscono il locale, così, se un attimo prima c&#8217;è calma piatta, basta prendere accordi ed imbastire l&#8217;evento che si ha in mente. Alla faccia di chi rassegnato urla che non c&#8217;è più la cultura di una volta: nonostante i tagli, il N&#8217;Importe Quoi si fa promotore di prodotti di qualità più o meno noti. Ha accolto Luca Carboni, la giovane Erica Mou, Fabrizio Moro, ma anche innumerevoli talentuosi emergenti.</p>
<p>Da due anni – recentemente festeggiati – ci si può recare in questo angolino di via Beatrice Cenci per bere un bicchiere di vino, un infuso, una cioccolata calda, sfogliare le classiche pagine di un libro – ce ne sono di usati e nuovi, in italiano, inglese, francese e spagnolo – o scambiare due chiacchiere con amici che non si vede da tanto. C&#8217;è anche la possibilità di connettersi a internet, grazie al wi-fi. Il tutto ovviamente lasciandosi rapire dall&#8217;evento del giorno.</p>
<p>Insomma: per una pausa rilassante ed ispirante, il NPQ non può deludere.</p>
<hr /><span style="color: #0000ff;">N&#8217;IMPORTE QUOI</span></p>
<p>Via Beatrice Cenci, 10, Roma (<a href="http://maps.google.it/maps?q=n'importe+quoi+roma&amp;ll=41.894211,12.475491&amp;spn=0.008114,0.01663&amp;client=safari&amp;oe=UTF-8&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=n'importe+quoi&amp;hnear=0x132f61afa8f0165f:0x400c8c51bf371cd5,Roma&amp;cid=0,0,12973645386910787923&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0&amp;iwloc=A" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>è  aperto tutti giorni tranne il lunedì dalle 14.30 alle 23.30.</p>
<p>Venerdì dalle 16.00 alle 02.00 e Domenica: 17.00-23.30</p>
<p>Tel: 06.97.27.35.16 &#8211; <a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=100000387410507" target="_blank">Profilo Facebook</a></p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span></em></strong>al NPQ trovate il vin brulé francese, per riscaldarvi in una sera d&#8217;inverno, e altre specialità culinarie come torte rustiche, quiches e dolci fatti in casa.</p>
<div id="_mcePaste"><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong>trovandosi nella zona del Ghetto, i dintorni del N&#8217;Importe Quoi pullulano di ristorantini kosher, o la nota pasticceria ebraica. Nelle vicinanze Largo Argentina, gli scavi, quindi il centro storico e&#8230;La Feltrinelli, che dopo aver comprato libri di qualità al N&#8217;Importe Quoi, probabilmente non degnerete di uno sguardo.</div>
<p><span style="color: #0000ff;">N&#8217;Importe quoi </span>suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=H2-1u8xvk54" target="_blank">Yann Tiersen &#8211; Comptine d&#8217;Un Autre Eté</a>.</p>
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		<title>Sulle tracce del “Magistero”.
</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 12:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[PARIGI]]></category>
		<category><![CDATA[leggenda]]></category>
		<category><![CDATA[magistero]]></category>
		<category><![CDATA[nicolas flamel]]></category>
		<category><![CDATA[pietra filosofale]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste una Parigi che si cela ai grandi circuiti turistici; una città che s’imbriglia tra vicoli stretti e palazzi sbilenchi lontano dai rumori delle grandi avenue e dalle luci acide delle vetrine.
Esiste e resiste, ancora oggi, una capitale pietrosa e umida, silenziosamente profonda e insospettabilmente maestosa che si nasconde agli sguardi superficiali dei più pigri scrutando furbamente
[...] -PARIGI]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/16/sulle-tracce-del-%e2%80%9cmagistero%e2%80%9d/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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				<img src="http://api.tweetmeme.com/imagebutton.gif?url=http%3A%2F%2Fchicche.org%2F2011%2F11%2F16%2Fsulle-tracce-del-%25e2%2580%259cmagistero%25e2%2580%259d%2F&amp;style=normal" height="61" width="50" /><br />
			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Giuliano</p>
<p><em><span style="color: #ff0000;"><strong>c</strong></span></em>ittà: Parigi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: Esiste una Parigi che si cela ai grandi circuiti turistici; una città che s’imbriglia tra vicoli stretti e palazzi sbilenchi lontano dai rumori delle grandi avenue e dalle luci acide delle vetrine.</p>
<p>Esiste e resiste, ancora oggi, una capitale pietrosa e umida, silenziosamente profonda e insospettabilmente maestosa che si nasconde agli sguardi superficiali dei più pigri scrutando furbamente il viavai frenetico di migliaia di persone.</p>
<p>Quella che voglio presentarvi è una città timida e al contempo possente che, nonostante le ferite, ha saputo resistere a cambiamenti di governi, rivoluzioni, ricostruzioni e conquiste.</p>
<p>Lasciamoci trascinare dalla sua cordiale e gutturale lentezza, riposiamo le gambe e sediamoci un attimo ad ascoltare una delle tante storie che sa raccontare.</p>
<p>Eccoci di colpo calati nel cuore del tardo medioevo, nell’Anno del Signore 1350, il cui calendario ospita un evento importante e speranzoso per la vita della capitale.</p>
<p>Siamo in un periodo nero per la Francia. L’ombra della peste si è appena allontanata dal paese, lasciando dietro di sé una scia di desolazione e un focolaio di conflitti interni, mentre le armate inglesi si organizzano sulle coste della Normandia e della Bretagna con risultati che si riveleranno devastanti.</p>
<p>Ma il 1350 reca un barlume di speranza con l’incoronazione di Giovanni II, monarca cavaliere, che promette di rinverdire la potenza bellica dello stato francese e alleggerire il peso della depressione economica che grava ormai da un <strong>anno sulla capitale.</strong></p>
<p>Ed è in questo momento di sofferenza e giubilo che Parigi fa (probabilmente) la conoscenza di un giovane scrittore, sfuggito alla pestilenza che aveva ridotto in ginocchio Pontoise, sua città natale, per trovare asilo all’ombra delle grandi torri capitoline.</p>
<p>Questo giovanissimo studioso borghese muove i primi passi in una città complicata, piena di conflitti e povertà, ma che sempre riserva un posto a chi sa governare le lettere e le belle arti.</p>
<div id="attachment_5381" class="wp-caption alignright" style="width: 216px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/lapideflamel.jpg"><img class="size-medium wp-image-5381" title="&lt;p&gt;lapideflamel&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/lapideflamel-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Lapide di Flamel conservata al Musée de Cluny.</p></div>
<p>Gli anni si susseguono, e mentre il paese subisce in continuazione le ingiurie di governi mal gestiti e conflitti di confine, la fortuna e la generosità di <strong>Nicolas Flamel</strong>, ormai uomo fatto, cominciano a dar bella mostra di sé di fronte all’opinione pubblica.</p>
<p>Scrittore, libraio e giurista ricercato, personalità pubblica di manifesta generosità (finanzia la costruzione di diverse opere pie e chiese tra cui Saint-Jaques la Boucherie) e nonostante tutto uomo di modeste abitudini, il nostro raccoglie intorno a sé il fiore della nuova borghesia intellettuale, in un susseguirsi di scambi culturali, politici ed economici che portano sempre più lustro alla sua figura.</p>
<p>Ed è proprio durante uno di questi mercati che Flamel mette le mani su un manoscritto di antica fattura, che risveglia in lui la memoria di un sogno fatto in gioventù. Nel sogno un angelo avvolto dalla luce di una nube dorata gli aveva predetto, mostrandogli proprio quello stesso testo:  “Osserva questo libro, Flamel. Tu ora non puoi comprenderlo, come molti altri, ma un giorno vi vedrai ciò che nessun altro ha saputo vedervi”.</p>
<p>Questa nuova acquisizione cambia la vita dello studioso dando inizio a quella che sarà nota nei secoli a venire come la leggenda di Flamel, l’alchimista che completò il “Magistero”.</p>
<p>Infatti, secondo alcuni storici delle arti ermetiche, Flamel fu uno dei pochi saggi che grazie a un commisto di scienza e fede fu in grado di portare a compimento la creazione della <strong>Pietra Filosofale</strong>, sostanza in grado  di tramutare il piombo in oro, donare la vita eterna e cambiare la natura della materia.</p>
<p>Flamel intraprende dunque una formazione alchemica, assecondato e persino aiutato dalla moglie Pernelle, lasciando crescere l’ossessione per il suo antico e incomprensibile libro. Comincia così a raccogliere studiosi e uomini di fede da ogni parte d’Europa, chiedendo loro consiglio, senza però mai mostrare il testo originale tenuto gelosamente nascosto.</p>
<p>Sconfortato dall’assenza di risultati, si decide a partire per la Spagna dove spera di trovare nella sapienza della dottrina Ebraica, cacciata nel 1394 dalla Francia a seguito degli editti di Carlo VI, una risposta sulla natura del testo, che sapeva essere di antichissima origine semitica.</p>
<p>Dopo un anno di frenetiche ricerche Flamel trova proprio in un ebreo, il maestro Canches, la prima chiave di lettura per iniziare la tanto agognata decifrazione.</p>
<p>Il nostro torna a Parigi, dove persegue nell’ampliamento delle sue fortune e nelle ricerche alchemiche fino alla data della sua morte, avvenuta nel 1418 come registrato sulla lapide conservata nel museo di Cluny.</p>
<p>A noi curiosi di oggi non è dato sapere se il ricco e famoso alchimista abbia davvero succeduto nel completare il magistero (vi lascio liberi di approfondire da soli), certo è che la nostra cara Parigi Medioevale, sempre prodiga di storie, vuole lasciarci con un indizio nascosto tra le tracce della sua antica geografia.</p>
<p>Raggiungete il confine meridionale del quarto arrondissement e posizionatevi i in uno dei più antichi giardini di Parigi dando le spalle al lato nord della tour Saint Jaques, punto d’inizio dello storico cammino di Santiago nonché unica memoria della scomparsa chiesa di Saint Jaques la Boucherie (proprio la chiesa finanziata, tra altri, dal nostro benefattore).</p>
<p>Prendete ora la via che vi sta di fronte, conosciuta anche come rue Flamel e raggiungete l’incrocio con la rue Pernelle. Tracciate con lo sguardo (o con le gambe se siete sportivi) il percorso delle due strade e poi ritornate al punto di partenza, all’ombra della torre.</p>
<p>Avete appena disegnato il “globo crucigero”, uno dei simboli più potenti della cristianità medioevale e in misura minore rappresentazione della materia prima nella tradizione alchemica cristiana.</p>
<p>La nostra passeggiata storica di oggi si conclude con questa curiosità. A chi sia esperto di queste tematiche, mi scuso per l’imprecisione e per aver dato credito a una versione trascurandone altre; a chi sia appassionato di misteri, auguro una pausa affascinante nel tram tram turistico. Per tutti gli altri grazie di avermi seguito fino a qui, sperando che vi siate lasciati stuzzicare.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">SULLE TRACCE DEL &#8220;MAGISTERO&#8221;.</span></strong></p>
<p>Torre Saint-Jaques, incrocio tra rue de Rivoli et rue Flamel 75004 (<a href="http://maps.google.it/maps?q=rue+de+Rivoli+et+rue+Flamel+75004+paris&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=48.858574,2.348864&amp;spn=0.010165,0.01929&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=rue+de+Rivoli+et&amp;hnear=Rue+Nicolas+Flamel,+75004+Paris,+%C3%8Ele-de-France,+Francia&amp;sqi=2&amp;t=m&amp;z=16&amp;vpsrc=0" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>Metro: 1-11 (Hotel de ville) 1-4-7-11-14 (Chatelet, uscita place de Chatelet)</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span></em></strong>La chiesa Saint Jaques, la cui storia nasconde ben altri misteri per gli appassionati di alchimia e storia massonica, fu smontata pezzo per pezzo e venduta come pietra di costruzione nel 1797, durante la prima Repubblica. Sarebbe curioso sapere quanti e quali edifici della Parigi ottocentesca ospitino ancora oggi un pezzo dell’antica chiesa, di proporzioni notevoli vista la taglia della torre sopravvissuta.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;"><em>A due passi&#8230;</em></span></strong>La chiesa di Saint-Merry e la casa di Nicolas Flamel, che saranno oggetto di una storia di quartiere un po’ particolare.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Sulle tracce del Magistero</span></strong><strong> </strong>suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=7eehMhx5VSI&amp;feature=related" target="_blank">Dead Can Dance – Mesmerism</a>.</p>
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		<title>Ciccio e l&#8217;Osteria. &#8211; SALERNO
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
				<category><![CDATA[DAL MONDO]]></category>
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		<category><![CDATA[Osterie]]></category>
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		<description><![CDATA[Immaginate una piazza circolare, immaginate la movida salernitana che il sabato sera si ritrova in questa piazza, immaginate un locale dove poter mangiare dei piatti favolosi in un'atmosfera che trasuda storia. Ora aprite gli occhi! Siete seduti da "Ciccio e l'Osteria" in Piazza Flavio Gioia, nel cuore del centro storico di Salerno. - DAL MONDO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/11/11/ciccio-e-losteria-salerno/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Riccardo</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em><strong>c</strong></em></span>ittà: Salerno</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CHE</strong></span>: Immaginate una piazza circolare, immaginate la movida salernitana che il sabato sera si ritrova in questa piazza, immaginate un locale dove poter mangiare dei piatti favolosi in un&#8217;atmosfera che trasuda storia. Ora aprite gli occhi! Siete seduti da &#8220;Ciccio e l&#8217;Osteria&#8221; in Piazza Flavio Gioia, nel cuore del centro storico di Salerno.</p>
<div id="attachment_5320" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Ciccio_e_Osteria.jpg"><img class="size-medium wp-image-5320" title="&lt;p&gt;Ciccio-e-Osteria&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Ciccio_e_Osteria.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Lo stemma del locale</p></div>
<p>Una struttura con archi a mattoni, roccia vivida e luci evanescenti che trasmette in maniera formidabile il senso della storia di questi luoghi. Un&#8217;atmosfera fascinosa ed evanescente. Un sogno antico che si spalanca a chi passa e decide di entrare in questa osteria, termine riduttivo per classificare questo locale.<br />
Tutta la Campania, e Salerno in particolare, è una terra ricca di tradizioni culinarie che difficilmente potrà lasciare a bocca asciutta anche il più esigente diei palati. Se a questo ci aggiungete il tocco &#8220;magico&#8221; di un ristoratore che di nome fa Pasquale D&#8217;Antonio, ecco che prende vita uno dei ristoranti più conosciuti e amati di questo splendido lembo di terra campana.</p>
<p>Ciccio e l&#8217;Osteria è infatti uno dei locali più richiesti di Salerno, grazie alla simpatia (provare per credere!) del suo titolare, Pasquale D&#8217;Antonio (meglio conosciuto come Lino e in arte Ciccio Formaggio), alla gentilezza di suo figlio Simone, che aiuta il papà ai tavoli, e alla favolosa bravura dei suoi cuochi, sempre pronti a stupirvi anche quando meno ve lo aspettate.   <strong> </strong></p>
<p>I piatti che potrete gustare in questo favoloso ristorante sono i piatti tipici della cucina campana, dal più classico al più ricercato, sempre preparati con estrema cura e raffinatezza. Ricette antiche, ma rivisitate, con abilità nella trasformazione dei prodotti. Non si può non assaggiare il  &#8220;pennone alla genovese&#8221; o lo spettacolare &#8220;tubettone con le patate&#8221;, vero e proprio cavallo di battaglia.  E non parliamo della carne, con filetto di primo taglio italiano, e del pesce, dalle fritture al pesce preparato alla &#8220;crazy water&#8221;, per dirla alla Lino (all&#8217;acqua pazza con olive e capperi).</p>
<div id="attachment_5321" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/Piazza_Flavio_Gioia.jpg"><img class="size-medium wp-image-5321" title="&lt;p&gt;Piazza-Flavio-Gioia&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/Piazza_Flavio_Gioia.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">La fontata di Piazza Flavio Gioia</p></div>
<p>Tutti i piatti, come i ristoranti di un certo livello che si rispettino, sono rigorosamente cucinati secondo la disponibilità delle materie prime.</p>
<p>Completano il tutto degli stuzzicanti antipasti, un&#8217;ampia scelta di primo e i dolci davvero &#8220;fatti in casa&#8221; tra i quali vi consiglio di assaggiare il “babà”, il “tronchetto al cioccolato” (vi assicuro che non saprete resistere alla sua bontà) e la &#8220;mousse&#8221;.</p>
<p>Ad accompagnare il pranzo o la cena, una cantina con oltre 100 etichette di vini nazionali.</p>
<p>Se quindi vi trovate a Salerno e avete in programma di trascorrere una splendida serata mangiando dell&#8217;ottimo cibo e con un&#8217;ottima compagnia, non potete certo non fare un salto da Lino e Simone.</p>
<p>Un consiglio, soprattutto d&#8217;inverno: prenotate prima di andare, potreste avere una brutta sorpresa.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">CICCIO E L&#8217;OSTERIA</span></strong></p>
<p>Piazza Flavio Gioia 18, Salerno (<a href="http://maps.google.com/maps?q=Piazza+Flavio+Gioia,+18,+Salerno,+Italia&amp;hl=it&amp;ll=40.67919,14.767588&amp;spn=0.003865,0.009592&amp;sll=37.0625,-95.677068&amp;sspn=33.077336,78.574219&amp;vpsrc=6&amp;hnear=Piazza+Flavio+Gioia,+18,+84122+Salerno,+Campania,+Italia&amp;t=m&amp;z=17" target="_blank">Guarda la mappa</a>)<br />
Tel.: 089/237242</p>
<p><span style="color: #000000;"><em><strong><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">Da sapere che&#8230;</span> </span></strong></em><span style="color: #333333;">anticamente Piazza Flavio Gioia e l&#8217;adiacente Piazza Portanova costituivano un unico luogo. </span></span>Quando Piazza Portanova fu costruita, nel 1754, fu fatta in una posizione appena più rialzata          rispetto alla cosiddetta “Rotonda”, che quindi si è trovaga ad occupare uno spazio          pianeggiante più a valle.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi&#8230;</span></em></strong> il favoloso lungomare di Salerno dove potreste smaltire tutto quello che non sarete riusciti a non mangiare da Ciccio e l&#8217;Osteria, magari con un occhio alla splendida costiera amalfitana proprio di fronte a voi.</p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #0000ff;">Ciccio e l&#8217;Osteria</span></span><em><span style="color: #000000;"> </span></em><span style="color: #333333;"> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=BHkThol7U5o" target="_blank">Ciccio Fomaggio di Nino Taranto</a><br />
</span></span></p>
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