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	<title>CHIcCHE &#187; cosa mangiare a parigi</title>
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	<description>L&#039;altro volto delle città.</description>
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		<title>Un mappamondo di sapori. Il Fouta Djalon.
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 13:08:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[PARIGI]]></category>
		<category><![CDATA[CHIcCHE]]></category>
		<category><![CDATA[cosa mangiare a parigi]]></category>
		<category><![CDATA[cucina senagalese]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2011/01/21/un-mappamondo-di-sapori-il-fouta-djalon/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>: Giuliano</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><em>c</em></span>ittà: Parigi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span></strong>: La nostra <em>promenade</em> di oggi ci porta in uno di quei quartieri in cui il turista medio ha spesso l’impressione di aver sbagliato strada. Il decimo arrondissement – quartiere di stazioni, commerci all’ingrosso e lunghi viali caotici cosparsi d’odori pungenti- è una di quelle zone che respinge impulsivamente chi sbarca a Parigi in cerca di monumenti e luci sfavillanti. In questo piccolo organismo suburbano, che vive alimentato dal viavai pulsante del grande nucleo delle stazioni Nord ed Est della capitale, convivono un’infinità di comunità provenienti dall’Africa centro-settentrionale e dall’Asia meridionale.</p>
<p>Famiglie di indiani, bangladesi, marocchini, libanesi, turchi, senegalesi, egiziani, armeni ed etiopi si dividono le vetrine dei grandi boulevard che si snodano intorno alle stazioni, resistendo impunemente all’aggressività del mercato immobiliare di lusso e all’espansione silenziosa della comunità cinese. È qui che lo studente viene ad arredarsi casa, la casalinga ad acquistare le stoffe per le tende e il nostalgico a frugare nelle botteghe di robivecchi. Dietro i portoni dei palazzi screpolati dall’incuria puoi ancora reperire, grazie al passaparola, ogni genere di mercanzia, ed è sempre qui che si possono trovare i migliori negozi di costumi e parrucche della città. Insomma, un vero microcosmo che vive silenziosamente secondo leggi autonome e ha sviluppato un mercato parallelo che non ha pari tra le mura di Parigi.</p>
<p>Perché richiamarvi qui, in questo luogo di cui chi ha pochi giorni da spendere a Parigi, come molti di voi presumo, non può certo approfittare appieno?</p>
<p>Innanzitutto trovo che una piccola sbirciata all’underground parigino non faccia mai male allo spirito di scoperta. E poi sono pronto a scommettere che non sono pochi quelli tra di voi che si troveranno ad alloggiare, durante il loro soggiorno nella ville lumière, in uno dei numerosi alberghetti della zona (visto il discreto rapporto qualità-prezzo e la vicinanza al centro). Ma, cosa più importante, in questo quartiere si trova uno dei miei ristoranti preferiti della città.</p>
<p><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/maf.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-4043" title="&lt;p&gt;maf&lt;/p&gt; " src="http://chicche.org/wp-content/uploads/maf-300x279.jpg" alt="" width="300" height="279" /></a>Oggi si scopre la cucina senegalese e lo si fa al 27, boulevard Saint Martin (tecnicamente siamo ancora ai confini del 3° arrondissement). Sento già i più metropolitani di voi dire:  “Ma figurati, io all’africano ci sono già stato a casa mia. Ti pare che ci vado a mangiare proprio a Parigi? ” La risposta è tre volte sì, e per tre buone ragioni.</p>
<p>Tanto per cominciare, la cucina africana è parte integrante della cucina francese nella stessa misura in cui la comunità africana è parte integrante della comunità francese (perdonate la ripetizione ma a quest’assunto non si può sfuggire).</p>
<p>Secundis, la grande presenza di africani in questa metropoli fa si che la circolazione dei prodotti tipici di queste popolazioni abbia un riciclo continuo e mantenga un rapporto qualità prezzo più basso che in Italia.</p>
<p>Terzo, la classe dirigente bianca non si avvicina minimamente a questi luoghi, il che offre un’atmosfera di convivialità che a Parigi è spesso moneta rara.</p>
<p>Quindi fatevi coraggio e varcate con me le soglie del <strong>Fouta Djalon</strong>. Se capitate di martedì o giovedì allora siete veramente fortunati, perché è giornata di Mafé, piatto che qui si può gustare solo nei migliori ristoranti senegalesi di lusso o nelle mense sociali.</p>
<p>Siccome non ho intenzione né di spennarvi né di gettarvi a tradimento nel caos delle caritas francesi, vi invito a gustare &#8211; per soli dodici euro-  il nostro nutriente piattone a base di riso, pollo e salsa piccante, nell’atmosfera di questo modesto localino a gestione familiare.</p>
<p>Qualunque sia la vostra scelta sul menu mettetevi in ogni caso l’anima in pace. Qui si cucina solo su ordinazione e senza precottura: una garanzia di qualità forse, ma i tempi di attesa possono essere davvero lunghi. Di una cosa però sono certo; usciti dal Fouta non avrete problemi a saltare la cena.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">UN MAPPAMONDO DI SAPORI. IL FOUTA DJALON.</span></strong></p>
<p>27 boulevard saint martin (<a href="http://maps.google.it/maps?q=27+boulevard+saint+martin,+parigi&amp;ie=UTF8&amp;hq=&amp;hnear=27+Boulevard+Saint-Martin,+75003+Paris,+Ile-de-France,+Francia&amp;gl=it&amp;z=16" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>Metro: 5-8-9-11 (Republique) 8-9 (Strasbourg Saint Denis)</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">Da sapere che</span></em></strong>: tanto per convalidare le precedenti affermazioni: il Fouta Djalon aderisce ad un’associazione, Racines, che si occupa di sponsorizzare la cucina africana nel mondo e di favorire l’esportazione di prodotti alimentari dall’Africa. Sul sito internet <a href="http://www.racines-sa.com/">www.racines-sa.com</a>, oltre alla lista dei ristoranti aderenti potete trovare un ricettario molto interessante per stuzzicare la creatività dello chef che è in voi.</p>
<p><strong><em><span style="color: #0000ff;">A due passi</span></em></strong>: Il Canale Saint-martin con le sue birrerie rumorose e le sponde affollate, uno degli ultimi ritrovi “bohemien” della città (seguirà articolo).</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Un mappamondo di sapori. Il Fouta Djalon</span>. suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=RG8Fi2_1gaE&amp;feature=&amp;p=D4FF2ABFCD7FA262&amp;index=0&amp;playnext=1" target="_blank">Youssou N’Dour – Sagal Ko</a>.</p>
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		<title>Un mappamondo di sapori.
</title>
		<link>http://chicche.org/2010/07/23/un-mappamondo-di-sapori-giappone/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[PARIGI]]></category>
		<category><![CDATA[cosa mangiare a parigi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante Higum]]></category>
		<category><![CDATA[Rue Saint’Anne]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi dice che una sola cucina al mondo possa rivaleggiare con la nostra, e che questa cucina sia francese.
Personalmente, dopo due anni passati in Francia tra dolci e succulente scoperte, sono costretto ad affermare – forse per nostalgia o per abitudinarietà – di essere ancora partigiano. Nonostante ciò devo ammettere [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2010/07/23/un-mappamondo-di-sapori-giappone/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>:<strong> </strong>Giuliano</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">c</span></strong><em>ittà</em>:<strong> </strong>Parigi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span><span style="font-weight: normal;">: </span></strong>C’è chi dice che una sola cucina al mondo possa rivaleggiare con la nostra, e che questa cucina sia francese.</p>
<p>Personalmente, dopo due anni passati in Francia tra dolci e succulente scoperte, sono costretto ad affermare – forse per nostalgia o per abitudinarietà – di essere ancora partigiano. Nonostante ciò devo ammettere che, per chi si reca in una capitale internazionale come Parigi, le sorprese culinarie, e non parlo solo di quelle locali, possono essere veramente infinite.</p>
<p>Per quelli che tra di voi si sentono temerari e alla ricerca di nuovi sapori, sappiate che grandi città come Parigi, Londra o New York, con la loro storia ricca di immigrazione e i loro mille sobborghi etnici possono offrire cucine introvabili nelle cittadine nostrane (e spesse volte anche a Roma capitale, a meno di non spendere cifre improponibili).</p>
<p>Siate coraggiosi, quindi e osate pure la dove i nostri connazionali storcono per lo più la bocca. Scoprirete sapori che la nostra tavola non ha mai conosciuto, e se proprio dovesse andar male sappiate che sono accanto a voi, kit di pronto soccorso alla mano (scherzo).</p>
<p>Ma bando ai preamboli ed iniziamo pure il nostro tour multietnico della cucina parigina, che in questa prima puntata ha deciso di strizzare l’occhio al lontano oriente, proprio li dove si leva il sole….</p>
<p>Parigi è piena di ristorantini di sushi con menu prodotti in serie che vanno dai 10 ai 15 euro. Molti di questi ristoranti, per lo più gestiti da famiglie cinesi, contano sull’incapacità visiva degli avventori di distinguere tra le varie etnie orientali e sulle pacchiane decorazioni di ceramica laccata (e non sottovalutiamo la capacità innata del maki di lasciarsi mangiare a quintali senza farti ingrassare!!).</p>
<div id="attachment_2729" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/higuma.jpg"><img class="size-medium wp-image-2729" title="Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/higuma-225x300.jpg" alt="Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ristorante Higuma in rue Saint&#39;Anne (hangukconnection.com)</p></div>
<p>Non fatevi ingannare! Se veramente volete provare della vera cucina nipponica, provate a recarvi nel 2° arrondissement tra l’Opera e il museo del Louvre, in una strada conosciuta col nome di <strong>rue Saint’Anne</strong>.</p>
<p>Se arrivate in orario di pranzo, non sarà difficile riconoscerla. Vedrete una schiera di colletti bianchi dagli occhi a mandorla in fila davanti a numerose porticine riempite di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kanji" target="_blank">Kanji</a>”. Del resto ci troviamo accanto all’ambasciata del Sol Levante, nonché in uno dei quartieri d’affari più prolifici della capitale.</p>
<p>Attenti a tentare la vostra sorte se optate per una cena romantica. Non sono pochi i francesi che decidono di passare una serata mangereccia all’insegna di Sakè e Lamen, visti i prezzi abbordabili praticati da questi posti (16 euro massimo per un menu più bevanda) e l’atmosfera conviviale.</p>
<p>Per quanto riguarda il menu, la cosa si fa assai complessa. Alcuni di questi ristoranti servono zuppe calde e sformati di riso 365 giorni all’anno, altri si attengono sulla formula più occidentale che consiste in: tagliere di sushi + riso e zuppa di alghe (sconsiglio). I più raffinati propongono varianti assai costose ma prelibate di “tempura” (un grande piattone di sapori misti, per lo più a base di pesce).</p>
<p>Alla varietà di scelta si aggiunge il fatto che tra i vari frequentatori della rue Saint’Anne, ciascuno ha il suo “spot” preferito. Il mio si chiama “Higuma” e si trova proseguendo in direzione del Louvre. In ogni caso non lasciatevi intimidire dall’imbarazzo della scelta e osate pure, soprattutto se il ristorante che avevate prescelto vi sorprende con una fila chilometrica fuori dalla porta (impossibile prenotare nella Saint’Anne)</p>
<p>Io vi aspetto come sempre al rientro, per raccogliere i vostri commenti in attesa di sfornare la prossima puntata.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">UN MAPPAMONDO DI SAPORI (GIAPPONE)</span></strong></p>
<p>Rue Saint’Anne (<a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;q=Rue+saint%E2%80%99anne,+parigi&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=Rue+saint%E2%80%99anne,&amp;hnear=Parigi,+%C3%8Ele-de-France,+Francia&amp;ei=IndJTO6pCNCYONah6JUD&amp;ved=0CB4QtgMwAA&amp;z=15" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>Metro: 4 septembre (linea 3 verde) e/o palais royal (linea 1 gialla)</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>Da sapere che&#8230;</strong></span></em> gran parte del personale che lavora in questi ristoranti è composto da giovani stagisti universitari che, appena sbarcati in terra straniera, barattano un posto sottopagato come cameriere o lavapiatti per ottenere un permesso di soggiorno semestrale. Sono facili da riconoscere rispetto agli “anziani” a causa dei loro inchini servili e dei sorrisi a trentadue denti tipici del protocollo giapponese.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>A due pass</strong></span></em><strong><span style="color: #0000ff;"><em>i&#8230;</em></span></strong> salendo e mantenendo la sinistra si raggiunge l’opera Garnier con le sue volte affrescate e i suoi tetti placcati d’oro. In direzione sud invece raggiungiamo la senna e i cancelli dell’antico palais Royal, che costudiscono i corridoi sotterranei del Louvre con i loro infiniti archivi</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Un mappamondo di sapori (Giappone)</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=109fd7yyJ7A" target="_blank">Pizzicato Five- Tout va bien</a>.</p>
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