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	<title>CHIcCHE &#187; giappone</title>
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	<description>L&#039;altro volto delle città.</description>
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		<title>Curumin: il nippo-brasiliano.
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 10:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>CHIcCHE Team</dc:creator>
				<category><![CDATA[CHICCHE'N'ROLL]]></category>
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		<category><![CDATA[chicche musicali]]></category>
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		<description><![CDATA[Tempo addietro, mentre giravo per le vie di San Paolo del Brasile, la mia amica al volante mi raccontava che la sua città, oltre a essere la più vasta e popolosa dell'emisfero [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2010/10/01/curumin-il-nippo-brasiliano-2/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Tempo addietro, mentre giravo per le vie di San Paolo del Brasile, la mia amica al volante mi raccontava che la sua città, oltre a essere la più vasta<br />
e popolosa dell&#8217;emisfero australe, è anche la citta più multiculturale del Brasile. A partire dal 1870 frotte di immigrati si sono riversate nello stato di Sao Paulo con appresso il loro background europeo, arabo, asiatico, africano e chi più ne ha più ne metta.</p>
<div id="attachment_3217" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/banner-CHICCHENROLL.jpg"><img class="size-full wp-image-3217" title="&lt;p&gt;banner-CHICCHENROLL&lt;/p&gt;" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/banner-CHICCHENROLL.jpg" alt="" width="300" height="118" /></a><p class="wp-caption-text">CHICCHE&#39;N&#39;ROLL... la musica può dirti tutto di un luogo!</p></div>
<p>Mentre mi raccontava queste cose Carol si appropinquava a parcheggiare nel quartiere di Liberdade, la Japantown paulistana. Mi aveva promesso di portarmi a mangiare sushi in uno dei tanti ristoranti della comunità nipponica più grande fuori dal Giappone!</p>
<p>E&#8217; davanti a una barca di legno piena di sushi che ho scoperto quanti giapponesi ci sono in brasile. Uno di questi si chiama <strong>Curumin</strong>.</p>
<p>Nato nella terra della samba ma con radici ispano-nipponiche questo cantante/compositore/polistrumentista è in pochi anni diventato ambasciatore del Brasile moderno proponendo un mix di influenze che attingono a piene mani dal funk e dalla musica nera anni &#8217;70 e non solo. Ombre di elettronica e dub riecheggiano in <em>JapanPopShow</em>, il suo ultimo disco, uscito nel 2008, che vanta anche la collaborazione del duo hip-hop californiano Blackalicious.</p>
<p>In attesa del prossimo lavoro discografico vi consiglio di guardare il video della title track del disco. Realizzato nel 2010 dalla <a rel="nofollow" href="http://www.greenvision.com.br/" target="_blank">Greenvision Films</a> questa trasposizione visiva della musica di Curumin è un viaggio psicoattivo tra Karma Police dei Radiohead e un film David Lynch.</p>
<p>Ecco a voi Curumin in Japan Pop Show!<br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="225" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10567209&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="225" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=10567209&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=1&amp;show_byline=1&amp;show_portrait=1&amp;color=00ADEF&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://vimeo.com/10567209">curumin / japan pop show</a> from <a href="http://vimeo.com/greenvisionfilms">greenvision films</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p><em><strong><span style="color: #0000ff;">Ascoltare, suonare, ballare&#8230;</span></strong></em> se vi trovate a San Paolo non potete mancare di andare una sera nel quartiere di Vila Madalena. Nella parte ovest della città, al capolinea della linea 2 della metro, questo quartiere è rinomato per la sua vita notturna e i suoi laboratori di artigianato artistico. Così come ci ha anche consigliato <a rel="nofollow" href="http://chicche.org/2010/07/27/massimo-canevacci-sao-paulo-e-florianopolis/" target="_blank">Massimo Canevacci</a>, è questo il quartiere giusto per fare incontri interessanti, ascoltare e ballare buona musica e provare un bicchiere di ottima cachaça invecchiata.</p>
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		<title>Un mappamondo di sapori.
</title>
		<link>http://chicche.org/2010/07/23/un-mappamondo-di-sapori-giappone/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 11:08:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano</dc:creator>
				<category><![CDATA[PARIGI]]></category>
		<category><![CDATA[cosa mangiare a parigi]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Ristorante Higum]]></category>
		<category><![CDATA[Rue Saint’Anne]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi dice che una sola cucina al mondo possa rivaleggiare con la nostra, e che questa cucina sia francese.
Personalmente, dopo due anni passati in Francia tra dolci e succulente scoperte, sono costretto ad affermare – forse per nostalgia o per abitudinarietà – di essere ancora partigiano. Nonostante ciò devo ammettere [...] ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="right" style="float:none;clear:left;padding:0px 0px 5px 5px;"><a name="fb_share" type="button_count" share_url="http://chicche.org/2010/07/23/un-mappamondo-di-sapori-giappone/"></a></div><div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-left: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHI</span></strong>:<strong> </strong>Giuliano</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">c</span></strong><em>ittà</em>:<strong> </strong>Parigi</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">CHE</span><span style="font-weight: normal;">: </span></strong>C’è chi dice che una sola cucina al mondo possa rivaleggiare con la nostra, e che questa cucina sia francese.</p>
<p>Personalmente, dopo due anni passati in Francia tra dolci e succulente scoperte, sono costretto ad affermare – forse per nostalgia o per abitudinarietà – di essere ancora partigiano. Nonostante ciò devo ammettere che, per chi si reca in una capitale internazionale come Parigi, le sorprese culinarie, e non parlo solo di quelle locali, possono essere veramente infinite.</p>
<p>Per quelli che tra di voi si sentono temerari e alla ricerca di nuovi sapori, sappiate che grandi città come Parigi, Londra o New York, con la loro storia ricca di immigrazione e i loro mille sobborghi etnici possono offrire cucine introvabili nelle cittadine nostrane (e spesse volte anche a Roma capitale, a meno di non spendere cifre improponibili).</p>
<p>Siate coraggiosi, quindi e osate pure la dove i nostri connazionali storcono per lo più la bocca. Scoprirete sapori che la nostra tavola non ha mai conosciuto, e se proprio dovesse andar male sappiate che sono accanto a voi, kit di pronto soccorso alla mano (scherzo).</p>
<p>Ma bando ai preamboli ed iniziamo pure il nostro tour multietnico della cucina parigina, che in questa prima puntata ha deciso di strizzare l’occhio al lontano oriente, proprio li dove si leva il sole….</p>
<p>Parigi è piena di ristorantini di sushi con menu prodotti in serie che vanno dai 10 ai 15 euro. Molti di questi ristoranti, per lo più gestiti da famiglie cinesi, contano sull’incapacità visiva degli avventori di distinguere tra le varie etnie orientali e sulle pacchiane decorazioni di ceramica laccata (e non sottovalutiamo la capacità innata del maki di lasciarsi mangiare a quintali senza farti ingrassare!!).</p>
<div id="attachment_2729" class="wp-caption alignright" style="width: 235px"><a href="http://chicche.org/wp-content/uploads/higuma.jpg"><img class="size-medium wp-image-2729" title="Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)" src="http://chicche.org/wp-content/uploads/higuma-225x300.jpg" alt="Ristorante Higuma in rue Saint'Anne (hangukconnection.com)" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Ristorante Higuma in rue Saint&#39;Anne (hangukconnection.com)</p></div>
<p>Non fatevi ingannare! Se veramente volete provare della vera cucina nipponica, provate a recarvi nel 2° arrondissement tra l’Opera e il museo del Louvre, in una strada conosciuta col nome di <strong>rue Saint’Anne</strong>.</p>
<p>Se arrivate in orario di pranzo, non sarà difficile riconoscerla. Vedrete una schiera di colletti bianchi dagli occhi a mandorla in fila davanti a numerose porticine riempite di “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kanji" target="_blank">Kanji</a>”. Del resto ci troviamo accanto all’ambasciata del Sol Levante, nonché in uno dei quartieri d’affari più prolifici della capitale.</p>
<p>Attenti a tentare la vostra sorte se optate per una cena romantica. Non sono pochi i francesi che decidono di passare una serata mangereccia all’insegna di Sakè e Lamen, visti i prezzi abbordabili praticati da questi posti (16 euro massimo per un menu più bevanda) e l’atmosfera conviviale.</p>
<p>Per quanto riguarda il menu, la cosa si fa assai complessa. Alcuni di questi ristoranti servono zuppe calde e sformati di riso 365 giorni all’anno, altri si attengono sulla formula più occidentale che consiste in: tagliere di sushi + riso e zuppa di alghe (sconsiglio). I più raffinati propongono varianti assai costose ma prelibate di “tempura” (un grande piattone di sapori misti, per lo più a base di pesce).</p>
<p>Alla varietà di scelta si aggiunge il fatto che tra i vari frequentatori della rue Saint’Anne, ciascuno ha il suo “spot” preferito. Il mio si chiama “Higuma” e si trova proseguendo in direzione del Louvre. In ogni caso non lasciatevi intimidire dall’imbarazzo della scelta e osate pure, soprattutto se il ristorante che avevate prescelto vi sorprende con una fila chilometrica fuori dalla porta (impossibile prenotare nella Saint’Anne)</p>
<p>Io vi aspetto come sempre al rientro, per raccogliere i vostri commenti in attesa di sfornare la prossima puntata.</p>
<hr /><strong><span style="color: #0000ff;">UN MAPPAMONDO DI SAPORI (GIAPPONE)</span></strong></p>
<p>Rue Saint’Anne (<a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;ie=UTF8&amp;q=Rue+saint%E2%80%99anne,+parigi&amp;fb=1&amp;gl=it&amp;hq=Rue+saint%E2%80%99anne,&amp;hnear=Parigi,+%C3%8Ele-de-France,+Francia&amp;ei=IndJTO6pCNCYONah6JUD&amp;ved=0CB4QtgMwAA&amp;z=15" target="_blank">Guarda la mappa</a>)</p>
<p>Metro: 4 septembre (linea 3 verde) e/o palais royal (linea 1 gialla)</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>Da sapere che&#8230;</strong></span></em> gran parte del personale che lavora in questi ristoranti è composto da giovani stagisti universitari che, appena sbarcati in terra straniera, barattano un posto sottopagato come cameriere o lavapiatti per ottenere un permesso di soggiorno semestrale. Sono facili da riconoscere rispetto agli “anziani” a causa dei loro inchini servili e dei sorrisi a trentadue denti tipici del protocollo giapponese.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;"><strong>A due pass</strong></span></em><strong><span style="color: #0000ff;"><em>i&#8230;</em></span></strong> salendo e mantenendo la sinistra si raggiunge l’opera Garnier con le sue volte affrescate e i suoi tetti placcati d’oro. In direzione sud invece raggiungiamo la senna e i cancelli dell’antico palais Royal, che costudiscono i corridoi sotterranei del Louvre con i loro infiniti archivi</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Un mappamondo di sapori (Giappone)</span> suona come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=109fd7yyJ7A" target="_blank">Pizzicato Five- Tout va bien</a>.</p>
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